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Il manager sportivo

Durante i convivi pasquali il parentado presente, oltre venti persone, una piccola frazione dell'insieme ben più ampio dell'intero parentado, si è impegnato a risolvere un'interessante dilemma: il calcio è ancora definibile come un'attività sportiva o è, oramai, a pieno titolo entrato nell'industria del puro entertainment (svago). Come spesso accade in questi casi si sono create tre fazioni: i pro, i contro, gli ignavi.

Preda del proprio entusiasmo un importante operatore della finanza ha messo sul piatto il peso della propria competenza di ruolo ricordando che l'industria del calcio è la terza industria del Paese.

Da quarta figura presente nella disputa, il negoziatore, mi sento di poter appoggiare la tesi che  la filiera del calcio sia diventato un produttore di contenuti per l'industria dell'entertainment, senza entrare ancora in merito se sia rimasto o meno un'attività afferente alla nobile categoria dello sport.

 

O allenatori della nazionale o sfigati

Tra i tanti rivoli in cui queste discussioni normalmente si disperdono e si articolano si è finiti a discettare sul ruolo del dirigente sportivo, sui percorsi di formazione dei coach e degli allenatori, sulle possibilità di occupazione per chi sceglie di frequentare gli Iusm, istituti universitari di scienze motorie (ai miei tempi Isef, istituti superiori di educazione fisica).

 

La posizione dominante era che chi entra in queste università per diventare coach (allenatore) di qualche squadra di serie A, o B, o di nazionali, se non ci riesce, cosa probabile, vista la ristretta cerchia degli eletti che, almeno nel mondo del calcio, più che solidi studi devono aver cavalcato più o meno solide carriere sportive, con relative conoscenze all'interno dei club e delle loro proprietà, non può che finire come uno “sfigato” supplente alle medie o alle superiori, ignorato dai propri studenti, con pomeriggio dedicato a fare il personal trainer di ciccione, o ciccioni, o di impiegati e casalinghe (frustratifrustrate).

 

Chi è il manager sportivo

Per decidere a quale schieramento dare il mio appoggio ho riflettuto sulla nuova professione, il manager sportivo, o meglio, sui nuovi connotati di una vecchia professione, quella del dirigente sportivo. 

 

Perchè di nuovi connotati si parla. Ad esempio la Rcs sport (Rizzoli Corriere della sera) e Sda Bocconi School of Management (che sciogliendo la sigla e traducendo l'inglese vuol dire Scuola di direzione aziendale Bocconi scuola di direzione), top player  (tanto per usare il gergo specifico) nel loro settore di riferimento hanno fondato l'accademia per la gestione del mercato sportivo, che per renderla più internazionale, non so se per attrarre studenti stranieri o impreziosire i racconti delle mamme italiane) hanno chiamato Sport Business Academy (cioé accademia del mercato dello sport).

 

Sono partito da una definizione: chi è il manager sportivo?

Una professione a cui è richiesto, ho letto sulla presentazione di uno Iusm (istituti universitari di scienze motorie), di:

  • combinare aspetti tecnici con capacità economico-gestionali;
  • progettazione, organizzazione, gestione di servizi e di strutture per le attività sportive, ricreative e professionali;
  • promuovere e trovare finanziamenti per i servizi e le strutture per le attività sportive, ricreative e professionali.

 

Mi sono, dunque chiesto, che sbocchi professionali può avere chi si laurea in scienze motorie, in particolare per chi sceglie di specializzarsi verso l'attività di manager sportivo. In pratica possono essere considerati manager sportivi

  • l'organizzatore e gestore di attività e di eventi sportivi,
  • il direttore sportivo,
  • lo sport marketing manager,
  • il promoter sportivo,
  • il redattore di prodotti editoriali-multimediali,
  • lo sport communication manager,
  • l'organizzatore di eventi,
  • il gestore di impianti,
  • l'operatore di Federazioni e Leghe,
  • il gestore di impianti presso enti locali,
  • l'insegnante di educazione fisica che non pensa solo a prendere lo stipendio ma a fare l'istruttore sportivo per le nuove generazioni,
  • il gestore di palestre e di centri fitness,
  • il consulente specializzato nelle società di consulenza nel marketing e nella comunicazione,
  • il dirigente sportivo di realtà sia profit che no profit,
  • l'imprenditore nel settore sportivo e nelle imprese ad esso collegate (fornitori di beni strumentali, media, agenzie di comunicazione).

Ops! non ho inserito l'allenatore o il coach di una squadra di serie A, o B, o nazionale.

