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Diventare amministratori dei beni comuni

Formare una figura professionale inedita nel panorama italiano, quella dei "professionisti della cura condivisa dei beni comuni", persone in grado di operare nelle amministrazioni pubbliche, nella società, nelle imprese, nel terzo settore valorizzando l'enorme patrimonio rappresentato dal capitale sociale presente in tutte le comunità locali.

Questo è l'obiettivo e l'ambizione di LabGov, il Laboratorio per la governance dei beni comuni, istituito presso il dipartimento di Scienze politiche della Luiss Guido Carli e presentato ufficialmente venerdì 10 maggio a Roma, nella sede dell'università.

 

LabGov, del quale si è conclusa la prima edizione, punta a creare tra cittadini, imprese e amministrazioni un rapporto nuovo, fondato sull'amministrazione condivisa delle risorse che ciascuno di questi soggetti può mettere in campo in vista della tutela dell'interesse generale, dando così vita anche ad un nuovo paradigma economico fondato sulla tutela e la valorizzazione dei beni comuni.

 

LabGov ha anche intenzione di costituirsi come soggetto e di proporsi come un centro di ingegneria e progettazione sociale che svolga attività di ricerca-azione, formazione-intervento e incubazione di "start up a vocazione sociale" in materia di beni comuni.

 

Da segnalare i primi riconoscimenti dello sforzo profuso tra i quali la sottoscrizione di un accordo di partenariato con Roma Capitale per aiutare l'amministrazione comunale a ripensare se stessa e ridisegnarsi (organizzazione, procedure, mentalità, valori) secondo la logica di amministrazione condivisa e, consegguentemente anche di facilitazione dell'economia dei beni comuni.

 

Con il sostegno di Labsus, il laboratorio per la sussidiarietà, LabGov sottoporrà il  progetto a una campagna di fundraising e lavorerà per la costruzione di una rete di alleanze con soggetti interessati a sostenere gli stessi obiettivi di LabGov.

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