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L'Italia tutta è un po' più libera

Il Senato e la Camera hanno approvato il Decreto valore Cultura presentato del Ministro Bray, Un decreto che comprende la norma che introduce una semplice autocertificazione da consegnare in Comune, al calvario di licenze e autorizzazioni oggi necessari per organizzare un concerto con meno di 200 spettatori entro le 24.

Da oggi in Italia sarà più facile produrre, suonare, ospitare ed ascoltare musica dal vivo.

 

Una linfa vitale che dà lavoro e diffonde cultura a migliaia di cittadine e cittadini italiani.  È un primo importante passo per rendere più libera la musica dal vivo.

 

Grazie a tutti voi

Ringrazio voi, ovvero i 36mila firmatari che hanno sostenuto la petizione al Ministro Bray il quale, nel giugno scorso, ha lanciato la proposta dell'autocertificazione.

Ringrazio tutti i media che hanno sostenuto la nostra campagna.

Ringrazio il Ministro che ha subito risposto alla petizione e seguito con attenzione l'iter dell'emendamento.

Ringrazio i numerosi senatori e i deputati che hanno costruito le condizioni per questo voto; a cominciare dal Presidente della commissione Cultura del Senato Andrea Marcucci e dai deputati Rampi, Bonomo e Costantino.

Ringrazio le associazioni come l'Arci, Assomusica, Mei, Anci e le amministrazioni comunali come Udine e Portogruaro che hanno sostenuto con forza questa battaglia.

 

La Carta della musica dal vivo

Da domani la sfida per moltiplicare le occasioni di musica dal vivo (nel rispetto di tutti: musicisti, utenti, residenti) prosegue.

Prosegue su altri temi cruciali per la musica dal vivo, come quello delle tariffe per il diritto d'autore (a partire da un ordine del giorno approvato dal Senato che impegna il Governo), della semplificazione delle procedure di autorizzazione per i grandi eventi musicali, della richiesta di un nuovo statuto giuridico per i lavoratori del pubblico spettacolo.

 

La sfida è quella di redigere una “Carta della musica dal vivo” da condividere con i protagonisti della scena musicale italiana e da usare come manifesto per agire con efficacia su singoli aspetti della filiera della musica e sulle norme che la regolano.

 

Ma permetteteci di dire che da oggi, con una musica più libera, l'Italia tutta è un po' più libera. E ricca. E felice.

 

Grazie,

Stefano Boeri

 

 

 

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Economia della conoscenza

Mettere in atto la conoscenza significa generare valore. 

Un tema che risale fin dai tempi più antichi ma che oggi sta assumendo il profilo di approccio strategico di fronte al cambiamento sociale ed economico che abbiamo la fortuna (o la sfortuna, scegliete voi) di vivere. 

 

La conoscenza è una risorsa

economica che, però, non fa più solo parte dei catalizzatori della generazione di ricchezza; essa stessa è ricchezza, è bene (economico). 

Ma non è un bene come tutti gli altri, si comporta in modo strano, rispetto agli altri, e per questo ha bisogno di un’attenzione particolare. 

 

I mediatori cognitivi

OfficineEinstein ha scelto di occuparsene perché crede che questa attenzione debba essere dedicata prima di tutto dai comunicatori, che rivestono il difficile e importante ruolo di mediatori cognitivi. 

Per abbassare tutto più a livello dello sguardo: d’accordo creare relazione e credibilità. Ma per raccontare cosa? Per far conoscere come? 

 

Il gioco si fa duro.