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Paesaggio come sintesi di cultura e tradizione

Affrontiamo una volta per tutte, ma non sarà l'ultima volta, il paesaggio non solo in termini estetici, ma come "sistema", quindi non solo come un insieme di una serie di discipline, diverse ed a volte distanti, ma principalmente come espressione delle relazioni che caratterizzano il territorio, che lo legano ai suoi abitanti, alla cultura delle popolazioni che l'hanno abitato. Il paesaggio, quindi come sistema di relazioni e, conseguentemente, come bene comune della collettività. E, conseguentemente, come per tutti i beni comuni, investendo la comunità di riferimento alla gravosa, ma entusiasmante responsabilità di manutenerlo e di migliorarlo da un punto di vista qualitativo.

 

Paesaggio come sintesi

Il paesaggio rappresenta la sintesi e la convergenza di una serie di discipline e teorie che ne sottolineano il carattere “multiforme, multifunzionale e multidimensionale”. Inizialmente espressione di una percezione soggettiva che ne sottolineava l’aspetto estetico ed emozionale, è stato via via tradotto in opere artistiche, studiato come massima sintesi culturale, storica  e antropologica e analizzato, soprattutto a garanzia della sua tutela e conservazione, nei suoi aspetti geografici, morfologici e naturalistici.

 

Il paesaggio oggi rappresenta una categoria concettuale che comprende aspetti estetici, culturali ed ecologici, specchio della civiltà e della storia dell’uomo.


Un patrimonio prezioso, un capitale collettivo, sempre più spesso in pericolo, che presenta una serie di contraddizioni, anche inquietanti, Ogni parte del mondo racchiude luoghi e monumenti stupefacenti, gioielli che brillano nel loro splendore. Ma è sufficiente una chiave di lettura ribaltata, un angolo di visuale diverso per confrontarci con i risultati poco esaltanti delle nostre abitudini non virtuose, della nostra organizzazione sociale, della nostra violenza. Processi di degrado e di dissoluzione del paesaggio sembrano lanciare “l’addio alla natura”, ma contemporaneamente ci stimolano ad affrontare il tema con un rinnovato impegno verso nuove dimensioni di partecipazione tese ad una politica globale. Ripartire dalle contraddizioni interne al paesaggio significa, quindi, rilanciare i desideri collettivi e condividerli fino  al punto da farli diventare comportamenti virtuoso.

 

Il paesaggio come segno

Il paesaggio visibile si traduce quindi in un sistema di segni in grado di evocare con immediatezza le matrici culturali ed i saperi che li hanno prodotti. Ogni contesto paesaggistico rappresenta quindi un insieme di esperienze (antropologiche, economiche, sociali ecc.) in cui la popolazione di riferimento si riconosce e il fruitore esterno ne percepisce il valore identitario. Tutto ciò avviene anche in contesti più piccoli (paesini e zone limitrofe) in cui è presente comunque un contesto culturale ben definito e caratterizzante. Ogni territorio può così riconoscersi ed esprimere un’identità culturale forte grazie ad impianti urbani storici, panorami di stampo agricolo che richiamano produzioni alimentari tipiche (vino, frutta, industria agroalimentare), sistemi collinari o costieri, ecc.

 

Il paesaggio volano per l’economia

Il paesaggio è un bene comune che, proponendosi come risultato di culture, storie, competenze, saperi dell’uomo, reca in sé un insieme di possibilità utili a rilanciare l’economia. Tuttavia, per far si che questo avvenga, la sua conservazione ed il suo restauro sono punti di partenza necessari.

 

Agricoltura

La varietà delle colture consente di superare l’appiattimento del paesaggio. Soprattutto in aree collinari, ma non solo, il prevalere di zone incolte e di boschi dimessi rende l’area inefficiente ed antiestetica. Bisogna, quindi, intervenire urgentemente per superare questo contrasto nelle zone urbane di frangia, tra il tessuto edificato e quello coltivato. Il ripristino di modi colturali sostenibili, la valorizzazione di prodotti agricoli autoctoni significa saper sfruttare i punti di riferimento territoriali fondamentali per il restauro del paesaggio.

 

Turismo

Il contesto paesaggistico è fondamentale come richiamo turistico sia in contesti urbani che naturalistici. Infatti, oltre all’immenso potere di attrazione del territorio dal punto di vista geografico, esistono anche tutte quelle peculiarità dell’evoluzione storica, sociologica e culturale di una popolazione che devono essere adeguatamente valorizzate e contestualizzate.

 

Salute

Il traffico e la mobilità non controllati o controllati in maniera non corretta, l’uso di fonti di energia non alternative, la dislocazione impropria di industrie inquinanti, discariche abusive o mal gestite…tutto ciò costituisce uno sfregio al paesaggio e un pericolo per la salute dei cittadini. Per effetto della proprietà transitiva un paesaggio ben curato contribuisce a migliorare la salute fisica e mentale di chi lo vive.

 

Aree dimesse e degradate

 

Uno dei problemi fondamentali del degrado paesaggistico è la presenza, sia nei contesti urbani che nelle zone agricole o naturali, di aree degradate. Insediamenti industriali di fondovalle, edifici dismessi, zone incolte, piazze che invece di essere centri di aggregazione sono solo rotonde spartitraffico…tutto ciò non solo rappresenta un vero e proprio sfregio al paesaggio, ma costituisce anche un disvalore sociale ed economico.

 

Interventi di micro e macro rigenerazione, progettati e sviluppati in sinergia con le categorie istituzionali, sociali ed economiche, possono rappresentare il giusto stimolo anche ad una ripresa economica.

 

Alcuni esempi: facilitazione delle vie di accesso alla città attraverso i sottopassi, creazione di centri commerciali naturali (vie a carattere commerciale inserite nel centro storico), orti nelle aree dismesse dei centri urbani…sono tutte operazioni che comporterebbero una spesa minima e dei risultati enormi ed immediati.In termini estetici, econmici e di benessere sociale ed individuale.

 

Fonti

P come Paesaggio

http://www.pcomepaesaggio.it/vision/

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