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Una carta per la sussidiarietà

Pubblicata sei anni fa (il 21 settembre del 2007), ma punto di arrivo di un processo iniziato almeno dodici anni fa, la carta della sussidiarietà è stato il manifesto politico di chi ha impugnato l'ultimo comma dell'articolo 118 della Carta costituzionale per sostenere e riaffermare il ruolo prioritario della cittadinanza attiva, ma, sopratutto, della necessità per la pubblica amministrazione di passare da un modello "bipolare", definizione di Sabino Cassese, a un modello "condiviso", definizione di Gregorio Arena.

 

Nel frattempo Labsus, che ha pubblicato la Carta della sussidiarietà nel 2007, dopo averla messa a punto in vivaci ed interessanti discussioni in direttivo nazionale, ha evoluto il proprio campo di interesse, dalla sussidiarietà alla governance, spostando l'attenzione da una amministrazione che deve aprirsi al contributo e alle competenze dei cittadini all'attenzione verso i risultati concreti per la cittadinanza, quindi al tema dei beni comuni e, mobilitando i cittadini, alla cura e alla manutenzione dei beni comuni.

 

Il tema dei beni comuni materiali (l'acqua, l'aria, l'ambiente, il territorio, il paesaggio, gli spazi urbani, i giardini, i beni culturali, le strade, le scuole, gli ospedali, le biblioteche, i musei) e immateriali (la salute, l'istruzione, la legalità, la giustizia, la conoscenza, la cultura, la memoria collettiva, l'informazione, il riconoscimento del meritol'etica) era già presente al quinto punto della Carta della sussidiarietà, ma tra i vari è quello che maggiormente si sta sviluppando, e che forse, come sette anni fa per il tema della sussidirietà, è abbastanza maturo, oggi, per una sua sistematizzazione concettuale.

 

Riproponiamo, dunque, la carta della sussidiarietà per aprire un doppio confronto

  • da una parte per una rilettura e un'aggiornamento della stessa,
  • dall'altra parte per l'opportunitò di avviare il vivace dibattito che avvenne nel 2007, oggi, sulla cura dei beni comuni.

 

La carta della sussidiarietà
1.

La sussidiarietà orizzontale dà vita ad un modo nuovo di esercitare la sovranità popolare definito cittadinanza attiva, che completa ed integra le forme tradizionali della partecipazione politica e della partecipazione amministrativa.

2.

La cittadinanza attiva si realizza quando i cittadini, singoli e associati, promuovono autonomamente iniziative di interesse generale che le istituzioni sono tenute a riconoscere, sostenere ed integrare nelle loro politiche.

3.

La cittadinanza attiva produce capitale sociale e promuove fiducia nei rapporti fra le persone e verso le istituzioni, realizzando una nuova forma di libertà solidale e responsabile finalizzata al miglioramento della vita di tutti.

4.

Costruendo alleanze fra cittadini, imprese e istituzioni sulla base del principio di sussidiarietà la cittadinanza attiva apporta risorse e capacità in grado di fornire risposte innovative ai problemi di interesse generale. Essa tuttavia non legittima in alcun modo la rinuncia dei soggetti pubblici a svolgere i loro compiti istituzionali.
5.

Sono nell’interesse generale le attività dei cittadini e delle imprese volte alla produzione, cura e valorizzazione dei beni comuni, realizzate senza fini di lucro nel rispetto dei principi di solidarietà, responsabilità, uguaglianza e legalità. Sono beni comuni quei beni, materiali ed immateriali, il cui arricchimento arricchisce tutti ed il cui impoverimento impoverisce tutti.

6.

I cittadini attraverso la cura dei beni comuni creano le condizioni per il pieno sviluppo di ciascun essere umano e in primo luogo di se stesse e se stessi, attuando insieme con le istituzioni il principio costituzionale di uguaglianza delle opportunità per tutti.
7.

Le imprese, nell’ambito della loro responsabilità sociale, realizzano forme di cittadinanza d’impresa sia sostenendo le autonome iniziative dei cittadini, sia prendendosi direttamente cura dei beni comuni.
8.

Le istituzioni devono applicare la sussidiarietà, riconoscendo nei cittadini i titolari di un diritto ad agire concretamente per la soluzione di problemi di interesse generale ed adeguando i propri ordinamenti allo scopo di agire insieme con esse e non solo per conto e in nome loro.
9.

Cittadinanza attiva e partecipazione sono complementari ma distinte, in quanto la cittadinanza attiva comporta non soltanto la partecipazione ai processi consultivi e decisionali ed alla definizione delle politiche pubbliche, ma anche un contributo diretto ed autonomo alla cura dei beni comuni.
10.

Applicando la sussidiarietà i cittadini attivi danno vita ad una dimensione della democrazia fondata non sulla delega bensì sull’assunzione diretta di responsabilità nella sfera pubblica, facendo vivere nella quotidianità i principi fondamentali della Costituzione.

