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Dalla linguaccia alla testata

Costruire un'identità visiva legata a un nome così altisonante, Albert Einstein, può rivelarsi spesso una prova insidiosa: un percorso disseminato di ostacoli e trappole.

La legittima aspirazione del progettista grafico di proporre un'interpretazione originale a un tema così potente nell'immaginario collettivo può rischiare di tramutarsi in un'opera velleitaria. E il risultato, a volte anche prevegole da punto di vista tecnico e creativo, si manifesta come un esercizio fine a sé stesso, lontano dai principi che la comunicazione dovrebbe mantenere solidi e inequivocabili.

Questo monito, ben presente in chi ha ideato l'identità di Officine Einstein (l'autore di questo articolo), ha consigliato, quindi, un approccio prudente e una lettura vicina all'immaginario iconografico che la figura di Einstein richiama con immediatezza e senza ambiguità.

 

La celebre linguaccia

Ovviamente faccio riferimento alla fotografia, ormai iconica, che vede il fisico tedesco, poi naturalizzato statunitense, intento nello sbeffeggiare ed eludere i fotografi che, durante la festa per il suo settantaduesimo compleanno, gli chiedevano invano di mettersi in posa. Fortunatamente Arthur Sasse non si scoraggiò e fu l'unico che, con straordinaria prontezza di riflessi, immortalò Albert Einstein in quella che sarebbe diventata una delle fotografie più celebri della storia.

Una fotografia che cambiò per sempre il giudizio e l'immagine che aveva la gente nei riguardi del già premio Nobel per la fisica: da professore serio e composto a scienziato bizzarro e fuori dagli schemi. Uno scatto che lo avvicinò per sempre alla cultura pop che, infatti, lo riprese in campagne pubblicitarie, magliette, riviste e articoli di ogni genere.

 

La celebre linguaccia di Albert Einstein

La foto originale e completa scattata da Arthur Sasse

 

Il logo istituzionale

Quindi, partendo dalla fotografia, abbiamo cercato semplicemente individuare gli elementi significativi del volto (i capelli crespi e spettinati, gli occhi spalancati, i baffi), evidenziando, ovviamente, la linguaccia. Un tratto semplice, ma deciso in cui la campitura grigia rende la linguaccia rossa ancora più evidente.

Il lettering, organizzato intorno al volto, contribuisce a sostenere l'intero impianto.

 

Il logo istituzionale di Officine Einstein

 

La testata del magazine

Per quanto riguarda la testata, come potete osservare spostando lo sguardo in alto,  abbiamo riorganizzato il lettering del logo in forma orizzontale, su un'unica riga. Anche in questo caso un approccio tradizionale che consente alla testata di svilupparsi in larghezza e mantenere un impatto forte e chiaramente leggibile. Accanto al lettering non il visual del logo istituzionale che probabilmente avrebbe sofferto l'esuberanza della testata, ma un'immagine di un Albert Einstein giovane, come è giovane e ambiziosa la nostra rivista.

 

 

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