testata

Il modello Seci di Nonaka

Un acronimo per raccontare il processo di generazione della conoscenza all'interno delle organizzazioni: Socialization externalization, combination internalization. Cioè Seci.

Ma andiamo con ordine. Nel 1994 Nonaka definisce due livelli epistemologici della conoscenza e quattro ontologici

Nei primi ritroviamo:

  • la conoscenza tacita;
  • la conoscenza esplicita.

 

Nei secondi, la conoscenza:

  • individuale,
  • di gruppo,
  • organizzativa,
  • inter-organizzativa.

 

Coniugando questi due sottoinsiemi, il professore giapponese ci offre un modello di creazione della conoscenza, il Seci, distinto in quattro fasi di trasformazione della conoscenza stessa (da tacita a esplicita e viceversa).

 

Le quattro fasi del Seci

Il modello Seci di Nonaka

La socializzazione (da tacita a tacita)

Condividere e creare conoscenza tacita attraverso le osservazioni dirette oppure la condivisione di altra conoscenza non formalizzata. 

L'esternalizzazione (da tacita a esplicita)

Articolare e codificare la conoscenza attraverso la condivisione delle riflessioni e la redazione di documenti. 

La combinazione (da esplicita a esplicita)

Standardizzare e applicare la conoscenza soprattutto grazie alle tecnologie computer based (come i db) e internet based

L'internalizzazione (da esplicita a tacita)

Fare propria la conoscenza attraverso l'apprendimento sia attraverso le esperienze che lo studio. 

 

Come mostrano le quattro fasi dalla conoscenza tacita si arriva a nuova conoscenza tacita, ma di un livello più alto. Per questo il modello Seci è un ritorno ma secondo la figura della spirale. 

 

Lo spazio della creazione: il Ba

Lo stesso livello si sviluppa attraversando i quattro livelli ontologici che si manifestano in quello che Nonaka chiama Ba, il contesto, che non può essere estromesso dalla riflessione e dal processo di creazione. 

Lo stesso Ba assume diverse definizioni in relazione alle fasi del Seci. Vediamole brevemente: 

Originating Ba: il luogo dove avviene la socializzazione (prima fase Seci) e la condvisione tra individui (primo livello ontologico).

Interacting Ba: è il luogo dedicato all'interazoine di individui organizzati per gruppi (secondo livello ontologico) e che consente la esternalizzazione (seconda fase Seci).

Cyber Ba: la disponibilità delle nuove tecnologie dove è possibile formalizzare e diffondere nella organizzazione (terzo livello ontologico) le conoscenze esplicite secondo la combinazione (terza fase Seci). 

Exercising Ba: lo spazio dell'apprendimento che avviene anche attravero diverse organizzazioni (quarto livello ontologico) per rendere possibile la internalizzazione della conoscenza (quarta fase Seci).

 

La dinamica chiave del modello, come vediamo, è la relazione e l'interazione che diventa il carburante per l'intero processo. 

 

Uno schema

Proviamo a schematizzare il modello di Nonaka attraverso al corrispondenza delle quattro variabili che abbiamo incontrato: i livelli ontologici della conoscenza, quelli epistemologici (tacita verso esplicita), le fasi del modello Seci e il Ba.

 

fase del Seci livelli epistemologici ba  livello ontologico
socializzazione da tacita a tacita  originating individuale
esternalizzazione  da tacita a esplicita  interacting di gruppo 
combinazione  da esplicita a esplicita  cyber  organizzativa 
internalizzazione da esplicita a tacita exercirsing interorganizzativa

 

 

Fonti

Alberto F. de Toni, Andrea Fornasier

Knowledge management

Guida del Sole24Ore

2012 Gruppo Sole24Ore, Milano

Pagine 156-160

 

Leggi anche

Apprendimento organizzativo

Le dimensioni della knowledge strategy

Le variabili della knowledge strategy

Content strategy: una disciplina

I contenuti fanno la differenza

Share

Economia della conoscenza

Mettere in atto la conoscenza significa generare valore. 

Un tema che risale fin dai tempi più antichi ma che oggi sta assumendo il profilo di approccio strategico di fronte al cambiamento sociale ed economico che abbiamo la fortuna (o la sfortuna, scegliete voi) di vivere. 

 

La conoscenza è una risorsa

economica che, però, non fa più solo parte dei catalizzatori della generazione di ricchezza; essa stessa è ricchezza, è bene (economico). 

Ma non è un bene come tutti gli altri, si comporta in modo strano, rispetto agli altri, e per questo ha bisogno di un’attenzione particolare. 

 

I mediatori cognitivi

OfficineEinstein ha scelto di occuparsene perché crede che questa attenzione debba essere dedicata prima di tutto dai comunicatori, che rivestono il difficile e importante ruolo di mediatori cognitivi. 

Per abbassare tutto più a livello dello sguardo: d’accordo creare relazione e credibilità. Ma per raccontare cosa? Per far conoscere come? 

 

Il gioco si fa duro.