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Seo: dieci comandamenti

Proprio ieri abbiamo scritto un lungo articolo su come ottimizzare un sito in joomla per i motori di ricerca. 

Oggi andiamo un po' avanti e affrontiamo la questione da un punto di vista diverso: i dieci errori da non commettere.

Prima di vederli uno a uno, li elenchiamo come se fossero i dieci comandamenti. Il che significa "cosa non si può non fare", mantenendo lo stesso tono di obbligo:

 

Dieci comandamenti per l'ottimizzazione sito in joomla

 

  • attivare le funzioni native di joomla
  • non utilizzare un unico titolo della finestra del browser
  • ragionare come se fossimo noi i motori di ricerca (riconsiderare il solo criterio estetico)
  • utilizzare gli strumenti webmaster di google
  • studiare le risorse in rete, soprattutto in wikipedia e la guida di google
  • fare attenzione all'hosting
  • curare l'alias e l'h1 e il title
  • scrivere url a caso
  • seguire il sito.

 

I comandamenti scontati

Attivare le funzioni native di joomla

E questo è molto scontato. Se infatti lo strumento ci consente di avere delle ottimizzazioni soprattutto per la scrittura degli url (dell'indirizzo della pagina che leggete nel vostro browser), perchè non approfittarne? 

 

Elogio della diversità

Non utilizzare un unico titolo della finestra del browser

Curare l'alias e l'h1 e il title

Il che significa cercare ogni soluzione per arricchire il senso, anche quella più minima come un tag (così si chiamano h1 e title), che altro non sarebbe che un pezzettino di codice, fino alla qualità dei contenuti, che rappresenta un po' il "comandamento dei comandamenti", per dire le stesse cose in modo diverso. 

Questa attenzione è molto interessante perchè da un lato evidenzia come i motori di ricerca sono molto più complessi e non delle "semplici macchine" e, specularmente, quanto la vera qualità di ogni artefatto umano (tra cui anche i siti) sia quel quid che ci rende proprio diversi dai motori di ricerca. Amen. 

 

Elogio dell'approfondimento e della conoscenza

Utilizzare gli strumenti webmaster di Google

Studiare le risorse in rete, soprattutto in Wikipedia e la guida di Google

Due aspetti anche qui: anche solo per cominciare entriamo nella tana del leone per conoscere il leone. Google parla di sè e allora andiamoci. 

Seconda osservazione: è proprio vero che la fluidità la fa da padrone e che "ogni sito è bello a mamma sua". Ma proprio come un figlio cresce e si modificano le sue esigenze, si direbbe oggi. Allo stesso modo cambia il contesto. 

Un doppio cambiamento produce un cambiamento al quadrato e non si può scegliere altra strada che la formazione continua (la ragione per cui questo articolo è in Economia della conoscenza).

Del resto l'ultimo comandamento della nostra lista è: seguire il sito. Anche con una certa ansia aggiungerei.

 

Umiltà e intelligenza per un ospite importante

Ragionare come se fossimo noi i motori di ricerca (riconsiderare il solo criterio estetico)

Perchè è bello vedere cose belle, figuriamoci, ma se vogliamo che qualcuno ci ascolti è bene anche parlare la sua lingua!

Mettetevi nei panni di un povero Googlebot (il ragnetto che entra nel tuo sito per leggersi tutto e capire cosa è ok e cosa no). Questo poverino, perchè non siete aracnofobici vero?, non solo si deve intrufolare in pagine e pagine di contenuti che magari a lui nemmeno interessanto, ma per di più si legge tutto il codice! E' come se un ospite molto importante entrasse in casa e se la dovesse girare ttta prima di trovare la stanza dove siamo per darci la buona notizia. Ecco, se magari lo accogliamo alla porta (mettiamo cioè i contenuti più importanti in alto a sinistra) e puliamo casa da ciò che a lui non interessa ma che dà fastidio, ecco, forse il nostro amico tornerà a visitarci più spesso e avrà una buona opinione di noi. Magari. 

 

Fonti

10 errori da non commettere per il posizionamento del nostro sito

da www.joomla.it

di Nadalin Alessandro

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Economia della conoscenza

Mettere in atto la conoscenza significa generare valore. 

Un tema che risale fin dai tempi più antichi ma che oggi sta assumendo il profilo di approccio strategico di fronte al cambiamento sociale ed economico che abbiamo la fortuna (o la sfortuna, scegliete voi) di vivere. 

 

La conoscenza è una risorsa

economica che, però, non fa più solo parte dei catalizzatori della generazione di ricchezza; essa stessa è ricchezza, è bene (economico). 

Ma non è un bene come tutti gli altri, si comporta in modo strano, rispetto agli altri, e per questo ha bisogno di un’attenzione particolare. 

 

I mediatori cognitivi

OfficineEinstein ha scelto di occuparsene perché crede che questa attenzione debba essere dedicata prima di tutto dai comunicatori, che rivestono il difficile e importante ruolo di mediatori cognitivi. 

Per abbassare tutto più a livello dello sguardo: d’accordo creare relazione e credibilità. Ma per raccontare cosa? Per far conoscere come? 

 

Il gioco si fa duro.