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I Querdenker, il sale di ogni organizzazione

Quando sono pochi sono il sale di ogni organizzazione! Si sono dati appuntamento a Monaco il 21 e il 22 novembre (più o meno come noi italiani i raduni in Germania li convocano con almeno tre mesi di anticipo; per dare conferma c'è tempo fino al 31 agosto, poi parliamo di Unione europea). Sono i Querdenker (così si chiamano in Germania coloro che creano i problemi, perché la pensano a modo loro, ma li sanno anche risolvere quando quelli che pensano in modo convenzionale e organizzato non sanno più che pesci prendere.

 

Usando uno steorotipo un po' desueto potremmo chiamarli i tedeschi napoletani (in Calabria invece lavoriamo con un "napoletano tedesco" come dice il mio amico Luigi che non se ne dà pace).

Di luogo comune in luogo comune, la Germania dovrebbe essere un paese di conformisti, e noi di anarchici individualisti. Non è esattamente così. Spiega Roberto Giardina che quando arrivò il film "Il conformista", tratto dal romanzo di Alberto Moravia, tradussero il titolo in «Der grosse Irrtum», il grande errore, visto che in tedesco «Konformist» sarebbe un termine letterario non conosciuto dal grande pubblico. 

 

201030823 EinsteinTorniamo ai QuerdenkerUn Querdenker è letteralmente uno che pensa di traverso (Person, die sich in ihrem Denken nicht an die üblichen Denkweisen hält), che la pensa a modo suo, che non segue la corrente, un originale, un individualista, uno non conformista, un inquieto (direbbe uno psicologo), un bastian contrario (direbbe qualcun altro), uno come il nostro (Officine Einstein) mentore, insomma.

Einstein era certamente un Querdenker, tant'è che i professori al liceo non lo apprezzavano e lo bocciarono in matematica (e avrebbe mai fatto le sue scoperte se non avesse pensato con il lobo sinistro del suo cervello?)

 

In Germania i Querdenker probabilmente non sono molti, ma vengono apprezzati. «La società va avanti grazie a loro», ha scritto Die Zeit, tant'è che, sponsorizzato da alcune industrie, a Monaco sarà conferito un premio al Querdenker dell'anno.

 

Tanti pochi, poi, non devono essere, visto che esiste un club di quelli che pensano di traverso con oltre 300 mila soci.

 

Wolfgang Häfner della società Klaus Becker cacciatrice di teste per il management della media industria è convinto che

«le imprese si avvantaggiano dei dipendenti insoddisfatti dello stato delle cose, e che sanno sfruttare la loro insoddisfazione per escogitare qualcosa di nuovo».

 

D'accordo con lui è Christoph Anz dell'ufficio personale alla Bmw, anche se gli si rizzano i capelli in testa (ammesso che li abbia) solo a pensare a un reparto composto esclusivamente da Querdenker: meglio non esagerare, come nelle ricette odiate dai principianti, q.b., quanto basta.

 

«Il Querdenker si oppone alle convenzioni e si diverte nel contraddire»,

ritiene Andreas Schönemann, della Pape consulting group. Ma confessa di ricevere di rado da una società la richiesta di trovare e assumere un pensatore originale; al contrario, si cerca quasi sempre qualcuno in grado di integrarsi in un team già esistente.

Un male solo tedesco? Vediamo come la pensa Maurizio Nichetti in Ratataplan

 


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La domanda interessante è come sia possibile che una nazione composta da 50 milioni di Querdenker, come vocifera il senso comune, possa essere diventata la società più immobile e congelata dell'intero continente. E noi continuiamo a sostenere che la nostra classe politica è inetta? Siamo solo tutti figli del Principe don Fabrizio Salina.

«Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra.»

 

Non a caso "Il gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, scritto tra la fine del 1954 e il 1957, presentato ai due grandi editori dell'epoca (Mondadori e Einaudi) che lo rifiutarono, nel 1959 ricevette il Premio Strega divenendo il primo best-seller italiano con oltre 100mila copie vendute.

Il testo venne pubblicato da Feltrinelli con la prefazione del mio maestro e consiliore Giorgio Bassani, che aveva ricevuto il manoscritto da Elena Croce.

 

Fonti

Roberto Giardina

Wikiworterbuch

Wikipedia

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