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Il ruolo del partenariato

Il partenariato è uno dei principi chiave per l’attuazione dei Fondi del Quadro strategico comune (Qsc) dell’Unione europea ed è uno strumento fondamentale per la realizzazione della strategia Europa 2020, in stretta correlazione con l'approccio della governance multilivello e dei principi di sussidiarietà e proporzionalità.

Il partenariato rappresenta anche un valore che in un sistema aperto e in un ordinamento pluralista consente di prendere decisioni pubbliche sulla base di conoscenze adeguate e di verificarne l’attuazione e gli effetti.

Riconoscere un ruolo al partenariato economico e sociale implica il riconoscimento, da parte delle istituzioni pubbliche, della capacità del tessuto sociale intermedio a convogliare e mediare le istanze di una società complessa e un patrimonio di conoscenze disperse fra una moltitudine di soggetti, la cui acquisizione è necessaria per migliorare l’efficacia delle politiche.

 

Questo principio si traduce in metodo e prassi amministrativa attraverso il coinvolgimento dei partner economici e sociali lungo tutto il processo decisionale:

  • nella fase di identificazione delle scelte e priorità,
  • nella loro traduzione in obiettivi e strumenti,
  • nell’attuazione,
  • nella sorveglianza
  • e nella valutazione.

 

Nonostante questo riconoscimento e i progressivi miglioramenti nelle prassi adottate, nella fase di attuazione dei Programmi il principio di partenariato è stato spesso interpretato dalle amministrazioni in chiave di “mero adempimento” ai requisiti richiesti, generando, in molti casi, una caduta di tensione. Dal canto loro, le parti economiche e sociali hanno spesso trovato inconcludente il loro coinvolgimento, subendo, ma anche concorrendo a creare, la medesima caduta di tensione.

 

È necessario pertanto rafforzare nel periodo 2014-2020 l’attuazione del principio di partenariato, rendendolo un metodo condiviso, efficace e pienamente integrato in tutto il ciclo della programmazione, attuazione, sorveglianza e valutazione degli interventi contribuendo anche a rafforzare le capacità di selezione degli stessi da parte delle Amministrazioni.

 

La cultura del partenariato

A tal fine, occorre in primo luogo diffondere la cultura del partenariato, attraverso un’adesione più consapevole e convinta al principio e al metodo.

Da parte delle amministrazioni pubbliche, infatti, ancora non si coglie la portata dell’ampio ventaglio di contributi che possono venire dal panorama (estremamente diversificato) degli interessi organizzati, i quali possono costituire dei veri e propri “mediatori di conoscenza”, capaci di rafforzare l’efficacia della programmazione; allo stesso tempo, non sempre il partenariato riesce a percepire l’utilità che può derivare da un proprio coinvolgimento attivo nella programmazione, ai fini di una migliore rappresentanza degli interessi associativi.

 

Come sottolineato dalla Commissione europea, il metodo partenariale può generare vantaggi e valore aggiunto in riferimento ai seguenti aspetti:

  • attuazione dei Fondi,
  • rafforzamento dell’impegno collettivo e del senso di appropriazione (ownership) delle politiche dell’Unione europea,
  • disponibilità di maggiori conoscenze, competenze e punti di vista nell’elaborazione e attuazione delle strategie,
  • e, infine, garanzia di maggiore trasparenza nei processi decisionali.

 

I principi alla base del processo del confronto partenariale

Le Regioni, accogliendo le indicazioni contenute nel documento di lavoro dei servizi della Commissione, elaborato in preparazione del “Codice di condotta europeo per il partenariato”, e nel documento “Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari 2014-2020”, individua i seguenti principi chiave alla base del processo del confronto partenariale per il nuovo ciclo di programmazione:

  • il coinvolgimento avviene per l’intero ciclo (preparazione, attuazione, sorveglianza e valutazione);
  • il concetto di “parti” interessate è esteso a tutti coloro (soggetti rilevanti) che possono influire sull’attuazione dei programmi o che ne sono influenzati;
  • la partecipazione attiva attraverso lo sviluppo della consapevolezza e della capacità dei partner di contribuire concretamente alle scelte;
  • il pluralismo del coinvolgimento consultando le diverse componenti del settore pubblico insieme alle imprese, il volontariato, con un’attenzione particolare per i gruppi più vulnerabili e marginali (persone con disabilità, minoranze linguistiche, immigrati ecc).

