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Una tombola di tappi

E' quasi Natale, ci stiamo preparando a festeggiare il capo dell'anno, l'inizio del nuovo anno. Lo faremo, con un piccolo rituale che speriamo come sempre ma ancor più ques'anno, ci introduca ad un anno fortunato: la tombola con amici e parenti.


Secondo la tradizione, la tombola sarebbe nata a Napoli nel 1734 da una discussione tra il re Carlo di Borbone e padre Gregorio Maria Rocco circa il gioco del lotto, che il primo voleva sotto controllo pubblico, per evitare che in seguito alla sua soppressione vi fosse il fiorire del lotto clandestino, e il secondo considerava immorale per motivi religiosi. Il compromesso fu trovato vietando il gioco durante le festività natalizie, durante le quali le famiglie si organizzarono con questa versione da casa, che divenne presto una consuetudine di quei giorni dell'anno.

 

Nasce dal desiderio di conciliare le abitudini tramandate dal passato con le abitudini che dovremo acquisire accettando un nuovo modello di sviluppo il piccolo omaggio di Officine Einstein ai suoi affecionadas: la tombola con i tappi riciclati.

 

Una tombola fatta-in-casa

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Ingredienti
  • novanta tappi di plastica grandi bianchi, qualcuno anche colorato
  • due-trecento tappi di plastica delle bottiglie di acqua o delle bibite
  • il link a questo articolo.

Per iniziare a giocare dovete scaricare i due pdf uno con il cartellone e l'altro con le 42 schede, e stamparli su carta A4.

Il cartellone è composto da quattro fogli che unirete con dello scotch sul retro, ci sono due cartelle per ogni foglio.

Se negli anni avete seguito i nostri consigli per la raccolta dei tappi, ne avrete raccolti tanti, da farci, con quelli bianchi un pò più grandini, i novanta numeri e usarne a volontà di tutti colori al posto dei legumi secchi, che in questi tempi di crisi, sarà bene usare per ottime zuppe calde o mousse delicate.

Buon Natale, BioNatale e giocate in casa con la semplice Tombola fatta in casa.

 

la Tombola di OfficineEinstein

 

La raccolta dei tappi

La nostra storia con la raccolta dei tappi delle bottiglie di plastica risale a tanto tempo fa. Camilla aveva solo otto anni quando ha iniziato a raccogliere i tappi di plastica. Voleva raccoglierne tanti, tantissimi, per poi donarli a una Associazione che con il ricavato avrebbe acquistato una carrozzella per disabili, da donare. 

Dopo mesi ed anni non si sapeva più dove mettere i tappi raccolti, perché non eravamo riusciti a identificare l'Associazione che trasformava i tappi di plastica in carrozzelle. Arrivavano diversi segnali che non si trattasse solo di una leggenda metropolitana, ma non si riusciva a venirne a capo. E intanto il volume dei tappi raccolti cresceva.

Google ci ha aiutato, nel 2006. La risposta non era proprio dietro l'angolo, in Italia arriviamo sempre dopo un pò, ma in Francia esisteva un'Associazione che faceva questa benedetta raccolta di tappi di plastica (delle bottiglie di plastica, i "bouchon") e con il ricavato della plastica riciclata comprava carrozzelle per invalidi.

 

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La plastica dei tappi, in genere di polietilene (PE-HD) o di polipropilene (PP), sono plastiche che si prestano facilmente ad essere rilavorate e, quindi di qualità superiore a quella delle bottiglie che chiudevano. Il bouchon viene sminuzzato in mini quadratini, immaginate dei coriandoli molto piccoli, ed usata per fare sedie, cassette, contenitori ed altri articoli anche sanitari. Infatti riciclando la plastica dei tappi si riescono ad ottenere oggetti molto resistenti.

 

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Abbiamo così proposto un progetto speciale e ambizioso mettendo insieme due nostri clienti: una società finanziaria (la Ktesios) e ad una associazione non governativa (il Cmsr, centro mondialità sviluppo reciproco) che svolgeva attività di volontoriato in diversi paesi africani.
Una raccolta di tappi collettiva per vendere la plastica dei tappi e con il ricavato costruire, da parte del Cmsr, un pozzo in Africa, nella regione del Dodoma in Tanzania, con il progetto Malenga, che in kigogo vuol dire "acqua".


Il progetto è stato apprezzato e accolto con entusiasmo, in pochi mesi la raccolta di tappi ha iniziato a dare i suoi frutti, arrivarono scatoloni e scatoloni enormi ma leggerissimi, stracolmi di tappi.

Tre viaggi di un Ducato Maxi con tetto rialzato sono stati necessari per trasportarli nei dintorni di Roma, presso gli impianti di riciclaggio dei tappi.

 

Il desiderio di una bambina

Alla fine, il sogno di Camilla di "donare" con un semplice gesto quotidiano qualcosa a chi ne aveva bisogno è stato esaudito: l'acqua a chi più di noi apprezza averla vicino casa .
Senza rovinare il territorio, senza immettere gas nocivi nell'aria che respiriamo, senza sprechi.

La nostra raccolta è continuata negli anni, anche in un Liceo statale romano, dove abbiamo messo nelle varie sedi, i "tapponetti", grossi contenitori di plastica trasparente, anch'essi riciclati, dove studenti, professori e genitori possono raccogliere i tappi che poi vengono consegnati nella vicina parrocchia di san Gaetano.

 

Green style ed ecodesigner

Ma i tappi delle bottiglie, in generale, in particolare quelli delle bottiglie di plastica, per la loro modularità, ricchezza cromatica, resistenza al degrado si possono utilizzare anche per realizzare infinite composizioni o per rispondere a tante diverse esigenze quotidiane.

Si possono costruire tende anti insetti, decorazioni per le pareti, ceste per raccogliere i panni sporchi, tavolini, quadri...

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A proposito

Camilla oggi ha 21 anni, studia Engineering sciences all'università di Tor Vergata a Roma, il suo sogno è di specializzarsi nel campo delle energie rinnovabili.

 

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Fonti

Dizionario dei giochi Zanichelli

allwomenstalk.com

 

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