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La creatività è un dono

La creatività si impara, come sostiene un sondaggio di Fast Company o è innata? Il creativo è un "coglione" come nega la campagna virale  "Creativo si, #coglioneno" o un mestiere di difficile misurabilità e soggetto ai gusti personali dei clienti ai vari gradi come sostiene Alessandro Ghezzi che fa il creativo di professione (checchè lui ne dica)? 

Proseguiamo il dibattito con un intervento sulla creatività che ci ha inviato Annamaria Cossu Criscuolo, direttore responsabile di una rivista on line di cultura e autrice di diversi libri.

 

«La creatività è un dono. Va coltivata, curata come una pianta benefica. L'amore per il bello diventa un armonico accrescimento che ci appartiene quasi fisicamente.

Diventa esigenza  che germoglia in ciascuno di noi. Di coloro, almeno, che non si fanno coinvolgere da giudizi negativi, da esempi scellerati. I "brutti dentro" non appartengono, di sicuro, alla categoria dei creativi.

 

Parlo in prima persona perché la mia esigenza di equilibrio ritmo, armonia è infinita.
Delle cose che ci circondano bisogna saper catturare con sensibilità e attenzione il bello e il buono che esiste sempre...
Le benefiche opportunità ci fanno  crescere e influiscono sulla nostra psiche perché creano sensazioni di serenità e di pace. Diventano rifugio e evasione dal quotidiano squallido e sono indispensabili linee guida per la nostra e per l'altrui vita.

Non credo si possa imparare. La creatività è un disegno a mano libera, fuori dagli schemi, che improvvisa e sviluppa emozioni e accresce benessere  e inventiva che è solo ed esclusivamente il risultato della nostra intelligenza emotiva.»

Annamaria Cossu Criscuolo

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