 

The subsidiarity charter 

1.

Horizontal subsidiarity gives life to a new approach to the implementation of popular sovereignty, called active citizenship, completing and integrating the traditional forms of political and administrative participation. 


2.

Active citizenship is implemented when citizens, individuals and associates, promote autonomously general interest initiatives which institutions are required to acknowledge, support and integrate in their policies. 


3.

Active citizenship produces social capital and promotes trust in interpersonal relationships and towards institutions, implementing a new form of inclusive and responsible freedom aimed at the improvement of everybody’s life. 


4.

Building alliances among citizens, businesses, institutions, on the basis of the subsidiarity principles, active citizenship contributes resources and skills apt to provide innovative responses to general interest issues. However, it does not legitimate in any way public bodies to abdicate their institutional responsibilities. 


5.

Citizens and businesses’ no-profit making activities aimed at producing, caring for and valorising common goods, respecting principles of solidarity, responsibility, equality and legality are in the general interest. Common goods are those material and immaterial goods, whose enrichment enrich all and whose impoverishment impoverishes all.




6

Citizens create the conditions for the full development of each human being and first of all of themselves through the care for the common goods, enacting together with the institutions the constitutional principle of equality of opportunities for all. 


7.

Businesses, within their social responsibility, implement forms of corporate citizenship supporting citizens’ autonomous initiatives and directly taking care of common goods.



8.

Institutions must apply subsidiarity, acknowledging that citizens have the right to act concretely for the resolution of general interest issues and adapting their normative with the aim of acting together with them and not only on their behalf and in their name. 


9.

Active citizenship and participation are complementary but separate, since active citizenship implies not only participation to advisory and decision-making processes and to the definition of public policies, but also a direct and autonomous contribution to the care of common goods.

10.

Applying subsidiarity, active citizens give life to a dimension of democracy based not on the devolution of power but on the direct assumption of responsibilities in the public sphere, enacting in their daily life the fundamental principles of the Constitution.

 

La carta de la subsidiariedad 


1.

La subsidiariedad horizontal da vida a una nueva manera de ejercer la soberanía popular, llamada ciudadanía activa, que completa e integra las formas tradicionales de la participación política y de la participación administrativa.



2.

La ciudadanía activa se realiza cuando las ciudadanas y los ciudadanos, individuales y asociados, promueven de forma autónoma iniciativas de interés general que las instituciones deben reconocer, sostener e integrar en sus políticas.



3.

La ciudadanía activa produce capital social y promueve la confianza en las relaciones interpersonales y hacia las instituciones, realizando una nueva forma de libertad solidaria y responsable finalizada al mejoramiento de la vida de todos.



4.

Construyendo alianzas entre ciudadanas, ciudadanos, empresas e instituciones sobre la base del principio de subsidiariedad, la ciudadanía activa genera recursos y capacidades que pueden ofrecer respuestas innovadoras a los problemas de interés general. Ella pero no legitima de ninguna manera la renuncia de los organismos públicos a desarrollar sus tareas institucionales. 



5.

Son de interés general las actividades de las ciudadanas, de los ciudadanos y de las empresas dirigidas a las producción, cura y valorización de los bienes comunes, realizadas sin fines de lucro en el respecto de los principios de solidaridad, responsabilidad, igualdad y legalidad. Son bienes comunes los bienes materiales y inmateriales, cuyo enriquecimiento enriquece a todos y cuyo empobrecimiento empobrece a todos.



6.

Las ciudadanas y los ciudadanos con la cura de los bienes comunes crean las condiciones para el pleno desarrollo de cada ser humano y en primer lugar de si mismas y de si mismos, actuando juntos con las instituciones el principio constitucional de igualdad y de oportunidad para todos. 



7.

Las empresas, en su responsabilidad social, realizan formas de comportamiento cívico de la empresa, sea apoyando las iniciativas autónomas de las ciudadanas y de los ciudadanos, sea ocupándose directamente de los bienes comunes.



8.

Las instituciones deben aplicar el principio de subsidiariedad, reconociendo que los ciudadanos y ciudadanas son titulares del derecho de accionarse concretamente para solucionar problemas de interés general, adaptando los ordenamientos para juntarse con ellos y no solo por su cuenta y en su nombre.



9.

Ciudadanía activa y participacion son complementarios pero distintos, en cuanto la ciudadanía activa comporta no solamente la participacion a procesos consultivos y decisionales y la definición de políticas publicas, sino también una contribución directa y autónoma a la cura de los bienes comunes. 



10.

Con la aplicación del principio de subsidiariedad, los ciudadanos y ciudadanas activos crean una dimensión de la democracia fundada no sobre la delegación sino sobre la directa asunción de responsabilidad en la esfera publica, haciendo si que los principios de la Constitución se vivan en la cotidianidad.

 

Fonti

Labsus

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