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Aziende e social: lo stato dell'arte

Facebook si conferma il social network più utilizzato dalle aziende italiane anche per il settore B2B (business to business), seguito a ruota da LinkedIn e Twitter. Nonostante sia “appena nato”, anche Google+ registra un alto tasso di gradimento. questi i risultati di una ricerca che ha raccolto pareri e opinioni di 315 responsabili marketing e direttori commerciali di aziende italiane che operano nei principali settori merceologici (e-commerce, servizi, abbigliamento, turismo, bancario e assicurativo, information tecnology, editoria e pubblicità, comunicazione).

 

Una risorsa interna dedicata, eppure...

Un dato interessante riguarda le risorse destinate al social media marketing: anche se il 54 percento delle aziende che utilizzano i social media ha almeno una risorsa interna dedicata, solo il 58 percento delle aziende rispondenti aggiorna con regolarità il proprio spazio su Facebook, Twitter ecc.

 

Secondo i dati emersi dall'indagine "Quanto è social la tua azienda?",  condotta in collaborazione da Aidim (Associazione italiana direct marketing), Anved (Associazione nazionale vendita a distanza) ed eCircle sull'utilizzo dei social media da parte delle aziende che operano sul territorio italiano, emerge come i social media sono considerati strumenti molto utili per aumentare l'interazione con i consumatori e per raccogliere opinioni e feedback sul brand o sui relativi prodotti, ma mancano strategie chiare per sfruttarli efficacemente con l'obiettivo di raggiungere concrete opportunità di business.

 

Manca una strategia chiara

Il dato sicuramente più significativo riguarda la percentuale di utilizzatori dei social media: il 75 percento dei rispondenti ha infatti dichiarato di utilizzare già Facebook, Twitter, blog & co. e, nel caso delle aziende di e-commerce, il dato raggiunge una percentuale quasi intera. Gli intervistati che affermano di non aver ancora sperimentato questo canale di comunicazione adducono come motivo principale quello di non avere ancora elaborato una strategia chiara sul mezzo. Di questi, il 22 percento prevede di sperimentarlo certamente nel futuro, mentre il 42 percento lo farà con ogni probabilità.

 

Due terzi delle realtà aziendali che già hanno adottato questi nuovi strumenti sembrano avere ancora obiettivi generici e poco focalizzati, a conferma di quanto emerso anche dall'Osservatorio e-Commerce B2C 2011 del Politecnico di Milano (prevalenza dell'approccio "timido", rispetto a quello "convinto", nei confronti del social commerce).

 

«Come già anticipato anche dai risultati del nostro studio European social media & email monitor, precisa Maurizio Alberti, managing director di eCircle Italia, in generale emerge un quadro di sperimentazione, con strategie ancora in fase di trasformazione e assestamento. Non sorprende, quindi, che anche il livello di soddisfazione nei confronti di questo nuovo mezzo di comunicazione sia ancora piuttosto moderato. Solo l'8 percento delle aziende intervistate dichiara, infatti, di aver raggiunto gli obiettivi prefissati e, dato ancora più significativo, il 19 percento afferma di non aver posto alcun obiettivo quantitativo specifico per questa attività

 

Facebook, come abbiamo anticipato, si conferma il social network più utilizzato dalle aziende italiane (84 percento) anche per il settore B2B, seguito a ruota da LinkedIn e Twitter; nonostante sia "appena nato", anche Google+ registra un alto tasso di gradimento (il 25 percento delle aziende lo ha già scelto). Oltre il 60 percento delle imprese sceglie di promuovere il proprio brand o prodotto con una fan page e il 50 percento lo fa con un profilo, mentre solo il 30 percento sceglie di pianificare campagne pubblicitarie sui social media

 

Secondo il campione intervistato solo il 39 percento dei propri clienti interagisce con regolarità sui social media. I motivi dell'interazione sono chiari e precisi: scambio di opinioni sui prodotti con altri utenti (50 percento), richiesta di assistenza al customer care e feedback sul prodotto o sul servizio acquistato (oltre 30 percento).

 

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Luca Pirani

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