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Il colibrì già vola e non ce ne siamo accorti

Ora, non è per prendersi meriti non dovuti, ma tra queste pagine lo dicevamo: sarà Google ad avvicinarsi al nostro modo di leggere il mondo. 

E così è successo. 

Il fatto è questo: il 26 settembre scorso (sono in ritardo, lo so, ma mi sono dovuta riprendere dal colpo) Google ha annunciato la sostituzione del panda con il colibrì. 

Eh?

Facciamo i seri. 

Google (cioè Google e non uno qualsiasi) ha sostituito del tutto il suo algoritmo con cui vi presenta i risultati. Il panda con il colibrì, anzi con:  Hummingbird

L'annuncio, fatto en passant in occasione del 15esimo compleanno del motore di ricerca, è stato un piccolo terremoto nel mondo del web, soprattutto perché il nuovo algoritmo era già in funzione da qualche settimana senza che nessuno ne sapesse nulla (almeno un doodle potevano farlo, avranno pensato in molti). E come sanno fare solo gli americani, l'annuncio è stato accompagnato dai risultati ottenuti: effetti su circa il 90 per cento delle ricerche.

Nuovo di zecca

Non dobbiamo essere tratti in inganno: il nuovo algoritmo è proprio nuovo. Cioè, non è un adattamento del vecchio, ma un nuovo motore che riprende i fattori che già funzionavano in passato e ne aggiunge altri. Ad esempio il pagerank rimane, mentre ora Google si soffermerà di più sul significato delle parole

Chiedete e vi sarà dato

Quello che cambia è infatto l'approccio alla ricerca, che non verrà più fatta sul collegamento tra keywords e parole ricercate, ma sul significato della frase che potrete mettere in Google. 

Una ricerca conversazionale, insomma. 

Se inserirete una frase compiuta, come ad esempio: "come faccio in joomla 2.5 a postare su facebook?" il Nostro sarà capace di leggere il significato dei termini e della frase, riportando dei risultati che riprendano il senso complessivo

In realtà, e i miei amici di Officine lo sanno bene avendomi visto farle in loro presenza (e prendendomi un po' per matta, confessiamolo), le ricerche conversazionali erano già possibili. Ma come ci spiegano Amit Singhal e Ben Gomes riuscivano se si usava Chrome (tana!) e sulla base di Knowledge Graph. Mentre Hummingbird dovrebbe essere capace di farlo per tutto il web.

Siamo nel magico mondo del web semantico e come ci dice  Claudio Giuia

È un’evoluzione che va nella direzione del “web semantico”, il cosidetto internet 3.0, quello in cui è possibile avere un’interpretazione e un’elaborazione più complessa della sterminata massa di contenuti che ci sono in Rete, per dare risposte a ricerche più evolute

Non facciamoci prendere dal panico

Se, per gli utenti, il miglioramento è evidente (o almeno dovrebbe esserlo), cosa succede per chi produce contenuti? 

Le risposte Amit Singhal e Ben Gomes sono relativamente inquetanti.

Alla domanda: "ma funziona?", i due rispondono dicendo che ancora non si è lamentato nessuno. Ah beh allora...

Mentre confermano che il seo non è morto, anzi che tutto quello che fino ad oggi abbiamo imparato sarà ancora più utile  (soprattutto nella cura dei contenuti, visto che saranno letti con maggiore attenzione) con il nuovo algoritmo. E qui il sospiro di sollievo nasce spontaneo.

Ma come si direbbe da queste parti...

Di più non so

Quello che ci attende allora è ancora il campo della sperimentazione, perché non ne sapremo molto di più della formula magica di Google e, da questo punto di vista, non molto è cambiato. 

Anche se questa volta avremo a che fare con un bellissimo e piccolo uccellino, quello che ci attende è ancora sperimentazione e se, come abbiamo detto, Google si sta avvinando sempre di più all'uomo, la cosa non ci dovrebbe sorprendere. Del resto come direbbe il nostro mentore: 

 

"Quello che è più incomprensibile è che ci sia ancora qualcosa di comprensibile."

Albert Einstein

 

Fonti

Hummingbird: il nuovo algoritmo di Google

su seoblog.giorgiotave.it

Google Hummingbird, l’algoritmo sostituito “in silenzio”

su blog.tagliaerbe.com

Google: con Hummingbird-Colibrì cosa cambia? Il nuovo algoritmo visto da Claudio Giua

su www.blitzquotidiano.it

 

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