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Oltre il Pil

Finalmente. 

Parliamo del Rapporto Bes Benessere equo solidale che l'Istat e il Cnel hanno presentato lo scorso 12 marzo. Un'iniziativa all'avanguardia in Italia sullo sviluppo degli indicatori dello stato di salute del Paese.

Il metodo è quello che ci interessa in questo articolo, perchè proprio il "finalmente" con cui abbiamo aperto, rappresenta una voglia di conoscere quali sono le dimensioni che una diversa visione del mondo in cui viviamo. 

Se c'è qualcosa di buono della crisi che stiamo vivendo è (forse) la presa di consapevolezza che non sono gli indicatori economici quei numeri che ci indicano le strade per superare la stessa crisi. Ampliare il panorama alle condizioni sociali diventa una strada necessaria per conoscere le vie di uscita. 

Ascolto stereofonico

Il rapporto Bes rappresenta questo nuovo approccio che ha coinvolto non solo i maggiori esperti dei diversi aspetti studiati, ma anche il mondo dell'associazionismo e i cittadini. 

La discussione che ha dato luogo al rapporto e più in generale al progetto Bes rappresenta inoltre la volontà di determinare degli standard per le misurazioni, per avere anche in futuro la coerenza delle misurazioni e, quindi, un'analisi comparabile. 

Il rapporto è stato realizzato da due punti di vista, rappresentati dai due organi che lo hanno seguito: il Comitato di indirizzo e la Commissione scientifica. Da un lato un approccio strettamente politico (così dice la sintesi del rapporto); dall'altro un approccio scientifico.

Questo ascolto "stereo" della realtà è ancora più evidente proprio dalle due istituzioni che hanno dato corpo al progetto: il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro e l'Istat e si pone l'obiettivo di analizzare livelli, tendenze temporali e distribuzioni delle diverse componenti del Bes per scoprire i punti di forza e di debolezza, nonchè equilibri esistenti o necessari.

Le dodici dimensioni del benessere

Conosciamo allora gli altri indicatori con il quale il rapporto Bes ci offre l'immagine del nostro Paese, in un viaggio tra il già misurato e il misurabile.

 

1. Salute

Non a caso si inizia dalla salute che rappresenta la qualità della vita anche nella cultura più popolare ("Finchè c'è la salute..."). Essa infatti rappresenta il punto di inizio e influenza ogni altra condizione. 

La salute è stata affrontata nel rapporto attraverso indicatori che si possono raggruppare in tre categorie: la salute oggettiva, quella soggettiva e quella funzionale. 

Inoltre, gli stessi indicatori sono stati distribuiti in tre diverse liste: indicatori globali di outcome; indicatori specifici per fasi del ciclo di vita; indicatori relativi a fattori di rischio o di protezione della salute derivanti dagli stili di vita.

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2. Istruzione e formazione

Istruzione e benessere sono due facce della stessa medaglia. La prima influisce direttamente sul secondo e non solo all'interno del classico ciclo di istruzione, ma lungo tutto il corso della vita della persona e della società. Questo l'approccio innovativo del Bes che non guarda solo al "pezzo di carta" ma rende centrale la formazione continua. 

E per ultimo, ma non l'ultimo, l'istruzione influisce anche sul piacere della propria vita sociale. Come dice la pagina di presentazione della dimensione: "livelli più elevati di conseguimento in termini di istruzione e formazione corrispondono livelli più elevati di accesso e godimento consapevole dei beni e dei servizi culturali, e una partecipazione attiva al processo di produzione nei settori della cultura e della creatività".

Gli indicatori sono stati organizzati in quattro categorie: istruzione formale, formazione continua, livelli di competenze e partecipazione culturale. 

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3. Lavoro e conciliazione tempi di vita

Entriamo nel tema che assume sempre il primo posto in ogni discussione sulla condizione italiana. Il rapporto affronta il tema da un punto di vista diverso: la soddisfazione di fare bene nel proprio lavoro. Due gli aspetti al centro: il guadagno (e fin qui nulla di nuovo) e la buona distribuzione degli impegni lavorativi in relazione con il resto della giornata. Un tema particolarmente vicino al mondo femminile. 

Nel rapporto gli indicatori sono stati raggruppati in cinque sezioni secondo una prospettiva quantitativa della partecipazione al lavoro fino a quella soggettiva della job satisfaction. Le cinque categorie: partecipazione e inclusione sociale, qualità del lavoro (stabilità, retribuzione, competenze e sicurezza nel lavoro), conciliazione dei tempi di lavoro e di vita, vita di impresa, insicurezza dell’occupazione e soddisfazione del lavoro.

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4. Benessere economico

Le risorse economiche non sono un fine ma un mezzo. Questo presupposto rappresenta un cambiamento di prospettiva di stampo etico. Una chiave di lettura che reinterpreta questi indicatori seppure necessari alla finalità del rapporto Bes, malgrado la volontà di andare al di là del Pil, che deve però essere contestualizzata. Altrimenti, il rischio è scambiare il dito per la luna. 

Il dominio del benessere economico è stato organizzato in due categorie: reddito disponibile e ricchezza e spesa per consumi e condizioni materiali di vita. 

