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Ufficio bilancio: a che punto siamo

Dopo la spedizione della Lettera ai Presidenti di Camera e Senato il 25 settembre, le segreterie di Civicum e delle organizzazioni firmatarie e aderenti al Tavolo civico per il miglioramento dello Stato hanno cominciato una intensa pressione sulle segreterie dei Presidenti delle Camere, dei Presidenti delle commissioni Bilancio e dei parlamentari appartenenti alle due commissioni, per sollecitare una risposta.

 



Per oltre un mese le risposte hanno dimostrato una diffusa ignoranza e disinteresse in merito all’istituzione dell’Ufficio da parte praticamente di tutti i parlamentari interpellati.



Nel corso dell’ultima settimana di ottobre la segreteria di una delle due Commissioni ha negato categoricamente

«che in questo momento il Parlamento e la commissione bilancio possano occuparsi dell'Ufficio Parlamentare perché, a norma di legge, (sic!) mentre è in discussione la legge di stabilità di bilancio è impossibile che ciò accada.»



Sempre nel corso della stessa settimana la segreteria di un importante parlamentare compreso fra quelli ai quali la legge attribuisce poteri di nomina ci ha informati che

«l'Ufficio Parlamentare del Bilancio esiste ed è già da tempo operativo (ari sic!)».

 



Improvvisamente il 5 novembre, probabilmente anche in seguito alla forte pressione delle organizzazioni aderenti al Tavolo civico, il sito della Camera ha dato notizia di una riunione dell’ufficio di Presidenza delle due commissioni Bilancio integrato dai rappresentanti dei gruppi.

 

La riunione è durata ben 15 minuti (evidentemente questo è il tempo che si attribuisce a livello parlamentare all'importanza di contenere i costi del bilancio pubblico) e, in omaggio ed onore della trasparenza così spesso evocata dai nostri governanti si è ritenuto opportuno impedire di far prendere visione di alcun documento.

Tuttavia, visto che per italica abitudine la "riservatezza" serve solo ad alimentare le voci di corridoio, a seguito di alcune indiscrezioni pubblicate sulla stampa è stato confermato che finalmente il Parlamento aveva dato inizio all’auspicato processo di nomina.


Da quel poco che si è potuto apprendere le due commissioni hanno cominciato a stendere il regolamento di nomina dell’Ufficio in attuazione della legge costituzionale 1/2012 e della legge di attuazione 243/12.



Al momento il segreto sul contenuto della bozza di regolamento di nomina è rigoroso.



Sono stati annunciati, il 14 novembre, alcuni incontri fra i Presidenti delle Camere ed i Presidenti delle due Commissioni Bilancio per discutere dell’istituzione dell’Ufficio parlamentare.

 



Attrverso un comunicato le organizzazioni firmatarie della Lettera ai Presidenti di Camera e Senato fanno sapere che

«si rallegrano del fatto che la situazione sembra essersi sbloccata, ma restano estremamente preoccupate del ritardo del processo di nomina dell’Ufficio e dalla scarsa trasparenza del processo».

 

Fonti

Civicum, Qualcosa si muove

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