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Dati, informazione e conoscenza

Quale relazione esiste tra dati, informazione e conoscenza?

Nel nostro percorso all'interno del knowledge management, affrontiamo brevemente questi tre elementi e le loro relazioni. 

Diverse sono state le teorie sul tema. Per Alavi e Leidner (2001), a esempio, la relazione è gerarchica: dai dati si ricavano le informazioni e da queste le conoscenza.

Al contrario, per Tuomi (1999) dalla conoscenza derivano le informazioni che sono state formalizzate e strutturate in questo passaggio, e da queste i dati. 

Per Stenmark (2002) non c'è un rapporto gerarchico ma una relazione biunivoca. I tre elementi si sovrappongono e non sono di maggiore valore uno sull'altro. 

 

Brevi definizioni di dati e informazione

I dati sono fatti oggettivi, numeri. Essi non hanno bisogno di relazioni con altri elementi per esistere, ma presi a se stanti non comunicano nulla. 

I dati, ricavati dall'osservazione o dall'esperienza diretta, diventano informazioni nel momento in cui sono collocati in un contesto, attraverso:

  • la contestualizzazione (appunto);
  • la categorizzazione;
  • l'elaborazione;
  • la correzione; 
  • la sintesi.

In questo modo l'informazione entra in circolo attraversando relazioni e canali e acquistando valore aggiunto rispetto ai dati. 

 

E la conoscenza?

Secondo Blair (2002) sia la conoscenza sia la sua relazione con le informazioni sono difficilmente definibili. La conoscenza scaturisce dal confronto e dalla interiorizzazione delle esperienze da parte degli individui. 

In questo quadro, l'autore afferma che la conoscenza non si perde nello stesso modo con cui si smarriscono i dati e le informazioni. Perdere la conoscenza non significa "non sapere" più qualcosa, ma "non saper fare" più qualcosa. Ci troviamo nel dominio della competenza.

Insomma, più ci si sposta dai dati alla consocenza, più aumenta la dipendenza con il contesto.

Per concludere, riportiamo la definizione di consocenza di Davenport e Prusak (1998):

"Un mix mutevole di esperienze strutturate, informazioni contestuali e intuizioni basate sull'esperienza, che forniscono un modello per vvalutare e incorporare nuove esperienze e informazioni."

 

Bibliografia 

Alavi Maryam, Leidner Dorothy E.

"Knowledge management and knowledge amanagement systems: conceptual foundations and reserche issues"

Mis Quarterly, 2001, volume 25

 

Tuomi Ilkka

"Data is more than knowledge: implications of the reversed knowledge hierarchy for knowledge management and organizational memory

Journal of management studies, 1999, volume 41, numero 4.

 

Stenmark Dick

"Information vs knowledge. The role of intranets in knowledge management"

35th Hawaii international conference on system science, 2002, Hawaii. 

 

Blair David C.

"Knowledge management: hype, hope or help?"

Journal of american society for information science and technology, 2002, volume 53 numero 12.

 

Davenport Thomas H., Prusak Larry 
"Working knowledge: how organizations manage what they know"

Harvard business press, 1998, Boston

Traduzione in italiano: "Il sapere al lavoro, come le aziende possono generare, codificare e etrasferire conoscenza". Etas, 2002, Milano. 

 

Fonti

Alberto F. de Toni, Andrea Fornasier

Knowledge management

Guida del Sole24Ore

2012 Gruppo Sole24Ore, Milano

Pagine 138-140

 

Appendice

Ci prendiamo un piccolo spazio extra per importare un'immagine e una metafora a noi cara sul tema di oggi, perchè associa il lavoro del comunicatore a quello del pasticcere (e la cosa ci piace). 

 

La torta della conoscenza: dagli ingredienti al consumo

 

Continuando nell'aldilà della metafora, se è vero che "La cucina è un'arte e la pasticceria una scienza", la domanda è: anche la comunicazione è una scienza? 

Ci ritorniamo su. Tranquilli, non è una minaccia. 

 

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