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Gli Stati generali della consulenza italiana

La consulenza guarda con responsabilità al futuro, ma l'Italia continua ad essere il fanalino di coda (novità!). Quasi cento miliardi di euro di fatturato in Europa; l'Unione europea, il più grande acquirente di management consulting al mondo con oltre due miliardi di euro di spesa.

In Italia tre miliardi di euro di fatturato, 18mila società (l'85 per cento con meno di tre addetti), una flessione nel 2012 dell'1,2 per cento. Sono questi i grandi numeri che rappresentano la consulenza aziendale in Europa e in Italia e che sono stati presentati agli Stati generali Confindustria Assoconsult e alla conferenza annuale della Feaco.

Oltre duecento partecipanti provenienti da diciasette nazioni hanno preso parte al doppio appuntamento organizzato da Confindustria Assoconsult a Roma il 20 e il 21 giugno 2013.

 

Dopo i saluti di Ezio Lattanzio, nella duplice veste di presidente Confindustria Assoconsult e presidente della Feaco, che ha presentato lo schema dei due giorni, Giovanni Benedetto, responsabile dell'Osservatorio Assoconsult e Corrado Cerruti, coordinatore del Rapporto Annuale e docente dell’Università Tor Vergata, hanno illustrato i risultati del Rapporto annuale 2012-2013.

 

Un mercato frammentato, quello italiano, dove sono presenti circa 18mila società di cui circa l'85 per cento opera con meno di tre addetti. Un fatturato complessivo pari a poco più di 3 miliardi di euro, diminuito nel 2012 dell'1,2 per cento invertendo il trend positivo registrato nel 2011.

Lievemente migliori le previsioni per il 2013.

 

Lo 0,2 del Pil

Le grandi società di consulenza continuano a crescere ma in maniera minore rispetto a quanto era avvenuto in passato: +2,7 per cento nel 2012, rispetto al +11,2 per cento nel 2011, e un'aspettativa di +3,2 per cento nel 2013.

Questo quadro pone l'Italia come fanalino di coda, assieme alla Spagna, rispetto ai maggiori paesi europei (Germania, Gran Bretagna, Francia): in Italia il contributo del management consulting al Pil è pari allo 0,2 per cento contro una media dello 0,52 per cento.

 

«Il mercato cala di fatto da cinque anni ad eccezione dell’internazionalizzazione, ha ricordato Cerruti, la consulenza deve domandarsi: è una crisi temporanea o un cambiamento strutturale?».

 

A conclusione della mattinata Giovanni Colucci, responsabile del settore "pubblica amministrazione", si è soffermato sul paradosso italiano di una elevata spesa pubblica in consulenza e un mercato sottodimensionato rispetto ad altri paesi, illustrando l’analisi Assoconsult.

 

La sessione del pomeriggio della prima giornata, introdotta da Ricardo Penalva, membro del comitato esecutivo Feaco, si è aperta con la proiezione del video di presentazione dell’indagine annuale sul management consulting europeo, una realtà consolidata che vale oltre 97 miliardi.

 

L'intervento di Ezio Lattanzio, una fotografia delle tendenze di settore ma al contempo un’indicazione della strada da percorrere, era articolato in sei capitoli:

  • “La consulenza responsabile per la ripresa”,
  • “Stimolare la crescita in Europa”,
  • “La consulenza specchio dei Paesi”,
  • “Pubblica amministrazione, prerequisito della crescita”,
  • “Internazionalizzazione e terziarizzazione, dalla parte delle imprese”,
  • “Il contributo di Feaco a sostegno del settore in Europa”.

 

Sui questi temi si sono confrontati i responsabili delle organizzazioni nazionali:

  • Hervé Baculard (Francia),
  • Pantelis Koukos (Grecia),
  • Alisdar Munro (Norvegia),
  • Alfred Harl (Austria).

 

L'impatto della consulenza sulle imprese

La seconda giornata si è aperta parlando di impatto della consulenza sulle imprese. La sessione è stata coordinata dal giornalista Enrico Sassoon e stimolata dalle provocazioni di Carlo Alberto Carnevale dell’Università Bocconi

 

«La consulenza, ha detto Carnevale, deve fare opera di sottrazione, estrarre l’arte dalla materia come faceva Michelangelo...».

 

Le aziende, attraverso gli interventi di Massimiliano Tedeschi (Lexmark International), Silvio Angori (Pininfarina), Ugo Govigli (Nec Europe), hanno invitato la consulenza a fare un ulteriore sforzo di cambiamento, a contribuire ad esempio alla condivisione dei rischi delle azioni che si propongono alle aziende.

 

«E’ quello che sosteniamo da tempo, ha detto Ezio Lattanzio, la consulenza deve cambiare, deve trovare nuove forme di relazione con la committenza».

 

Nella seconda parte della mattina Gustavo Piga, docente di Economia all’Università Tor Vergata, ha disegnato un quadro macroeconomico in cui Usa e Ue non sono più le locomotive del mondo e le Pmi rappresentano un fattore decisivo per le economie.

 

Di qui l’importanza della consulenza che può aiutare i paesi a disegnare politiche economiche di sistema e affiancare le aziende nei diversi percorsi di crescita.

Feaco per parte sua ha spiegato, con gli interventi di Ricardo Penalva, Mercedes Sanchez Varela e Giuseppe Pitotti, quanto si sta facendo e quanto si può fare ancora a livello di Unione europea, il più grande acquirente di management consulting al mondo con oltre due miliardi di euro di spesa.

 

L’appello a tutti è di contribuire sapendo che Feaco presiede ed è fattivamente attiva a Bruxelles.

 

«Promuovere best practise e condividere iniziative positive», così Ezio Lattanzio ha introdotto la cerimonia, condotta da Alfred Harl.

Vincitore di questa edizione  del Constantinus European Award 2013 è la Fondazione Irso fondata da Federico Butera per il progetto di miglioramento organizzativo presso il Tribunale di Monza. Ha ritirato il premio il giudice del tribunale lombardo Claudio Miele: «Sono onorato di ricevere un premio così importante che ci stimola ad andare avanti».

 

A settembre il bando della nuova edizione del Premio sarà assegnato durante l’edizione Feaco 2014 a Madrid, come ha ricordato il presidente dell’associazione spagnola Manuel Pimentel Siles, dando appuntamento a tutti nella capitale spagnola.

 

Fonti

Leggi l’Executive Summary.

Leggi la rassegna stampa 

Leggi l'intervento di Ezio Lattanzio

 

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