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Bologna, la nostra proposta.

Continuiamo la nostra ricognizione nei meandri dei bandi e dei concorsi pubblici ritornando sul contest che ha prodotto il nuovo logo della città di Bologna. In questo articolo non ci occuperemo delle reazioni dei cittadini o delle polemiche sorte nella comunità dei grafici, ma presenteremo proposta di Eleonora Ripanti e Alessandro Ghezzi per Officine Einstein.

 

B come

L’idea di partenza nasce dalla prassi comune di usare Bologna come termine per lo spelling in italiano. A come Ancona, B come Bologna, C come Como, etc. Questo appare quindi come elemento che identifica in Bologna un centro di riferimento per il territorio nazionale e, più in generale, per lo stile di vita che in Bologna ha un modello.

 

Il logo

 

Nel marchio la morfologia

Accanto al richiamo esplicito di Bologna come città modello, il marchio presenta, nella sua semplicità, i due tratti distintivi dell’architettura bolognese. Il primo è rappresentato dai portici che sono integrati e resi distintivi nel marchio attraverso una leggera manipolazione della “m” minuscola. La posizione centrale della lettera all’interno del marchio rappresenta l’integrazione dei portici stessi nella dimensione cittadina. Inoltre, nella lettura anglofona la “m” dei portici distingue, all’interno del marchio, il pronome me inglese: un ulteriore segno della centralità dell’ospite, del’io che proprio grazie ai portici si integra nella città, da questi è accolto e accompagnato nella sua permanenza e camino. Il secondo richiamo è l’inclinazione della stanghetta della “b” che richiama la caratteristica Torre degli Asinelli.

 

La morfologia del marchio

 

Al centro il cittadino

Nella presentazione della campagna si prevede che la declinazione di “b come bicicletta” sia visivamente in un primo livello, mentre “b come Bologna” è una firma di ogni singola campagna di promozione ambito della città. Questo perché se Bologna rappresenta il termine onnicomprensivo dei diversi ambiti, questi trovano una propria identità all’interno del proprio contesto. Bologna allora è rappresentata come insieme dei servizi che offre, nella sua diversità che rende ricco il territorio. Un marchio aperto per una città aperta all’incontro, alle novità ma anche alla trasformazione della propria identità.

 

Le declinazioni del marchio

 

La campagna teaser

La campagna “b come” sarà presentata in forma teaser. In un primo momento la città sarà caratterizzata, attraverso cartelloni, depliant e segnaletica, dal solo marchio “b come” lasciando in sospeso la “soluzione” del richiamo. In un secondo momento, il marchio sarà sciolto nel suo significato attraverso la doppia declinazione “b come Bologna”. La piena chiarificazione della campagna sarà poi data dall’associazione del marchio ai singoli ambiti nel quale è utilizzato. B come bellezza, per il patrimonio artistico B come bambini, per la città che pensa ai più piccoli. B come benvenuto, per le attività di accoglienza. Questi alcuni esempi.

 

La campagna teaser e le declinazioni

 

B diventa become

Quale città ospite internazionale, abbiamo scelto questa identità poiché può essere letta, in una modalità di lettura veloce tipica ad esempio di quella stradale, anche in una versione inglese. Se, infatti, letta da una mente angolofona “b come” diventa become, diventare. A questo punto “b come Bologna” (e cioè become Bologna) rappresenta un significato ulteriore che invita a diventare come Bologna. Torna l’idea della città come modello di stile di vita e, per la lettura anglofona, come habitat che consente di coinvolgere e di conquistare l’identità dell’ospite attraverso il piacere e il benessere della città.

 

La soluzione anglofona

 

 

Leggi anche

Ghezzi A. (2014), Bologna, la nostra proposta.OfficineEinstein, 23 marzo 2014

Rinaldi C. Munari L. (2014), Angolo-B-olognA, OfficineEinstein, 23 marzo 2014

Ghezzi A. (2014), Tre loghi a giudizio, OfficineEinstein, 18 marzo 2014

De Santis V. (2014), La nuova Genova, OfficineEinstein, 23 marzo 2014

Ghezzi A. (2014), Una X per Napoli, OfficineEinstein, 28 settembre 2014

Ghezzi A. (2014), Porto, la nuova identità., OfficineEinstein, 22 ottobre 2014

 

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