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Quattro: un gioco, un evento

Ripercorriamo, rileggendo il suo Piano di Comunicazione, la progettazione della presenza secondo evento congiunto Sibioc Simel, che OfficineEinstein ha curato per Abbott, un’azienda globale impegnata nello sviluppo e introduzione di prodotti e tecnologie per migliorare la salute.

La semplice domanda che ha guidato la progettazione è stata: è possibile partecipare ad un convegno scientifico ad alto livello trasformando una presenza istituzionale in qualcosa che non sia "barboso"? La risposta è stata più divertente del previsto, proprio perché abbamo deciso di percorrere due strade: la prima il gioco, la definizione di uno spazio dove non solamente si poteva conoscere "didatticamente" l'offerta e le caratteristiche di Abbott, ma andare alla scoperta dei contenuti diventando protagonisti della ricerca stessa, così come accade in ogni gioco che si rispetti. 

 

Lo stand dalla prospettiva esterna

 

La seconda strada è stata l'integrazione estetica dell'identità aziendale attraverso scelte grafiche e scenografiche di impatto, con la sintesi, anche spaziale delle parole chiave che hanno sintetizzato Abbott durante l'evento. 

In questa seconda dimensione ritroviamo anche la scelta di proporre uno spazio alternativo, al di fuori del classico stand: un truck che ha ospitato i visitatori e che, con la sua presenza integrata nell'identità dell'evento, ha sorpreso solo con la sua presenza.

La sfida progettuale, in termini di comunicazione, è stata quella di creare la relazione e l'interazione tra lo stand espositivo, didattico e ludico, e il laboratorio mobile ospitato nei parcheggi della Fiera dove poter vedere le attrezzature di diagnostica all'opera spiegate dai tecnici competenti della multinazionale americana. unire il gioco alla scienza. la comunicazione istituzioinale a momenti ricreativi e di svago.

 

 Il truck al lavoro

Innovazione. Intensità. Sapienza. Soddisfazione. 

Queste le parole chiave che, nella declinazione dell'evento, hanno rappresentato le quattro forze della presenza di Abbott: "quattro mosse" vincenti per trovare il giusto equilibrio.

Due, allora, le metafore che ci hanno guidato:

1. la forza: l'elemento fisico;

2. il quattro: il filo rosso.

Il mood della presenza Abbott ha preso avvio su frequenze legate all'offerta innovativa e consulenziale, declinata in quattro ambiti, che nella traduzione comunicativa, hanno assunto la veste di mosse vincenti.

Questo il legame con l'elemento più innovativo, ed evidente della progettazione, dello stand: un campo di ForzaQuattro per sperimentare come è possibile divertirsi anche in occasioni "di lavoro". Da questa impostazione iniziale, il progetto ha vissuto uno sviluppo che si è concentrato sulla presentazione delle quattro forze aziendali.

 

Fondamenta del progetto

La finalità si è concentrata sulla trasmissione dei quattro valori di Abbott attraverso la metafora del gioco:

  • i prodotti (innovazione),
  • la tecnologia (intensità),
  • la consulenza (sapienza),
  • la customer satisfaction (soddisfazione).

Quindi lo stand è diventato, nel progetto, il media utilizzato per presentare le quattro mosse Abbott per raggiungere l'equilibrio perfetto.

Una finalità da raggiungere attraverso i diversi obiettivi generali posti alla base del progetto:

  • Confermare Abbott interlocutore autorevole grazie alla forte implementazione della sua offerta.
  • Comunicare la decisa vocazione di Abbott verso la ricerca, non solo per i prodotti ma anche nei servizi di consulenza e assistenza.
  • Comunicare un'immagine innovativa di Abbott mettendo in evidenza il vantaggio competitivo dell'assistenza consulenziale e organizzativa.
  • Rendere lo stand Abbott un polo di attrazione per tutti i partecipanti all'evento e contemporaneamente uno snodo verso le altre aree di interesse Abbott.
  • Rendere lo stand non un luogo di passaggio, ma uno spazio per restare, conoscere e incontrare.
  • Realizzare una sinergia tra i diversi poli della presenza Abbott (truck, cene, stand, workshop).
  • Avviare una comunicazione strategica integrata intorno alle quattro declinazioni dell'offerta Abbott.

Infine, un messaggio che OfficineEinstein voleva centrare:

"Per ottimizzare il lavoro del tuo laboratorio Abbott ti offre l'innovazione, la tecnologia, la consulenza, e il customer service: raggiungi l'equilibrio con le quattro mosse Abbott."

 

Le parole chiave del progetto

Prima di entrare nella progettazione vera e propria, dobbiamo soffermarci sulle due parole chiave che sono diventate il titolo stesso del progetto.

