testata

La carta dei valori dell'Aif

L'associazione italiana dei formatori, l'Aif, ha definito, nel 1998, una Carta dei valori e dei comportamenti per i formatori. OfficineEinstein intende applicarla tutte le volte che, per dare concretezza ai suoi progetti dovrà occuparsi anche di formazione e di apprendimento. In particolare sarà attenta a rispettare i principi di indipendenza, riservatezza e competenza. Per sottolineare la nostra condivisione con questi principi la riproduciamo sul nostro sito.

 

La carta è divisa in cinque capitoli

1. PRINCIPI GENERALI

2. RAPPORTO CON IL COMMITTENTE

3. RAPPORTO CON I DESTINATARI DELL'AZIONE FORMATIVA

4. RAPPORTO CON I COLLEGHI

5. RAPPORTO CON LE ORGANIZZAZIONI FORMATIVE

 

La carta dei valori dell'Aif

La formazione si occupa professionalmente dei processi di apprendimento degli adulti al fine di migliorare i risultati individuali di sviluppo e generali del sistema organizzativo di cui fanno parte. Il formatore può occuparsi di una, di alcune o di tutte le fasi di un intervento: definire l'opportunità di un intervento formativo, fissare gli obiettivi dell'intervento, e di conseguenza progettarlo con pieno senso di responsabilità sui risultati.
L'iscrizione e la partecipazione attiva e propositiva ad Aif e ad altre associazioni professionali sono forme privilegiate di crescita professionale e di maturazione della coscienza etica e deontologica applicata alla prassi.


Il termine "formatore" si riferisce alla persona e all'organismo che di formazione si occupa professionalmente.


 

1. PRINCIPI GENERALI
1.1 RISPETTO DELLE LEGGI E DELLA CARTA DEI VALORI E DEI COMPORTAMENTI

I
l formatore si impegna ad esercitare la professione in conformità con le leggi dello Stato e nel rispetto della Carta dei Valori e dei Comportamenti.

1.2 INDIPENDENZA RISPETTO AL RUOLO, COMPITO E CONTESTO


Il formatore, nello svolgimento della sua attività, si trova in costante contatto con molti soggetti e principalmente con i committenti, che rappresentano l'organizzazione e conferiscono l'incarico, e gli utenti, che partecipano direttamente al programma formativo.Lo svolgimento della professione deve ispirarsi allo sviluppo dello spirito critico, al confronto e al vantaggio di entrambi.
E' necessario che il formatore eviti qualsiasi forma di collusione che avvantaggi una delle parti a svantaggio dell'altra, nonché dl manipolazione o strumentalizzazione ai propri fini.
1.3 COMPETENZA


Il formatore deve possedere una competenza dimostrabile e adeguata alla gestione del processo di apprendimento degli adulti. A tale requisito si affiancano le competenze specifiche, che riguardano gli ambiti dì specializzazione del proprio contributo nell'intervento. Il formatore deve inoltre conoscere le realtà organizzative degli utenti per poterne comprendere le logiche e la cultura. La competenza del formatore si basa, oltre che sulla preparazione aggiornata, anche sull'esperienza, e si esprime nella capacità di ideare, scegliere, adattare, utilizzare le teorie, i metodi, le tecniche più adeguate alle esigenze specifiche dei committenti e degli utenti.
Il formatore accetta i programmi di propria competenza, per i quali è in grado di garantire una realizzazione di qualità.
1.4 AGGIORNAMENTO


Il formatore, in quanto agente dl cultura, forma innanzi tutto se stesso, si impegna al continuo miglioramento della propria competenza, aggiornandosi sistematicamente sulle innovazioni della disciplina in cui è specializzato e sugli sviluppi delle metodologie, degli strumenti, delle conoscenze connesse ai processi di apprendimento degli adulti.
1.5 DIGNITÀ E DECORO PROFESSIONALE


Il comportamento del formatore è improntato a dignità e a decoro professionale nell'atteggiamento, nel linguaggio e nell'immagine personale. Il formatore è consapevole di rappresentare la famiglia professionale e ne tutela l'immagine.
1.6 RISERVATEZZA


Il formatore mantiene il segreto professionale rispetto a tutte le informazioni di carattere riservato di cui venga a conoscenza in ragione del suo ruolo e stato, riguardanti il committente, gli utenti, i formatori, l'organizzazione di formazione e qualunque soggetto che entri nel rapporto professionale.
1.7 CORRETTEZZA


Il formatore imposta ogni rapporto professionale al rispetto, alla correttezza, alla lealtà, alla trasparenza, all'onestà e non approfitta in alcun caso della propria particolare posizione di influenza.
1.8 CONCORRENZA LEALE


Il formatore promuove la propria attività presentando in modo corretto, accurato ed onesto il proprio profilo professionale.
Se riveste cariche pubbliche, non se ne avvale a scopo di indebito vantaggio personale.

