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Il codice europeo di condotta sul partenariato

Finalmente è arrivato il regolamento del codice europeo di condotta sul partenariato. Il codice di condotta è stato finalmente pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea del 7 gennaio di quest'anno, uno dei primi atti del nuovo anno. Un buon auruspice? Speriamo di si!

 

D'altronde è chiaro a tutti che l'azione per la crescita e l'occupazione e per la coesione sociale richiede la mobilitazione di tutti i soggetti interessati in tutta l'Unione europea.

È stato pertanto riconosciuto che il coinvolgimento dei partners è fondamentale per realizzare la strategia Europa 2020 per la crescita e l'occupazione

Il partenariato è da tempo uno dei principi essenziali dei fondi dell'Unione europea gestiti insieme dall'Unione europea e dagli Stati membri in "gestione concorrente".

 

Amministrare insieme

Il principio di partenariato comporta una stretta collaborazione negli Stati membri tra le autorità pubbliche a livello nazionale, regionale e locale, come pure con il settore privato e gli altri settori.

Il partenariato va visto in stretta correlazione con l'approccio della governance a più livelli e con i principi di sussidiarietà e proporzionalità: ciascun livello di governo è tenuto a svolgere il proprio compito, e le azioni vanno attuate al livello adeguato e devono essere proporzionate all'obiettivo.

 

La letteraratura concorda nel sottolineare i vantaggi che il coinvolgimento dei partner può apportare nel rafforzare l'impegno collettivo e il senso di appropriazione (ownership) nei riguardi delle politiche dell'Unione europea, nell'aumentare le conoscenze, le competenze e i punti di vista disponibili per l'ideazione e l'attuazione delle strategie, amministrare i fondi corrispondenti, e nel garantire una maggiore trasparenza nei processi decisionali.

 

Il coinvolgimento dei partner contribuisce a ridurre i deficit di coordinamento e di capacità nell'elaborazione e attuazione delle politiche pubbliche tra i differenti livelli di governo sul piano delle informazioni, delle risorse e dei finanziamenti, evitando la frammentazione amministrativa e degli interventi pubblici.

 

Creare armonia

Tuttavia, l'esperienza dimostra che gli Stati membri attuano il principio di partenariato in modi molto diversi, a seconda delle strutture istituzionali e delle tradizioni nazionali di coinvolgimento delle parti interessate.

 

L'efficacia del partenariato dipende anche dalla capacità dei partner di apportare un contributo sostanziale al processo.


A seguito dell'entrata in vigore del regolamento recante le disposizioni comuni per i fondi strutturali e di investimento europei, è stato conferito alla Commissione il potere di adottare un atto delegato per stabilire un codice di condotta europeo al fine di sostenere gli Stati membri nell'organizzazione del partenariato.

Il codice di condotta è stato finlmente pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e intende fornire un quadro per il partenariato, in conformità al quadro istituzionale e giuridico degli Stati membri, tenendo conto delle competenze nazionali e regionali. Le migliori prassi di cui all'articolo 5, paragrafo3, del regolamento recante le disposizioni comuni dei fondi strutturali e di investimento europei saranno esposte in un documento di lavoro dei servizi della Commissione.

 

Prima dell'adozione

In conformità al paragrafo 4 dell'intesa comune sugli atti delegati tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione europea, si sono svolte consultazioni appropriate e trasparenti in merito al presente atto delegato, anche a livello di esperti.
Due riunioni, con la partecipazione di esperti di tutti gli Stati membri e debitamente notificate al Parlamento europeo, si sono svolte il 25 gennaio e il 21 giugno 2013. Le riunioni hanno consentito di presentare integralmente il progetto di disposizioni della Commissione e di effettuare uno scambio approfondito di opinioni su tutti gli aspetti del progetto. Questo esercizio è consistito nel chiarire l'impostazione della Commissione, ascoltare i pareri degli esperti e di conseguenza perfezionare ulteriormente il testo.


Inoltre, la Commissione ha organizzato due riunioni di dialogo strutturato, tenutesi il 5 febbraio e il 19 settembre 2013, durante le quali il progetto di disposizioni è stato ampiamente discusso con:

  • i rappresentanti delle parti economiche e sociali europee,
  • delle organizzazioni non governative (ad esempio responsabili delle questioni ambientali e sociali, delle tematiche relative ai Rom, o delle questioni di genere)
  • e delle associazioni e delle reti che rappresentano le autorità locali e regionali.

 

La compatibilità giuridica

L'articolo 5, paragrafo 3, del regolamento dell'Unione europea 1303 del 2013del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013,che fornisce disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006, delega alla Commissione il potere di adottare, conformemente all'articolo 142 del nuovo regolamento, un atto delegato che stabilisce un codice europeo di condotta sul partenariato per sostenere e agevolare gli stati membri nell'organizzazione del partenariato.

 

Il regolamento

Il  regolamento ha l'obiettivo di fornire un codice europeo di condotta per sostenere e agevolare gli Stati membri nell'organizzazione di partenariati finalizzati agli accordi di partenariato e ai programmi finanziati dal

  • Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr),
  • Fondo sociale europeo (Fse),
  • Fondo di coesione, dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr)
  • Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp)
  • Tali fondi operano ora nell'ambito di un quadro comune e sono denominati “fondi strutturali e di investimento europei”. 

 

I criteri del Regolamento

Lavorare in partenariato è un principio consolidato nell'attuazione dei fondi strutturali e di investimento europei. Il partenariato implica una stretta cooperazione tra autorità pubbliche, parti economiche e sociali e organismi che rappresentano la società civile a livello nazionale, regionale e locale nel corso dell'intero ciclo del programma, che si articola in

  • preparazione
  • attuazione
  • sorveglianza
  • e valutazione.

