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19 miliardi, di dollari

Eravamo a cena, più o meno le otto di sera e mio figlio, diciottenne, in procinto di uscire, è preoccupato e disorientato: WhatsApp non funziona!

E allora?

Dove va? quando va? chi ci sarà? va beh! l'appuntamento era per vedere la partita della Roma in un locale qui vicino casa, per fortuna la partita inizia alle 20:45, quindi i suoi amici saranno là.
L'altra figlia elenca una serie di cose si sarebbero potute comprare con 19 miliardi di dollari, per esempio:

  • l'Islanda,
  • la Jamaica,
  • il telescopio spaziale Hubble,
  • l’American Airlines con i suoi 900 aerei e le 250 rotte,
  • l’intera industria discografica,
  • una portaerei,
  • tutte le prime 20 squadre di calcio del mondo.

Oppure finanziare:

  • la soluzione definitiva alla mancanza di acqua potabile nel mondo
  • la cura sul cancro nel mondo per quattro anni;
  • un anno di missioni spaziali.

Con un budget assai inferirore si sarebbe potuto organizzare un’olimpiade.

Lo ha letto su ziqqurat.

 

19 miliardi di dollari; perchè proprio 19 miliardi? E' la cifra che Mark Zuckerberg ha sborsato per comprare l’applicazione WhatsApp.
Praticamente da un giorno all’altro i fondatori di WhatsApp, uno statunitense e un ucraino, Brian Acton e Jan Koum sono diventati pluri miliardari (in dollari).

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Tumblr ha dedicato un sottodominio per raccogliere le proposte di cosa si sarebbe potute acquistare anche meno care di questi ormai famosi, 19 miliardi di dollari.
In soli due giorni, i post aumentano,

  • quadri d'autore battuti all'asta tra i più cari del mondo,
  • vaccini per ogni bambino sulla Terra,
  • costi di un anno di frequenza ad Harvard per 316.939 studenti,
  • 25 spedizioni indiane su Marte,
  • pagare tutti i debiti della disperata città di Detroit (per quelli dell'Italia ce ne vogliono 100 volte di più),
  • corsi di guida per ogni detentore di patente in America
  • e, non manca, l'intera industria dei film americani per adulti.

 

Pubblico l'immagine più forte, una infografica presa da Pinterest

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Quale piano industriale?

Evidentemente Facebook temeva la semplice applicazione che rischiava di rubargli spazio nel settore dei messaggi su cellulari.

 

Katia Riccardi ieri sulla Repubblica Facebook-WhatsApp, la paura degli utenti:

«La nostra privacy è a rischio, boicottiamoli!»

 

Dopo l'accordo tra i due colossi, in rete nascono petizioni per 'migrare' dal social network di Zuckerberg o iscriversi alle alternative dell'instant messaging di Acton e Koum. L'appello al garante dei dati personali è mirato a vigilare attentamente. Facebook potrebbe voler estendere agli utenti del servizio acquisito le sue analisi su gusti e interazioni, interconnettendo e integrando i dati e le informazioni raccolte nei propri database.

 

Su firmiamo.it, piattaforma italiana che consente a chiunque di creare, condividere e firmare petizioni on line per ottenere importanti obiettivi, giovedì 20 febbraio alle 18:42, Valeria Guerra lancia la petizione: "Non lasciamo che Facebook rubi le nostre rubriche!". Dopo due giorni ha già raggiunto il traguardo, è stata firmata da 5.564 persone.

 

Giuseppe Pedeliento scrive oggi su Wired: WhatsApp!, e se Zuckerberg avesse toppato?  lo shopping di Zuckerberg non convince. 

Non si capisce qual è il piano industriale.

 

19 miliardi di dollari per comprare un service provider, in termini numerici, considerando il numero di utenti di WhatsApp a tutt’oggi, Facebook riuscirebbe a coprire l’investimento in circa 75 anni.
Ma non dobbiamo dimenticare la presenza di WeChat, player cinese che offre lo stesso servizio, gratuito e, a giudicare dalla campagna promozionale che sta facendo, con una potenza di fuoco finanziaria non indifferente.

 

Un altro step nel megalomane progetto del giovanotto più ricco del mondo di realizzare quel sogno riduzionista e di fatto poco ambizioso nel contenuto di connettere tutte le persone del mondo?

 

Mark sarebbe potuto diventare azionista di maggioranza di Eni o di Gazprom, avrebbe potuto comprarsi una società come Sony. Insomma si sarebbe potuto togliere qualche sfizio. Avrebbe potuto scegliere di diversificare il business anche se diversificare è una parola che fa inorridire i new economist. Con “appena” 4,1 miliardi di euro il colosso dei brand di lusso Lvmh ha recentemente comprato una griffe blasonata come Bulgari. Con 5,44 miliardi Microsoft ha comprato Nokia, un mostro di tecnologia, know how e storia.

 

Il black out

La stampa.it alle 21 del 22feb14 ha già pubblicato l'articolo WhatsApp non funziona, panico sul weekend
Dalle 19:30 in tutto il mondo è impossibile inviare o ricevere messaggi.

Sembra il black out del 28 settembre 2003 quando cadde un albero in Svizzera e tutta l'Italia si spense dalle 3 di notte per parecchie ore, a Roma si festeggiava la notte bianca ... che pace!

 

Ma, come conclude Giuseppe Pedeliento, magari i consumatori del globo preferiranno diverse modalità di comunicazione.

Forse riscopriremo la bellezza dei segnali di fumo o dei messaggi in bottiglia.

Chissà, lo scopriremo!

 

In bocca al lupo Mark! Avrà anche fatto un investimento incommensurabile per noi umani, ma sicuramente qualcosa in mente ce lo avrà.

Nel frattempo sul versante della carta stampata...

 

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