 

Forza

La comunicazione dello stand Abbott si è declinata attraverso una metafora propria del mondo della fisica, la forza e più esattamente il terzo principio della dinamica che recita: "ad ogni azione corrisponde sempre una reazione uguale e contraria."

E' questo il principio dell'equilibrio, la soluzione che Abbott offre ai centri diagnostici.

 

Quattro

Il secondo termine chiave della comunicazione è il quattro, che deriva dagli altrettanti corner dell'offerta di Abbott: i prodotti, la tecnologia, la consulenza e la customer satisfaction. Questi sono stati tradotti all'interno della metafora fisica in quattro forze:

  • L'innovazione: i prodotti di Abbott (strumenti e reagenti) frutto della continua ricerca scientifica che ha portato a risultati d'avanguardia.
  • L'intensità: la competenza tecnologica di Abbott che le permette di proporre la migliore integrazione fra le tecnologie e i bisogni dell'attività di laboratorio.
  • La sapienza: la consulenza che Abbott offre nell'ottimizzazione dei processi.
  • La soddisfazione: attraverso i diversi servizi di assistenza e di customer satisfaction per i propri clienti.

 

Queste quattro forze sono applicate da Abbott nella sua presenza sul mercato, diventando così le quattro mosse vincenti:

  • valore clinico; 
  • servizi integrati; 
  • soluzioni personalizzate; 
  • tecnologie avanzate.

 

Inoltre, in riferimento al terzo principio della dinamica, è possibile ricondurle ai concetti:

  • azione: l'innovazione e l'intensità
  • reazione: la sapienza e la soddisfazione

Il quattro non è stato tuttavia presente solo all'interno dello stand quale leva comunicativa, ma diventa il filo conduttore che lega e amplifica l'intera presenza presso il centro congressuale. Sono infatti quattro i luoghi di incontro con Abbott: lo stand, i workshop, le cene, il truck.

A questo punto non ci resta che unire i due poli della comunicazione per comprendere il ruolo dell'elemento più "stravagante" dello stand: il gioco, a grandezza umana, del ForzaQuattro, che con l'avanzare della progettazione si è trasformato nella definzione di un campo con quattro poli di riferimento. 

 

Attraverso le immagini

Scopriamo ora, attraverso una gallery della progettazione dell'evento Abbott, le principali caratteristiche della progettazione di Officine.

 

Le prime progettazioni dello stand

In queste prime progettazioni dello stand questo appare molto focalizzato sul gioco, un elemento che poi si perderà con gli sviluppi successivi del progetto. 

Fin dall'inizio è stata definita l'organizzazione degli spazi dello stad: un'aea centrale dedicata all'accoglienza dei visitatori e ai quattro angoli (lo stand aveva una preziosissima posizione "a isola") uno spazio comodo per la conoscenza approfondita di Abbott. 

la prima progettazione dello stand

 

 

la prima progettazione dello stand: dalla posizione della poltrona

 

Già nella terza e seconda versione del rendering, il gioco perde la sua centralità e si mantiene al lato dello stand.

La seconda impostazione dello stand

 

Con l'avanzare del progetto, lo stand diventa un "campo di forze" determinato dai suoi quattro angoli: le quattro parole chiave. 

la terza progettazione

 

l'ultima progettazione vista dall'alto l'ultima progettazione vista dall'interno l'ultima progettazione vista dall'interno

 

Il risultato della progettazione, dal vero.

Al termine della progettazione questo il risultato.

 

Lo stand realizzato all'evento

 

Lo stand visto dall'interno Un particolare dello stand Abbott Lo stand dalla prospettiva esterna
Al lavoro nello stand Al lavoro nello stand

 

Con uno sguardo sul dietro le quinte.

Il montaggio dello stand

 

Il truck, un secondo campo di forze

Oltre allo stan, la progettazione si è occupata anche di personalizzare il truck che ha accompagnato fuori dallo spazio del convegno l'evento. 

Un luogo commerciale per la conoscenza approfondita dell'offerta di Abbott. 

Il truck Abbott dall'esterno

 

L'interno del truck di Abbott

 

 

Il truck al lavoro Il truck al lavoro

 

Non solo lo stand

Infine, OfficineEinstein si è occupata anche ella progettazione e realizzazione degli strumenti di promozione dell'evento. 

Come il depliant  dedicato. 

La copertina del depliant

 

La squadra

per Abbott: Daniele Ottavi e Monica Ventre

concept: Luca Massacesi  (Aaland, l'arcipelago della comunicazione)

piano di comunicazione: Eleonora Ripanti

progettazione allestimento e rendering: Antonio Mannarino

realizzazione dello stand: Calvi

concept grafico: Audiovisualgraphik

graphic design: Alessandro Ghezzi

anno: 2010

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