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Vecchio come il mondo

Il tema della conoscenza. Allora rincuora vedere i più moderni manuali di Knowledge management partire proprio dalle prime riflessioni strutturate sulla conoscenza. Il campo è quello della filosofia, e non potrebbe essere altrimenti, anche solo per un diritto etimologico di competenza. 

Due sono i temi di fondo che i filosofi si pongono di fronte alla conoscenza: il mondo è ordinato oppure no?  Il mondo è un sistema statico o dinamico (e in questo caso è riconducibile al caos)?

Come appare evidente la conoscenza diventa l'ambito proprio della riflessione filosofica, il tema dei temi, il puntello di ogni affermazione successiva anche nei campi della morale, dell'etica, della vita sociale e politica. 

Ma prima di iniziare con alcuni accenni a nomi e cognomi, cerchiamo di dividere la riflessione per epoche storiche e per paradigmi fondamentali.

 

Le filosofie presocratiche

Sviluppatesi prima di Socrate, cioè prima del 400 a.C. convivono con il grande teatro tragico greco e proprio per questa coesistenza sono consapevoli dei limiti del concetto come strumento di analisi e di governo del mondo.

 

Le filosofie socratiche

Con Socrate, il concetto prevale come principio del chiaro e del distinto. Il paradigma tragico si affievolisce.

 

La filosofia medievale

Nata a partire dal 1100 d.C. e che vede la costruzione di grandi sistemi concettuali fondati sul paradigma teologico.

 

La filosofia moderna 

Fondata a partire dal 1400, si distacca dalla fondatezza teologica e puntella la propria riflessione sulla razionalità umana.

 

Infine, la filosofia contemporanea

A partire dalla seconda metà dell'Ottocento, l'uomo vive la crisi e lo spaesamento. Non si riconosce più come soggetto, centro di razionalità. 

 

Quasi mi sento in colpa a ridurre a poche righe la più grande avventura conoscitiva dell'uomo, ma il nostro compito è semplificare e chiediamo venia e pazienza se magari a volte esageriamo. 

 

Fonti

Alberto F. de Toni, Andrea Fornasier, Knowledge management, Guida del Sole24Ore, Gruppo Sole24Ore, aprile 2012, Milano, 59 euro, Isbn: 978-88-6345-420-8

 

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Economia della conoscenza

Mettere in atto la conoscenza significa generare valore. 

Un tema che risale fin dai tempi più antichi ma che oggi sta assumendo il profilo di approccio strategico di fronte al cambiamento sociale ed economico che abbiamo la fortuna (o la sfortuna, scegliete voi) di vivere. 

 

La conoscenza è una risorsa

economica che, però, non fa più solo parte dei catalizzatori della generazione di ricchezza; essa stessa è ricchezza, è bene (economico). 

Ma non è un bene come tutti gli altri, si comporta in modo strano, rispetto agli altri, e per questo ha bisogno di un’attenzione particolare. 

 

I mediatori cognitivi

OfficineEinstein ha scelto di occuparsene perché crede che questa attenzione debba essere dedicata prima di tutto dai comunicatori, che rivestono il difficile e importante ruolo di mediatori cognitivi. 

Per abbassare tutto più a livello dello sguardo: d’accordo creare relazione e credibilità. Ma per raccontare cosa? Per far conoscere come? 

 

Il gioco si fa duro.