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La Ferrari è in pole position

Se in pista i risultati delle ultime stagioni sono un po' deludenti, la casa di Maranello può vantare, per il secondo anno consecutivo, il primato di "marchio più forte del mondo" attribuitogli dalla rivista britannica di consulenza Brand Finance.

Un riconoscimento di assoluto prestigioso se andiamo a snocciolare la lista dei concorrenti che Ferrari ha sbaragliato: Coca Cola, Apple, Google, Rolex, Red Bull, Disney.

Secondo Brand Finance

«il Cavallino rampante su sfondo giallo è immediatamente riconoscibile in tutto il mondo anche dove non ci sono ancora le strade. Nel suo paese natale e tra i suoi molti ammiratori in tutto il mondo la Ferrari ispira molto più della lealtà al brand, più di un culto e una devozione quasi religiosa».

Un giudizio che non prende in considerazione soltanto i risultati economici (Ferrari è "solamente" in 350esima posizione nella classifica di valore, con quattro miliardi di dollari), ma anche parametri quali:

  • desiderabilità,
  • lealtà e fiducia da parte dei consumatori,
  • identità visiva,
  • presenza online
  • e soddisfazioni dei dipendenti. 

 

La sfida di Ferrari

Criteri emozionali che Ferrari ha veicolato, termine in questo caso doppiamente appropriato, grazie alla passione e alla tenacia del suo fondatore Enzo e con il contributo di professionisti di altissimo ingegno che sono riusciti, nel tempo, a coniugare tradizione e innovazione: la piccola azienda di provincia che affronta fiera della sua artigianalità i colossi dell'elettronica su quattro ruote.

Ferrari come mito e sogno italiano che va al di là dei pregevoli risultati sportivi.

Ovviamente, molto più prosaicamente, il primo posto è stato salutato con grande soddisfazione dai vertici di Maranello, consci dell'importanza strategica della classifica in un'ottica di espansione del marchio e aggressione dei mercati globali.

 

Immagine della Ferrari 2013

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