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5. Relazioni sociali

"L'uomo è un animale sociale" direbbe Aristotele. Non possiamo, con cotanta testimonianza, non considerale le relazioni sociali che soprattutto nella nostra bella Italia hanno un peso fondamentale, a volte anche eccessivo. 

Queste reti relazionali rappresentano una risorsa economica e non solo soprattutto nei momenti più difficili come quelli che stiamo vivendo. 

Gli indicatori di questa dimensione sono stati organizzati ripercorrendo i driver del benessere degli individui, delle famiglie e dei gruppi sociali secondo il classico "diamante del welfare". Un diamante che ha i tre vertici: la società civile, il mercato, la famiglia. Il quarto vertice è lo Stato. 

In questo schema le tre categorie della dimensione "Relazioni sociali" sono: società civile; economia sociale; famiglia. 

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6. Politica e istituzioni

Il Bes considera la fiducia nelle istituzioni e la partecipazione nella vita politica un fattore di miglioramento delle condizioni nella loro interezza. Allo stesso tempo questa dimensione è anche uno specchio della percezione di fiducia e speranza dei cittadini. Un dominio che diventa ancora più importante se consideriamo quanto diventino temi "sensibili" all'interno di una crisi.

Gli indicatori scelti, che fanno parte del set già sperimentato dalle indagini statistiche ma che saranno in futuro incrementati, sono stati distribuiti in tre categorie: partecipazione civile e politica; fiducia nelle istituzioni e coesione sociale; norme e valori condivisi. 

Su questa ultima, il rapporto ci ricorda come sia ancora oggi difficile misurare con maggiore certezza caratteristiche e peso. 

Infine, sebbene sia trasversale in tutte le dodici dimensioni del Bes, l'equità assume un posto di rilevanza in "Politiche e istituzioni".

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7. Sicurezza

Benessere e libertà rappresentano due categorie imprescindibili. L'individuo, infatti, vive un benessere quando non percepisce minacciata la propria libertà di azione, sentedosi sicuro di poter agire.

La sicurezza, dal canto so, assume due prospettive che organizzano nel Bes gli indicatori di riferimento. La dimensione oggettiva: criminalità e la violenza fisica e sessuale subita dentro e fuori le mura domestiche. La dimensione soggettiva: la percezione del degrado sociale e ambientale e la paura della criminalità.

Entrambe le dimensioni sono state declinate nelle diverse fasi del ciclo di vita. 

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8. Benessere soggettivo

Le personali percezioni con le quali le persone affrontano il mondo determinano l'atteggiamento nei confronti delle possibilitò di azioni. Appare chiaro quanto la definizione di benessere si ritrovi anche in una visione soggettiva, che presenta un carattere di trasversalità: da aspetti specifici alla considerazione complessiva della vita.

Entrambi le direttrici sono stati indagati nel Bes che organizza gli indicatori nella dimensione oggettiva e quella soggettiva, quest'ultima ancora in progress.

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9. Paesaggio e patrimonio culturale

In questa dimensione il Bes si rifà alla differenza tra "paesaggio sensibile" e "paesaggio geografico". Il primo comprende tutto ciò che l'uomo può percepire intorno a sè. Nel secondo ritroviamo le sintesi astratte del paesaggio sensibile. 

Nel rapporto il primo termine è presentato dal termine "paesaggio", il secondo da "patrimonio culturale".

A queste due categorie soo attribuibili misure oggettive, come la quatificazione, qualificazione e governance, e soggettive, nella continua considerzione che la dimensione in oggetto è in un continuo divenire, sia in termini positivi che negativi.

Cercando di semplificare, e rischiando di farlo troppo, le tre categorie degli indicatori sono: il patrimonio culturale e artistico, il paesaggio urbano e il paesaggio rurale.

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10. Ambiente

Un ambiente sano è una conditio sine qua non  per il benessere. Ma l'ambiente e la sua salute devono essere considerati anche in relazione con le attività produttive dei cittadini, in rapporto reciproco di sviluppo e di rispetto, nell'idea di integrazione. 

Le categorie considerate dal rapporto di organizzazione degli indicatori sono: la qualità delle acque; dell'aria; del suolo e del territorio; la biodiversità; la valutazione soggettiva della qualità dell'ambiente naturale; materia, energia e cambiamenti climatici. 

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11. Ricerca e innovazione

Ricerca e innovazione sono considerate un frutto indiretto del benessere. Gli indicatori sono stati organizzati in due macro categorie: creazione di conoscenza e diffusione e applicazione della conoscenza.

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12. Qualità dei servizi

Il legame tra la percezione della qualità dei servizi e il benessere dei servizi si fonda sulla interpretazione in cui gli investimenti pubblici migliorano la qualità dei servizi. La scelta dei servizi da misurare si divide da un lato su quali servizi sono considerati necessari e dall'altro quali sono gli standard minimi da raggiugere. 

Inoltre i servizi devono essere contestualizzati perché proprio quegli standard sono definiti strettamente nel contesto in cui operano. 

Per costruire il quadro di misurazione, il rapporto Bes ha preso in considerazione due categorie trasversali: accessibilità ed efficacia.

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