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L'eutanasia degli oggetti

Ecco cosa è l'obsolescenza programmata: 

«in economia industriale è una politica volta a definire il ciclo vitale (la durata) di un prodotto in modo da renderne la vita utile limitata a un periodo prefissato. Il prodotto diventa così inservibile dopo un certo tempo, oppure semplicemente "fuori moda", in modo da giustificare l'entrata nel mercato di un modello nuovo».

I primi oggetti ad avere scritto nel loro codice il giorno in cui si sarebbero rotti e quindi sarebbero diventati inutili furono le lampadine. Siamo nel 1924 e la crisi di '29 è alle porte. 

Del resto anche il nylon delle calze fu reso più fragile perché altrimenti troppo resistenti. 

 

Oggi l'obsolescenza programmata ha come veri protagonisti i strumenti hi tech. Un caso per tutti: la compagnia statunitense Apple venne per esempio citata in giudizio nel 2003 con una class action, a causa della durata delle batterie dell'iPod, che secondo l'accusa erano volutamente programmate con una breve vita così da costringere il consumatore a comprare un nuovo modello.

 

La nuova sensibilità ecologica sta prendendo provvedimenti sempre più chiari contro l'obsolescenza programmata, anche se nessuno ammette di praticarla.

 

Nel 2013 in Francia una proposta di legge è stata fatta per mettere al bando questa pratica e proprio in questi giorni Sinistra ecologia e libertà ha presentato una proposta simile.

 

Del resto non è solo un problema etico, ma anche economico e in tempi di crisi già solo questo pesa. 

 

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