 

2. RAPPORTO CON IL COMMITTENTE

L'accettazione dell'incarico deve essere preceduta da un'attenta analisi delle richieste dell'organizzazione, che permetta di stabilire le linee-guida che dirigeranno la progettazione di un intervento di qualità, rispondente alle esigenze del contesto, in grado di garantire il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Il formatore sviluppa ogni fase dell'intervento sentendosi professionalmente ed eticamente impegnato al raggiungimento degli obiettivi concordati, suggerendo il monitoraggio e la verifica dei risultati. L'offerta formativa definisce obiettivi, contenuti, modalità e destinatari dell'intervento, suggerendo parametri che consentano di valutarne i risultati.
2.1 COMMITTENTI IN CONCORRENZA


L'accettazione di incarichi contemporanei in organizzazioni concorrenti è subordinata al consenso dei committenti in causa, anticipatamente informati dell'eventualità.
2.2 PROGETTAZIONE


In fase di progettazione dell'intervento, la scelta dei contenuti, modelli, metodi deve essere guidata dai criteri utilità e adeguatezza al contesto.
Si devono omettere teorie e tecniche controindicate per le peculiarità del contesto organizzativo o per mancanza di specifiche competenze/esperienze da parte degli utenti.
2.3 ATTUAZIONE DELL'INTERVENTO


Il formatore si impegna a realizzare il programma nel rispetto dei termini dei tempi e degli orari prestabiliti, a prestare un servizio efficiente ed efficace, a tenere informato il committente nel corso dell'intervento, a concordare sostanziali modifiche nel caso si rivelino opportune.
Per favorire l'attività di monitoraggio, il formatore concorda i possibili indicatori di risultato con committenti e utenti.
2.4 CITAZIONI


Il formatore è tenuto alla riservatezza rispetto a tutte le informazioni riguardanti l'organizzazione apprese durante l'esercizio della professione; solo previo consenso del committente, egli può citare contenuti dell'intervento e gli utenti coinvolti.
2.5 COINVOLGIMENTO DEI DESTINATARI


Il formatore, ai fini di un corretto processo di motivazione e per elevare la qualità dell'apprendimento, chiede ai committenti di considerare e coinvolgere gli utenti nell'intero processo formativo, motivandone l'importanza. Sostiene quindi tutte le azioni dirette e indirette affinché gli utenti siano informati con anticipo, partecipino in modo rappresentativo all'analisi dei bisogni, e siano attentamente ascoltati in via preliminare, in itinere ed a conclusione delle azioni svolte.
2.6 MODALITA' CONTRATTUALI E COMPENSI


Il formatore precisa in dettaglio e preventivamente nell'offerta le componenti di prezzo, specificando i criteri di calcolo, i momenti di maturazione ed i tempi di pagamento. Egli tutela altresì se stesso e la categoria, precisando il divieto di duplicare progetti e materiali didattici senza preventivo ed esplicito accordo. Qualora l'intervento formativo sia proposto e/o svolto da un organismo di formazione intermediario, questo precisa che il committente potrà in futuro coinvolgere i singoli formatori solo per suo tramite e con iI proprio accordo. Il formatore non deve proporre, accettare o sollecitare forme di compenso, di qualsiasi natura, non pattuite, volte ad influenzare l'assegnazione dell'incarico professionale e le modalità della prestazione. Non deve offrire premi o regali che non siano puramente simbolici.

