testata

Il vizio di leggere i contratti

Nel 2012 feci la tessera del BikeMi per provare il servizio. Non un granché infatti lasciai scadere la tessera l’anno scorso. Ora ho deciso di riprovarci, ma la mia tessera è scaduta da più di un mese e quindi, mi dicono, non posso più rinnovarla ma devo farne una nuova.

Vado quindi sul sito di BikeMi a registrarmi di nuovo e trovo il link “Ho letto e accetto le Condizioni generali”  che al punto 4 “durata e recesso” recita:

«4.1 Per gli abbonamenti annuali, al termine del suddetto periodo, l’abbonamento si intende prorogato automaticamente, per lo stesso periodo e alle condizioni vigenti al momento del rinnovo, salvo manifestazione espressa e contraria dell’utente, che dovrà essere effettuata con un anticipo di 15 giorni prima della scadenza del suddetto periodo sul sito www.bikemi.it, recandosi presso gli ATM point o chiamando il numero verde ATM».

 

Contatto il numero verde e mi fanno notare che le informazioni giuste non sono quelle del contratto (sgrunt!) che io ho letto e accettato al momento dell’iscrizione. Troppo facile! Le informazioni giuste, mi dicono, sono quelle delle Faq (bah…).

 

Insomma, di solito è l’utente che accetta i contratti senza leggerli, ma qui è l’Atm (l’azienda dei trasporti municipali di Milano) che scrive i contratti senza leggerli e soprattutto senza applicarli e senza ritenersi vincolata a quello che ha scritto e che io ho accettato.

 

Consiglia la signorina: scriva a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e segnali la cosa; ma se non leggono i loro stessi contratti, vuoi che leggano le mail?

 

Share

Banner cittadini attivi

Banner io partecipo

Amministrazione condivisa

Funziona la nostra pubblica amministrazione? Le scelte importanti sono in mano ai cittadini? Opera in piena trasparenza? E' al servizio di chi la paga? Rende la vita delle persone a cui è al servizio più semplice? Possiamo farne a meno?

Sei domande, sei "no".

Amministrazione pubblica, un gigante del quale una società moderna sembra non poter fare a meno; ma che dovrebbe superare l'attuale stadio di declinazione pseudo democratica dell'amministrazione "reale", nel senso del re, evolvendo verso un'amministrazione "condivisa" cioè vissuta insieme a chi, oggi, la paga e la finanzia.

Guardare oltre

 

Su questi temi noi di OfficineEinstein siamo interessati perché il nostro fine è cercare di guardare oltre! Perché siamo convinti che non può esistere una società moderna, semplice, che permetta di vivere sereni senza un'amministrazione efficiente ed efficace. Tanta la strada da compiere.