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Il World Nutella day è salvo

Lo confesso. Ci ero rimasta male davanti alla notizia, l'altro ieri, che la Ferrero aveva inviato un decreto ingiutivo per chiudere il World Nutella day, un sito creato da un'assoluta fan, una blogger americana dal nome italianissimo Sara Rosso, della crema più buona al mondo (d'accordo, sono di parte). 

 

Insomma come è possibile che chi produce una cosa così buona (diffido sempre delle persone a cui non piace la Nutella) poi chieda a un suo fan che racconta il marchio dal basso, per puro amore, di chiudere un megafono della qualità e della bontà del prodotto, che ha addirittura fondato la Giornata mondiale dedicata alla Nutella (il 5 febbraio per gli interessati)? 

 

Da comunicatore la notizia mi ha davvero sorpreso.

E in rete è scoppiata, naturalmente, la polemica con intimidazioni da tipico "consum-attore": fan della pagina Facebook e followers hanno subito minacciato di sabotare la meravigliosa crema con dei surrogati. Insomma una vocazione al martirio. 

 

Per fortuna la delusione è durata appena due giorni. 

Arriva, infatti, oggi la notizia che il blog non sarà più cancellato, con tanto di complimenti e di dietrofront della Ferrero che si dice felice di avere fan così. 

Embè, mi pareva strano. 

 

Homepage di Nutella Day

 

Ma al di là della vicenda, finita bene per fortuna, ritorna in auge il grande macro tema del controllo delle informazioni sulla rete e soprattutto di quanto questa abbia la capacità di creare una pubblicità dal basso preziosa come l'oro. Piccolo presupposto: la bontà del prodotto. 

 

Allo stesso tempo si accende anche un'altra riflessione: la comunicazione continua a rappresentare un flusso d'acqua. Non si può fermare si può solo incanalare e quindi governare. Fare finta che alcune sue manifestazioni non esistano non significa cancellarle ma mantenerle in vita in un modo non controllato. 

Forse di fronte alla guerra, è sempre meglio un'alleanza. E chi è bravo (cucchiaio e mercato testimoniano) lo sa e ritorna sui suoi passi.

 

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