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Albert e il Pi Day: doppie candeline

Oggi, 14 marzo 1879 è nato Albert Einstein, nostra stella polare, nostro mentore...

Tanti auguri mister Einstein! 
Ma non è finita qui... oggi si celebra anche un'altra importantissima ricorrenza nel mondo della scienza: il Pi Day.
Di cosa si tratta? Della celebrazione del  Pi, lettera greca (π), il simbolo che  come ci insegnarono a scuola, esprime il rapporto tra la circonferenza e il suo diametro.
La festa internazionale del Pi greco, che vide la luce il 14 marzo di 24 anni fa all'Exploratorium di San Francisco, il grande Museo della Scienza, per opera del fisico Larry Shaw, che lanciò l'ideaDa allora, di ogni anno, si celebra il numero più famoso e misterioso del mondo matematico, con una serie di giochi, musiche, filmati ed altre iniziative tutte ispirate al π.

 

Ma non finisce qui! Infatti negli Stati Uniti d'America, Il 12 marzo 2009, Obama ha proclamato il Pi Day Festa Nazionale. 

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Mediante  la Risoluzione H.RES.224 della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d’America: il 14 marzo viene riconosciuto come giornata ufficiale per celebrare la nota costante e si invitano i docenti a vivere il Pi Day come occasione per  “incoraggiare i giovani verso lo studio della matematica”.


Dal testo della Risoluzione H.RES.224:

[...] Poiché la lettera greca Pi è il simbolo del rapporto tra la circonferenza di un cerchio e il suo diametro;

Poiché il rapporto Pi è un numero irrazionale che va avanti all’infinito senza ripetizioni ed è stato calcolato a più di mille miliardi di cifre;

Poiché Pi è una costante che ricorre sovente, studiata nel corso della storia ed è centrale sia in matematica che in scienza e ingegneria;

Poiché matematica e scienza sono parte cruciale nell’istruzione dei nostri figli e i i bambini che vanno meglio in matematica e in scienze avranno un profitto migliore;

Poiché una predisposizione per la matematica, la scienza e l’ingegneria è essenziale in una società fondata sulla conoscenza [...]

Poiché matematica e scienze possono essere una parte interessante e divertente nell’istruzione dei ragazzi, e studiare il Pi greco può essere un modo affascinante per insegnare la geometria ai ragazzi e attirarli così verso lo studio delle scienze e della matematica [...]


Tra le motivazioni a supporto della Risoluzione, vi è non solo il riconoscimento del ruolo rivestito dalla matematica e dalle scienze nella formazione dei giovani, ma anche e soprattutto la necessità di incoraggiare l’attitudine dei più giovani verso queste discipline e l’urgenza di rinforzare le conoscenze scientifiche degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado per aiutarli ad affrontare meglio le sfide dell’economia del 21esimo secolo.

 

Qualche curiosità sul Pi greco

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Pi greco = 3,1415926535...è un numero irrazionale trascendente; in breve e semplificando, ciò vuol dire che le sue cifre decimali sono illimitate e non periodiche. Più in dettaglio, un numero trascendente è un numero irrazionale che non è soluzione di alcuna equazione algebrica a coefficienti razionali, ma che compare come limite di molti procedimenti infiniti. Leibniz, ad esempio, trovò la prima serie numerica per il calcolo di π: 

4 (1 - 1/3 + 1/5 - 1/7 + 1/9 ...)
 Con l'uso del computer, Pi è stato calcolo per oltre 1000 miliardi di cifre dopo il separatore decimale. Il simbolo per Pi fu utilizzato, la prima volta nel 1706, da William Jones, ma divenne molto popolare dopo che fu adottato dal matematico svizzero Leonhard Euler, nel 1737.

 

Ma l'impiego del Pi greco, non si limita ai campi scientifici, infatti c'è perfino chi del Pi Greco ne ha fatto una melodia, partendo dalla sua costante decimale, grazie all’uso di particolari algoritmi che associano le note ai numeri.

 


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Insomma l'uso del Pi greco, è tra i più disparati, e le forme di omaggio al Pi greco, altrettanto originali!

 


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Economia della conoscenza

Mettere in atto la conoscenza significa generare valore. 

Un tema che risale fin dai tempi più antichi ma che oggi sta assumendo il profilo di approccio strategico di fronte al cambiamento sociale ed economico che abbiamo la fortuna (o la sfortuna, scegliete voi) di vivere. 

 

La conoscenza è una risorsa

economica che, però, non fa più solo parte dei catalizzatori della generazione di ricchezza; essa stessa è ricchezza, è bene (economico). 

Ma non è un bene come tutti gli altri, si comporta in modo strano, rispetto agli altri, e per questo ha bisogno di un’attenzione particolare. 

 

I mediatori cognitivi

OfficineEinstein ha scelto di occuparsene perché crede che questa attenzione debba essere dedicata prima di tutto dai comunicatori, che rivestono il difficile e importante ruolo di mediatori cognitivi. 

Per abbassare tutto più a livello dello sguardo: d’accordo creare relazione e credibilità. Ma per raccontare cosa? Per far conoscere come? 

 

Il gioco si fa duro.