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Dalla natura al green

«Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una evoluzione continua delle parole usate per identificare i temi ambientali: dal termine "paesaggio" si è passati ai generici "natura" e "ambiente", grande successo ha avuto fino a poco tempo fa anche la parola "ecologia".  Adesso sono molto diffusi i termini "green", "sostenibilità" e "bio".  Dietro questa evoluzione dei termini possiamo identificare due grandi direttive del cambiamento lessicale.»

Questo l'incipit dell'intervista rilasciata da Giovanna Cosenzaprofessore associato presso il Dipartimento di Filosofia e comunicazione dell'Università di Bologna.

Un'intervista molto interessante perchè ci propone una riflessione intorno a un pericolo presente nella comunicazione e che nell'ambito della discussione sulle problematiche ambientali è reso ancora più evidente. 

 

Tra il dire e il fare

Come rilevato anche dalla professoressa, il "green" è un termine (e un'attenzione) di moda. 

Questo comporta un aumento della discussione e delle dichiarazioni a protezione dell'ambiente, tale che ha reso necessario lo sviluppo della stessa terminologia che lo caratterizza. 

Tuttavia questa maggiore attenzione "comunicativa" non sempre riscuote un'altrettanta attenzione nei fatti e, nell'intervista, possiamo individuare alcune manifestazioni. 

 

Nelle modalità di comunicazione

Se, anche grazie ai social network, la comunicazione sui temi ambientali desidera ampliare la partecipazione attiva dei cittadini (e non solo informarli e allarmarli), non sempre è poi definito il come concreto con il quale questa partecipazione è capace di modificare la realtà. 

Un limite che si riscontra anche nelle "celebrazioni", cioè le Giornate mondiali, che riescono a concentrare l'attenzione su un tema, ma non sono ancora capaci di mantenere costante l'impegno nel tempo. Una difficoltà da superare soprattutto con l'integrazione di questi eventi nel sistema educativo nazionale. 

 

In ambito aziendale

Proprio il sempre maggiore appeal del tema ecologico porta molte aziende a costruire la propria immagine riservando una particolare attenzione alla sostenibilità e al green. Un cambiamento che, sebbene ancora superficiale, obbliga le aziende e i marchi a prestare una particolare attenzione nei fatti. Smascherare "finti" atteggiamenti green è molto facile e la perdita di credibilità è dietro l'angolo. 

 

Nella discussione pubblica

Se da un lato il discorso pubblico è aumentato con una certa velocità, questo sconta l'arretratezza del sistema nel quale anche la sfida ecologica si integra. Ritorna l'attenzione al sistema: non solo a livello nazionale (sebbene fondamentale e particolarmente grave) ma anche a livello sovranazionale la difficoltà di trovare degli standard rende difficile una definizione qualitativa adeguata. 

 

Insomma, dovremmo proprio prendere spunto dall'ambiente, per ritrovare, e curare, la comunicazione intesa come cambiamento dei comportamenti (e non solo racconto degli stessi) quale ecosistema, laddove anche quella ambientale è una parte del tutto.

 

 

 

 

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