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Pubblici, racconti e personaggi

D’accordo, lo confesso. Ho copiato.

A mia difesa (non uso il plurale maiestatis) posso dire di averlo fatto inconsapevolmente, ho un subconscio particolarmente invasivo ed egocentrico. Ma rimane il fatto che ho copiato.

L’avrete certamente visto: un video pubblicitario di YouTube, su YouTube che promuove la possibilità di un'azienda di promuoversi attraverso un video YouTube... appunto.

 


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Questo video è estremamente interessante per due espressioni che utilizza e che mostrano gli sviluppi della comunicazione.

La prima è l’utilizzo della metafora di una casa che cresce quando si parla della propria azienda, una metafora ripresa nella nostra infografica che parla delle nostre abitazioni nella rete e di come attrezzarci per dare una buona ospitalità a chi ci viene a fare visita (le corrispondenze lessicali sono sempre illuminanti).

 

Il secondo elemento è che parla di pubblico. Far crescere il proprio pubblico per far crescere la propria attività, raccontando una storia, la propria storia.

 

Il pubblico

E’ passato un nanosecondo e mi torna in mente l’impostazione di uno dei nostri strumenti più importanti, come comunicatori: il Piano di Comunicazione, dove non si parla di clienti, di utenti, di visitatori, di consumatori, ma di pubblici.

E allo stesso tempo quando il video si riferisce alla dimensione del racconto, mi torna in mente la costruzione di un’identità comunicativa (scusate, un’identità, senza aggettivi) che può essere pensata come il protagonista del racconto. Per lui si costruisce lo stile, la storia, l’aspetto, il carattere, la personalità. un brand, come se fosse un personaggio.

L’obiezione che spesso viene rivolta a questa impostazione è: "ma è tutto costruito, dove è la spontaneità?"

Non posso che rispondere che anche Amleto è costruito. Eppure ho conosciuto poche persone umane come lui.

 

 

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