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Quando il Miur comunica

Normalmente quando la pubblica amministrazione deve comunicare (e quindi renderlo concreto) un complesso e articolato procedimento amministrativo, come in Italia diventa anche una decisione semplice, lo fa senza rifletterci, buttandolo via. Ancora oggi dopo un ventennio di diffusione del concetto di comunicazione pubblica, l'amministrazione pubblica non comunica, comunicando in burocratese puro.

 

Non esiste un equilibrio tra lo sforzo (e i costi) dell'assunzione di una decisione da parte dell'amministrazione pubblica e lo sforzo che la stessa fa per comunicarlo. Quando invece, in una democrazia matura e reale i rapporti dovrebbero essere invertiti: la decisione dovrebbe essere agile e veloce; la comunicazione attenta, relazionale e di qualità. Ancor meglio la comunicazione dovrebbe essere parte costituente e determinante della procedura amministrativa. L'accordo interistituzionale dovrebbe essere solo la base del provvedimento, da sottoporre alla negoziazione sociale.

 

Prendiamo l'ufficio scolastico regionale della Lombardia e l'assessore all'istruzione della provincia di Milano, che, d'accordo con la regione Lombardia, decidono di proporre ai licei milanesi la modifica degli orari portando il calendario scolastico su cinque giorni (settimana corta).

Un decisione semplice, certo non rivoluzionaria, ma complessa da prendere per un'amministrazione pubblica viziosa ed circolare come la nostra. L'accordo di tre livelli amministrativi: ministero, regione e provincia quante riunioni sarà costato? Saranno stati sentiti anche i sindacati? di quante categorie e sigle? e i presidi? Quante ore uomo abbiamo (noi cittadini) retribuito per arrivare a questa decisione? Non lo sapremo mai, ma chi lavora nella pubblica amministrazione, o chi ha avuto occasione di lavorare con la pubblica amministrazione, ha ben chiaro che si parla di decine e decine di ore di incontri, lettere, riunioni.

 

Una comunicazione che riguarda centinaia di migliaia di cittadini

Presa la decisione la si deve comunicare:

  • a decine di licei,
  • migliaia di insegnanti,
  • decine di migliaia di studenti
  • e, probabilmente, inserendo anche i familiari coinvolti, centinaia di migliaia di cittadini.

 

Ci rendiamo conto dell'impatto di questa comunicazione?

Ufficialmente una decisione che farà risparmiare, solo per il riscaldamento, tre milioni di euro. Quindi, provincia regione e ministero avrebbero potuto spendere qualche migliaio di euro per fare una comunicazione pianificata e corretta. Quantomeno avrebbero potuto spendere poche centinaia di euro per far riscrivere il testo a un esperto di comunicazione. Estrema ratio potevano cercare nei loro uffici tra i loro dipendenti, tra cui centinaia di docenti di italiano, latino, greco, uno che, almeno, sapesse rispettare le regole grammaticali.

 

Si opta per un circolare della Provincia a doppia firma, di cui una storicamente impegnativa (caso di omonimia di Francesco De Sanctis, direttore Usr Lombardia). Il risultato è questo. Il commento di Annamaria Testa, copywriter, saggista, docente universitario, sulla grammatica e sui contenuti non può che essere canzonatorio.

 

19 righe di troppo

Diciannove righe, un miscuglio di incompetenza e approssimazione. 

Chicche grammaticali come "più ottimale" o problematiche che non solo investono nientepopodimeno che il problema, ma lo investono anche pesantemente (testualmente «Tale problematica investe pesantemente il problema»).

 

Non una cifra di supporto. L'improvvisa scoperta di criticità di bilancio dimenticando che, da anni, gli alunni portano la carta igenica da casa e sono socialmente costretti a pagare un contributo "volontario".

 

Vincoli economici che invece di impostare nuovi riflessioni sul modello scolastico si limitano ad annullare decenni di discussioni sulla didattica e la pedagogia (quale potrà essere l'efficacia della settima ora di lezione frontale?).

 

Carenze endemica dell'istruzione pubblica che improvvisamente vengono risolte dalla settimana corta («Tale decisione consentirebbe, oltre a una miglior gestione dei tempi di riposo o delle attività sportive dei giovani ...»).

 

Trucchetti da imbonitore (ci si "dimentica" che nelle scuole elementari le sette ore hanno una interruzione di un'ora dedicata alla mensa )

 

Confusione istituzionale tra missione e strumenti per l'attuazione «...anche una più ottimale organizzazione del lavoro del personale Ata».

 

Dopo le centinaia di ore che hanno condotto a questa decisione quante ore avrà impiegato questo genio delle relazioni pubbliche a scrivere queste 19 righe?

 

 

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