 

Non solo lo “sfigato” insegnante di educazione fisica

Il laureato nel corso di laurea specialistica in management dello sport e delle attività motorie, relativamente al settore di riferimento, potrà ricoprire, almeno a leggere sul sito di una di queste università, i seguenti principali ruoli professionali:

  • responsabile programmazione e gestione di impianti sportivi atti a sviluppare politiche di valorizzazione del territorio;
  • responsabile delle attività connesse alle Federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, società ed associazioni sportive;
  • responsabile di centri e strutture pubbliche o private per le attività motorie ludiche e ricreative e per le attività connesse alla cura della salute;
  • esperto di organizzazione di eventi e manifestazioni ludico-motorie e sportive;
  • esperto dell'accreditamento e della sicurezza di impianti sportivi;
  • esperto in comunicazione e marketing delle attività sportive e dei prodotti commerciali ad esse connessi;
  • esperto di politica dello sviluppo dello sport e del benessere psico-fisico.

 

In particolare, ad integrazione di quelle indicate, altre professioni cui il corso di laurea magistrale è finalizzato sono:

  • imprenditori, gestori e responsabili di piccole imprese in altri settori di attività economica;
  • direttore, gestore, responsabile di piccola azienda per le attività sportive;
  • imprenditore di piccola azienda per le attività sportive.

 

Le professioni classificate in questa categoria, nell'ambito delle imprese o organizzazioni che operano in numerosi settori economici (e quindi mercati). E, precisamente:

  • dell'istruzione,
  • della sanità,
  • dell'assistenza sociale,
  • delle attività culturali,
  • delle attività ricreative,
  • delle attività sportive,
  • dei servizi alle persone,
  • di igiene ambientale e di pulizia,

 

All'interno di questi mercati di riferimento assumono le seguenti responsabilità

  • definiscono, pianificano, implementano e gestiscono le politiche e le strategie di produzione;
  • ne valutano i risultati;
  • negoziano con i fornitori e i clienti,
  • programmano e controllano l'uso efficiente delle risorse;
  • reclutano personale;
  • definiscono i processi di innovazione organizzativa e produttiva.

Non sono direttamente impegnati nel processo materiale di produzione.

 

Gli organizzatori di eventi

Sempre legati alla, ormai l'abbiamo capito, generica definizione di manager sportivo troviamo la figura di organizzatori di eventi e di strutture sportive.

Professionalemente possono essere definiti come:

  • direttore di palestra,
  • manager di spettacoli sportivi,
  • organizzatore sportivo,
  • responsabile delle relazioni per le manifestazioni sportive.

 

Le professioni classificate come "organizzatori di eventi" sono manager sportivi perché e se:

  • organizzano eventi e competizioni sportive;
  • dirigono le attività sportive di palestre e di altre strutture.

 

Conclude la presentazione della laurea specialistica in management dello sport e delle attività motorie:

«L'ambito di svolgimento di dette attività, anche in considerazione del carattere globalizzante e naturalmente proiettato verso dimensioni ultranazionali dell'ambito sportivo, del relativo ordinamento e delle attività economiche ad esso correlate riguarda il contesto nazionale e  quello comunitario».

 

Insomma scegliendo di frequentare e di laurerarsi presso uno Iusm, istituti universitari di scienze motorie, anche se non si diventa un José Mário dos Santos Mourinho Félix, noto, semplicemente, come José Mourinho, non si è condannati a diventare sfigati supplenti di educazione fisica alle medie o alle scuole superiori della repubblica italiana.

 

E, poi, mi domando, perché siamo condannati ad interpretare il ruolo di docente di educazione fisica come degli “sfigati”?

Potrebbe essere un nobilissimo mestiere: insegnare ai giovani l'importanza di una vita sana, equilibrata, durante la quale dedicare il proprio tempo libero ad una passione spesso svolta in squadra, dilettantistica e nobilmente competitiva come sono o dovrebbero essere gli sport.

 

Invece noi, italialiani, con il fatto che ci sentiamo "effe al quadrato", ovvero dei "fichi" e dei "furbi", trasformiamo tanti mestieri, in particolare se garantiti da uno stipendio da dipendente pubblico, in esercizio di sciatteria e cialtroneria, danneggiando il bene comune, l'interesse generale, la comunità, e, come sempre, quando non ci si comporta con senso sociale, la nostra stessa esistenza quotidiana.

 

 

Note

Ignavi è il termine solitamente attribuito alla categoria dei peccatori incontrati da Dante Alighieri nell'Antinferno, durante la narrazione fantastica del suo viaggio nel regno dell'oltretomba all'interno della Divina Commedia.

Essi sono aspramente descritti nel Canto III dell'Inferno.

Questi dannati sono coloro che durante la loro vita non agirono mai né nel bene né nel male, senza mai osare avere una idea propria, ma limitandosi ad adeguarsi sempre a quella del più forte; tra essi sono inseriti anche gli Angeli che non si schierarono nella battaglia che Lucifero perse contro Dio.

Dante li inserisce qui perché li giudica indegni di meritare sia le gioie del Paradiso, sia le pene dell'Inferno, a causa proprio del loro non essersi schierati né a favore del bene, né a favore del male. Sono costretti a girare nudi per l'eternità inseguendo una insegna – che corre velocissima e gira su se stessa – punti e feriti da vespe e mosconi. Il loro sangue, mescolato alle loro lacrime, viene succhiato da fastidiosi vermi.

 

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