 

Identificazione dei partner

L’identificazione dei soggetti rilevanti da coinvolgere viene completata e perfezionata progressivamente attraverso metodologie di consultazione pubblica, considerando:

  • le tipologie indicate all’articolo 5 del Regolamento “disposizioni comuni” della Commissione:
    • autorità regionali, locali, cittadine e le altre autorità pubbliche competenti;
    • parti economiche e sociali;
    • organismi che rappresentano la società civile, compresi i partner ambientali, le organizzazioni non governativa e gli organismi responsabili della promozione della parità e della non discriminazione;
  • e i due gruppi indicati dal documento “Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari 2014-2020”:
    • i beneficiari, ovvero i soggetti i cui interessi sono direttamente toccati dal programma e/o quelli a favore dei quali le azioni sono realizzate, rappresentati dalle loro organizzazioni (si tratta in particolare di gruppi che, pur potendo subire l’effetto dei programmi, hanno difficoltà a incidere su di essi, ciò riguarda, in particolare, i gruppi più vulnerabili e marginali, come le persone con disabilità, i migranti, i rom, ecc.);
    • i centri di competenza, ossia i soggetti organizzati che per propria missione, pubblica o privata, si occupano stabilmente degli ambiti in cui i programmi intervengono e sono attivi nella discussione e nella proposta.

 

In considerazione poi della centralità attribuita, nella nuova programmazione 2014- 2020, alla dimensione spaziale degli interventi e all’interdipendenza tra i territori, le Regioni dovranno garantire, così come suggerito nel documento di lavoro dei servizi della Commissione, il coinvolgimento delle aree urbane in cui saranno realizzati Investimenti territoriali integrati (Iti) nelle attività di preparazione, attuazione, sorveglianza e valutazione dei programmi, in modo da sviluppare un approccio strategico adeguato, rispondente alle loro esigenze specifiche.

 

Le modalità di coinvolgimento e le azioni di sostegno

L’articolo 5 del regolamento disposizioni comuni prevede una partecipazione attiva dei partner nelle attività di preparazione dei contratti di partenariato e delle relazioni sullo stato di attuazione, nonché alle attività di preparazione, attuazione, sorveglianza e valutazione dei programmi.

 

Per assicurare il coinvolgimento effettivo del partenariato nelle suddette attività è necessario un rafforzamento dell’efficienza e dell’efficacia delle sedi di confronto, riconoscendo a ciascun livello un oggetto definito di confronto e un idoneo grado di rappresentatività, a partire da quello locale (Comitato di sorveglianza, tavoli di confronto tematico e, o, settoriale, tavoli di concertazione locale, ulteriori forme di coinvolgimento partenariale). La previsione di ulteriori sedi oltre a quelle già previste dalle regole e, o, dalle prassi in uso dovrà comunque sostenere l’unitarietà del futuro ciclo di programmazione e l’integrazione degli strumenti attivati.

 

E’ inoltre opportuno definire dei requisiti procedurali minimi in modo da garantire:

  • la comunicazione tempestiva delle informazioni nei dibattiti sui documenti strategici;
  • tempo sufficiente perché le parti interessate possano procedere alle analisi, consultare i propri associati e i cittadini e fornire un feedback sui documenti;
  • canali di comunicazione in modo che le parti interessate possano porre domande o formulare suggerimenti e osservazioni;
  • trasparenza su come le proposte delle parti interessate vengono prese in considerazione, fornendo una spiegazione in merito all'accoglimento o al respingimento delle osservazioni;
  • la diffusione dei risultati delle consultazioni.

 

Mettere a disposizione del partenariato una migliore informazione sulla programmazione, attuazione, sorveglianza e valutazione dei programmi, da fornire in modo chiaro e sintetico, contribuisce a rafforzare la reciproca comprensione e agevola la capacità del partenariato di far emergere contributi pertinenti e pratici per il disegno e l’attuazione delle politiche.

 

Ciò richiede un investimento da parte della pubblica amministrazione nel rendere la documentazione chiara e accessibile anche per i destinatari non tecnici (fornendo abstract semplificati dei documenti, migliorando la reportistica già in uso e approntando pagine web di facile utilizzo). Inoltre la diffusione dei documenti e dell’informazione sulle decisioni prese in partenariato agevola la trasparenza e l’assunzione di responsabilità.

 

L’intero processo può essere migliorato dalla messa in campo di attività di accompagnamento dei partner. In presenza di un più efficace e adeguato sistema di informazione e di migliori modalità organizzative, peraltro, queste attività potranno essere affinate e più direttamente indirizzate alla valorizzazione delle conoscenze e competenze espresse dalle parti.