 

3. RAPPORTO CON I DESTINATARI DELL'AZIONE FORMATIVA


Il formatore imposta il rapporto con gli utenti prestando costante attenzione alle loro esigenze formative, mantenendo un atteggiamento di rispetto, scambio, apertura, arricchimento reciproco, disponibilità e sincero interessamento.
3.1 TRASPARENZA


Il formatore ha l'obbligo di informare gli utenti rispetto a obiettivi, contenuti. modalità ed eventuali modifiche dei programma; si impegna altresì a riportare al committente le indicazioni raccolte dal gruppo e le proprie osservazioni sull'esperienza formativa, in forma collegiale e anonima.
Se sono previsti report nominativi e se la formazione riveste anche funzione valutativa, il formatore informa chiaramente e anticipatamente gli utenti.
3.2 RISERVATEZZA


Il formatore mantiene il segreto professionale sulle informazioni dl carattere confidenziale ricevute nella relazione con gli utenti.
3.3 RISPETTO


Il formatore rispetta e fa rispettare ogni singolo all'interno del gruppo degli utenti; non opera discriminazioni di sorta, tenendo in considerazione opinioni e credenze anche differenti dal suo sistema di valori.
Egli si astiene da commenti personali in assenza degli interessati e non incoraggia pettegolezzi dl qualsiasi natura.
3.4 ATTUAZIONE DELL'INTERVENTO


Nella fase operativa d'aula il formatore si impegna, nel rispetto degli obiettivi stabiliti, ad adattare il programma alle specifiche esigenze degli utenti, ad utilizzare linguaggi adeguati alle loro conoscenze e a monitorare sistematicamente il processo di apprendimento, su indicatori concordati con committenti e utenti.


4. RAPPORTO CON I COLLEGHI


I rapporti tra formatori sono improntati allo spirito di comune appartenenza alla famiglia professionale, con collaborazione e disponibilità.
Nello svolgimento di un comune incarico, il formatore si impegna a condividere le informazioni possedute ed a coordinare il proprio con l'altrui intervento; in genere, si astiene da critiche denigratorie e da forme di concorrenza sleale nei confronti dei colleghi.
4.1 SEGNALAZIONI


Le segnalazioni al committente di colleghi più idonei all'incarico o le indicazioni ai colleghi di potenziali committenti sono da considerarsi gesti di cortesia, salvo espliciti accordi diversi.
4.2 RICONOSCIMENTO DEI CONTRIBUTI INTELLETTUALI


Il formatore, nello svolgimento della sua attività, deve documentare e riconoscere i contributi di autori e colleghi utilizzati pubblicamente, citandone formalmente la fonte e rispettandone le proprietà intellettuali e materiali.


5. RAPPORTO CON LE ORGANIZZAZIONI FORMATIVE


Sono considerate organizzazioni formative le agenzie, gli studi professionali, le società, le divisioni specialistiche, gli enti pubblici e privati che svolgono professionalmente attività di formazione.
Trasparenza, serietà, correttezza, onestà devono caratterizzare il rapporto tra il singolo formatore e l'organizzazione di formazione.
5.1 DOVERI DELL'ORGANIZZAZIONE FORMATIVA


Alla organizzazione formativa spetta il compito di strutturare il progetto formativo, a partire dalla definizione con il committente delle linee generali dell'intervento, dopo adeguata analisi delle sue richieste ed aspettative. La scelta dei formatori addetti alla realizzazione dell'intervento deve essere dettata dalla loro competenza nell'ambito del programma in questione. Al fine di fornire il miglior servizio al committente, l'organizzazione di formazione si preoccupa di trasmettere ai formatori ogni informazione utile allo scopo. Essa cura, inoltre, il coordinamento dei vari formatori qualora l'intervento richieda contributi molteplici.
5.2 ACCORDO FORMALE


La collaborazione del singolo formatore con una organizzazione di formazione deve essere disciplinata da accordo formale, atto a stabilire modalità dl cooperazione, compiti e doveri reciproci e relativi compensi.
5.3 CONCORRENZA LEALE


Il formatore non può sollecitare né accettare incarichi diretti da committenti conosciuti tramite un'organizzazione di formazione, senza un esplicito accordo con quest'ultima.
5.4 DIRITTI DI PROPRIETA'


Il formatore e l'organizzazione di formazione rispettano reciprocamente la proprietà materiale ed intellettuale dei progetti e dei materiali didattici, quali dispense ed esercitazioni, facendone riproduzioni solo se autorizzate.



Milano, 23 gennaio 1998

 

 

Comitato estensore


Enrico Auteri, Luisa Barausse, Antonella Bernini, Pier Sergio Caltabiano, Elena Padovan, Enzo Spaltro


Contributi di orientamento

Membri del Consiglio Direttivo 1994-97, Consulta scientifica
, Gruppo territoriale A.I.F. Regione Lombardia


Contributi individuali


Dante Bellamio, Ulderico Capucci, Pier Paolo Falcone, Massimo Ferrario, Cesare Gandiglio, Pierluigi Perino, Giovanni Raschino


Responsabile di progetto

Luisa Barausse

Share