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Il valore dell'apprendimento

Apprendere dal futuro: questo il tema (un pò retorico) del primo Festival dell’apprendimento evento dedicato a pensiero, creatività e formazione e a tutte le forme del sapere che animerà la città veneta dal 3 al 6 ottobre del 2013.

Padova, città di forte tradizione accademica, ospiterà quindi un evento di caratura nazionale con un respiro e con la prospettiva di diventare un appuntamento annuale e un punto di riferimento per l’intero Paese. Ad organizzare questo meeting di menti e anime è l'Aif, l' Associazione italiana formatori.

 

L'apprendimento per lo sviluppo di una nuova società.

Secondo l'ufficio stampa dell'Aif, nel panorama nazionale mancava un'iniziativa di questo genere. Un evento che consenta di ragionare sul valore dell'apprendimento al di fuori del contesto accademico, politico e professionale. Apprendimento come grande occasione per lo sviluppo di una nuova società, una chiave di lettura del mistero dell'apprendere per parlare di persone, futuro, lavoro, tecnologia, azioni e relazioni.

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Un Festival voluto da Aif, l'Associazione italiana formatori come luogo fisico e concettuale per ascoltare, confrontarsi, immaginare, interrogarsi e formulare insieme progetti e idee, spaziando nei molteplici ambiti che ogni giorno istruzione, formazione e lavoro toccano intersecandosi in maniera imprescindibile, costruendo e facilitando i rapporti umani e professionali per guardare al futuro con rinnovata fiducia e positività.
Il programma prevede un susseguirsi di workshop, eventi, incontri letterari, dibattiti, interviste e momenti di intrattenimento che, nelle intenzioni dell'Aif, conquisterà per valore e novità; con nomi eccellenti del mondo

  • dell'insegnamento,
  • della psicologia,
  • del giornalismo,
  • della comunicazione,
  • della cultura
  • e dello spettacolo.

 

La partecipazione all'evento sarà gratuita e gli appuntamenti saranno aperti al pubblico previa registrazione sul sito dell'evento.

 

L'accompagnamento social

Per tutta la sua durata il festival sarà accompagnato da un forte follow up sui canali social (Linkedin, Facebook, Twitter, Youtube, Foursquare), con immagini, filmati, commenti, videointerviste e news in tempo reale.


Per incentivare il coinvolgimento attivo sui temi del festival sarà predisposta una traccia comune per contribuire al dibattito con la propria opinione tramite una breve intervista. Sarà possibile inoltre mettersi alla prova sulla propria visione del futuro con dei curiosi test attitudinali (ricordiamo che il presidente dell'Aif è Spaltro).

 


Apprendimento, dunque, come via per un domani immaginato e poi concretizzato, non utopistico ma possibile.


Tra le presenze di spicco:

  • Enzo Spaltro, presidente dell'Associazione italiana formatori,
  • Maurizio Ferraris, Filosofo dell'Università di Torino,
  • Beppe Severgnini, giornalista e scrittore,
  • Edoardo Boncinelli, biologo dell'Università Vita-salute di Milano,
  • Vittorino Andreoli, psichiatra e scrittore,
  • Piergiorgio Odifreddi, matematico dell'Università di Torino,
  • Remo Bodei, filosofo dell'Università di Pisa,
  • Walter Siti, critico letterario, saggista, scrittore,
  • Umberto Curi, filosofo dell'Università di Padova,
  • Cesare De Michelis, letterato dell'Università di Padova,
  • Massimo Marrelli, rettore dell'Università Federico II di Napoli,
  • Daniela Lucangeli, educational scientist dell'Università di Padova,
  • Cesare Cornoldi, educational scientist dell'Università di Padova,
  • Sergio Della Sala, educational scientist dell'Università di Edimburgo,
  • Renato Di Nubila, pedagogista e formatore dell'Università di Padova,
  • Leonello Tronti, economista della Scuola superiore della pubblica amministrazione.

Un parterre abbastanza sbilanciato territorialmente per poter rispondere agli obiettivi di evento nazionale che il Festival si è prefissato.

 

Attraverso i vari interventi previsti nelle quattro giornate del Festival si potrà elaborare una visione sistemica del ciclo di vita dell'apprendimento capace di facilitare la connessione tra gli aspetti ideologici e politici e l'allocazione e l'uso delle risorse investite sulla filiera istruzione, formazione e lavoro.

 

Una visione sistemica che possa facilitare il riappropriarsi del tempo come senso del futuro, capace di ricollocare l'apprendimento nello spazio dell'immaginazione creativa di un possibile accadere affinchè si possa abbandonare lo stato di attesa passiva di un prevedibile destino.

 

In tal senso gli eventi del Festival dovranno rappresentare una successione di occasioni di cambiamento personale e collettivo.

Un susseguirsi di momenti, definiti magici dagli organizzatori, che possano far intravedere la possibilità  personale di incidere sulla realtà per far accadere il nuovo. Magici, probabilmente, per quello che fanno intravedere.

 

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