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Trasparenza, integrità e anticorruzione.

Si tiene lunedì 16 dicembre alle ore 9.30 nell’aula magna “Sebastiano e Rita Raeli” del Dipartimento  di giurisprudenza, in via Orazio Raimondo 18. E' la giornata della trasparenza 2013 organizzata dall'Università di Tor Vergata.

Come spiega nell'invito (Prot. n.33506/2013, trasparenti, sì; ma pur sempre burocrati...) il rettore Giuseppe Novelli          

«L’Università degli studi di Roma tor Vergata è impegnata da diversi anni a rendere più trasparente la propria azione amministrativa e le informazioni concernenti gli aspetti dell’organizzazione e gli andamenti gestionali, in una prospettiva di migliore partecipazione del cittadino alla pubblica amministrazione e di più ampia condivisione, da parte della comunità universitaria, della realtà di appartenenza».
 

L’iniziativa, e quindi l'invito, si rivolge a tutti gli stakeholder, interni ed esterni, dell’Ateneo. Sul versante interno, agli studenti, al personale docente e tecnico amministrativo e bibliotecario allo scopo di favorire una migliore cultura della partecipazione e della trasparenza amministrativa.
 
La giornata prevede due sessioni di approfondimento e prevede il rilascio di un attestato di partecipazione (la cultura dei crediti) su richiesta dell’interessato. L’evento, prosegue il rettore

«intende essere un’occasione di confronto in materia di anticorruzione, etica e buone prassi per il processo di trasparenza richiesto alle Università ed, in generale, alle pubbliche amministrazioni, con il contributo di professionalità esperte in materia». 

 

Per la conferma della propria partecipazione etc, etc.

 

Che bello!

La giornata della trasparenza.

Per tutti gli stakeholder, interni ed esterni.

Per favorire una migliore cultura della partecipazione e della trasparenza amministrativa.

Che bello!...

Per i nostri sensi, atrofizzati da vent'anni di Berlusconismo, una melodia!

 

Mi incuriosisce il titolo: «Trasparenza, Integrità e Anticorruzione...» E fino qui, se soprassediamo all'eccesso delle tre maiuscole, tipicamente burocratese, ma qui parla l'Università, il tempio della conoscenza, ciononostante dicevo, ancora una volta: che bello!

 

Ma, voilà! ecco le coup de théâtre.

 

Prosegue il titolo «Trasparenza, Integrità e Anticorruzione. Nuovi strumenti per l’etica pubblica». Nuovi strumenti per l'etica pubblica! Nuovi strumenti!

 

Nuovi!strumenti!?

 

Per un servitore dello Stato, per un funzionario pubblico, integrità, trasparenza e anticorruzione sono la base di secoli di letteratura e di principi comportamentali. Ecco dunque dove è finito il senso dello Stato: una nuova scoperta l'integrità dell'istituzione e delle persone che vi lavorano. La trasparenza che dovrebbe essere un dogma assoluto di una democrazia matura e l'anticorruzione. Oh poveri noi!

Come siamo caduti in basso!

 

Se questa è la situazione l'invito è alla Scuola superiore della pubblica amministrazione, che, da pochi giorni, scimiottando l'Enà francese, si chiama Sna (immagino Scuola nazionale dell'Amministrazione), di fare un modulo su «Trasparenza, Integrità e Anticorruzione. Nuovi strumenti per l’etica pubblica» con tre maiuscole e alla fine di ogni modulo formativo.

 

 



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Etica e beni comuni

Dei beni comuni non se ne occupa nessuno. Solo i cittadini. E nel farlo si dimostrano culturalmente e politicamente più avanti della classe "dirigente", avendo capito che dalla cura dei beni comuni dipende la qualità delle loro vite. Dell'etica non se ne occupa nessuno. Nemmeno i cittadini.

Cosa sono i beni comuni?

Sono beni sia materiali (acqua, aria, paesaggio, spazi urbani, ambiente, territorio, beni culturali, strade, scuole, ospedali, biblioteche, musei), sia immateriali (riconoscimento del merito, etica,legalità, salute, conoscenza, cultura, lingua, memoria collettiva). Cos'é l'etica? Un bene comune

I beni comuni non sono nè pubblici (nel senso di beni dello Stato), nè privati. Nessuno può possedere i beni comuni, ma tutti li possono usare. Se vengono rispettati e utilizzati, si vive meglio.

Perché beni comuni e etica insieme?

Perché la cura dei primi e l'ossessiva regola personale della seconda sono le chiavi per un salto impressionante nella qualità della nostra vita, in particolare in Italia. E perché in entrambi i "casi" la situazione del nostro Paese è drammatica.