 

Il partenariato potrà beneficiare di specifici progetti regionali di assistenza tecnica rivolti al Partenariato. Tali progetti avranno finalità di:

  • consolidamento della cultura del partenariato, sia presso le amministrazioni coinvolte, sia presso le stesse parti socio economiche;
  • animazione, informazione, crescita delle competenze e affiancamento del partenariato economico e sociale;
  • consulenza specialistica a supporto del partenariato.

 

L’Ufficio del Partenariato

 Al fine di rendere stabili le relazioni partenariali e supportare i partner nelle attività di preparazione, attuazione, sorveglianza e valutazione dei programmi, le amministrazioni regionali dovranno costituire gli Ufficio del Partenariato. L’Ufficio del Partenariato ha il compito di organizzare il livello tecnico di confronto e definire il calendario delle attività partenariali.

 

A tal fine, l’Ufficio:

  • individua, in raccordo con l’amministrazione regionale ed il partenariato, i principali temi da mettere in agenda;
  • individua il materiale tecnico ed informativo utile alla discussione dei diversi momenti partenariali;
  • organizza gli aspetti logistici delle attività partenariali;
  • predispone i verbali degli incontri partenariali e provvede alla loro diffusione pubblica;
  • assicura un costante raccordo informativo tra Regione e partenariato circa l’attuazione dei Programmi operativi regionali;
  • acquisisce le proposte del partenariato.

 

Per lo svolgimento delle funzioni indicate, l’Ufficio si avvarrà di personale interno all’amministrazione e di personale esterno per le attività specialistiche.

 

Per assicurare la massima trasparenza nelle fasi di consultazione e confronto, l’amministrazione regionale dovrà garantire ai partner un sistema informativo efficiente, completo ed accessibile in grado di assicurare adeguati flussi informativi.

 

Per strumenti informativi e di supporto si intendono, a titolo esemplificativo:

  • l'elaborazione e diffusione di materiale informativo con cui si spiegano le finalità, le attività, i risultati attesi del processo partenariale;
  • la creazione immediata di alcuni canali di comunicazione per l’informazione e l’interazione tra i partner con particolare attenzione a individuare cluster di pubblici specifici a cui dedicare puntuali attività di comunicazione:
  • un’area web interattiva “generalista”, da aprire immediatamente e contenente un repository (DataBase management systems) unico per la raccolta documentale organizzata e facilmente agibile;
  • l’attivazione di canali di comunicazione puntuali e specifici con periodicità determinata (newsletter, news on line);
  • la presenza sui canali social network;
  • le azioni di facilitazione e supporto per sviluppare la consapevolezza e la capacità dei partner di apportare contributi di conoscenza nel processo di elaborazione dei documenti (collane editoriali, seminari, open space, gopp, linkedin);
  • le attività di comunicazione finalizzate alla diffusione dei risultati delle consultazioni e dei contributi del partenariato.

 

La sezione dedicata al partenariato all’interno dei siti delle Regioni dovrà trovare una modalità per comunicare anche le politiche e non solo gli atti, in modo tale da far recepire cosa si sta facendo in maniera chiara e sintetica, di modo che i partner possano inserirsi in maniera efficace.

 

Salvatore Capezzuto

 

Note

Documento di lavoro dei Servizi della Commissione “Il principio di partenariato nell'attuazione dei Fondi del quadro strategico comune – elementi per un codice di condotta europeo sul partenariato” Bruxelles, 24.4.2012 - SWD(2012) 106 final.

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Amministrazione condivisa

Funziona la nostra pubblica amministrazione? Le scelte importanti sono in mano ai cittadini? Opera in piena trasparenza? E' al servizio di chi la paga? Rende la vita delle persone a cui è al servizio più semplice? Possiamo farne a meno?

Sei domande, sei "no".

Amministrazione pubblica, un gigante del quale una società moderna sembra non poter fare a meno; ma che dovrebbe superare l'attuale stadio di declinazione pseudo democratica dell'amministrazione "reale", nel senso del re, evolvendo verso un'amministrazione "condivisa" cioè vissuta insieme a chi, oggi, la paga e la finanzia.

Guardare oltre

 

Su questi temi noi di OfficineEinstein siamo interessati perché il nostro fine è cercare di guardare oltre! Perché siamo convinti che non può esistere una società moderna, semplice, che permetta di vivere sereni senza un'amministrazione efficiente ed efficace. Tanta la strada da compiere.