 

È opportuno che i partners selezionati siano il più possibile rappresentativi delle parti interessate. Occorre che le procedure di selezione siano trasparenti e tengano conto dei diversi contesti istituzionali e giuridici degli Stati membri e delle loro competenze nazionali e regionali.

 

I partners dovrebbero includere autorità pubbliche, parti economiche e sociali e organismi che rappresentano la società civile, compresi i partner ambientali e le organizzazioni locali e di volontariato, che possono influenzare significativamente l'attuazione dell'accordo di partenariato e dei programmi o risentire dei loro effetti.

È opportuno, precisa il Regolamento, prestare una particolare attenzione all'inclusione dei gruppi che possono risentire degli effetti dei programmi ma che incontrano difficoltà a influenzarli, in particolare delle comunità più vulnerabili ed emarginate, a più alto rischio di discriminazione o esclusione sociale, segnatamente delle persone con disabilità, dei migranti e dei Rom.

 

Per la selezione dei partners è opportuno tenere conto delle differenze tra accordi di partenariato e programmi. Gli accordi di partenariato riguardano tutti i fondi strutturali e di investimento europei che forniscono sostegno a ciascuno Stato membro, mentre i programmi fanno riferimento soltanto ai fondi strutturali e di investimento europei dai quali ricevono un contributo. I partners degli accordi di partenariato dovrebbero essere quelli pertinenti in considerazione dell'uso di tutti i fondi strutturali e di investimento europei, mentre per i programmi è sufficiente che i partner siano quelli pertinenti in considerazione dell'uso previsto dei fondi strutturali e di investimento europei che contribuiscono al programma.

 

Coinvolgimento nell'elaborazione e nell'attuazione

I partners devono essere coinvolti nell'elaborazione e nell'attuazione degli accordi di partenariato e dei programmi. A tale scopo, è necessario stabilire i principi essenziali e le buone prassi in materia di consultazione tempestiva, pertinente e trasparente dei partners sull'analisi delle sfide e delle esigenze da fronteggiare, sulla selezione degli obiettivi e delle priorità per raggiungerli, e sulle strutture di coordinamento e sugli accordi di governance a più livelli necessari per una realizzazione efficace delle politiche.

 

I partners dovrebbero essere rappresentati in seno ai comitati di sorveglianza dei programmi. Le norme che disciplinano la composizione e le procedure dei comitati dovrebbero promuovere la continuità e la responsabilità nella programmazione e nell'attuazione, e accordi di lavoro chiari e trasparenti, nonché la tempestività e la non discriminazione.

 

Coinvolgimento nella valutazione

È opportuno che i partners, mediante la loro partecipazione attiva ai comitati di sorveglianza, siano coinvolti nella valutazione del grado di efficienza per le diverse priorità, delle pertinenti relazioni sui programmi e, se del caso, degli inviti a presentare proposte.

 

Va agevolato un partenariato efficace aiutando i partners interessati a rafforzare la loro capacità istituzionale in vista della preparazione e dell'attuazione dei programmi.

 

La comunità di prassi

La Commissione dovrebbe facilitare lo scambio di buone prassi, rafforzando la capacità istituzionale e la diffusione dei risultati di maggior rilievo tra gli Stati membri, le autorità di gestione e i rappresentanti dei partners attraverso l'istituzione di una comunità di prassi sul partenariato riguardanti tutti i fondi strutturali e di investimento europei.

 

È opportuno che il ruolo dei partner nell'attuazione degli accordi di partenariato e i risultati e l'efficacia del partenariato nel periodo di programmazione siano sottoposti a valutazione da parte degli Stati membri.

 

Al fine di sostenere e agevolare gli Stati membri nell'organizzazione del partenariato, la Commissione dovrebbe mettere a disposizione alcuni esempi delle migliori prassi esistenti negli Stati membri. Uno stimolo per le nostre amministrazioni pubbliche per fare bella figura in Europa. In particolare per le Regioni che si sono conquistate, nel passato (ma anche nel presente) il titolo di "pecore nere" dell'Unione. 

 

Sono proprie queste Regioni, e purtroppo in Italia ne abbiamo alcune, che dovrebbero prendere spunto da questo regolamento per cercare di distinguersi, questa volta in positivo, e recuperare con un semplice, ma convinto, commitment politico e un adeguato incarico a una società di relazioni con i pubblici (come potrebbe essere OfficineEinstein) almeno in termini di buona volontà quello che le macchine amministrative regionali, insufficientemente formate e dirette, non sono in grado di garantire nel prossimo ciclo di programmazione. E, nel frattempo, combiare dirigenza e cultura organizzativa e avviare un profondo processo di ridisegno di responsabilità individuali, selezione e formazione di quadri e dirigenti e processi funzionali.

 

 

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Amministrazione condivisa

Funziona la nostra pubblica amministrazione? Le scelte importanti sono in mano ai cittadini? Opera in piena trasparenza? E' al servizio di chi la paga? Rende la vita delle persone a cui è al servizio più semplice? Possiamo farne a meno?

Sei domande, sei "no".

Amministrazione pubblica, un gigante del quale una società moderna sembra non poter fare a meno; ma che dovrebbe superare l'attuale stadio di declinazione pseudo democratica dell'amministrazione "reale", nel senso del re, evolvendo verso un'amministrazione "condivisa" cioè vissuta insieme a chi, oggi, la paga e la finanzia.

Guardare oltre

 

Su questi temi noi di OfficineEinstein siamo interessati perché il nostro fine è cercare di guardare oltre! Perché siamo convinti che non può esistere una società moderna, semplice, che permetta di vivere sereni senza un'amministrazione efficiente ed efficace. Tanta la strada da compiere.