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Una pensione anche per i nostri libri

Le nostre case si stanno riempiendo sempre più e i nostri cari amati libri rischiano di finire in casse in cantine umide fino al loro deterioramento. 

Perché non metterli a "fattore comune"? Raccogliere tutti questi libri e organizzare una pensione anche per loro: una TecaBiblio. Come farlo?

 

L'ispirazione viene da Bologna, città e cittadini "principi" del miglioramento continuo per se stessi e per la manutenzione dei beni comune, profeti (come spesso capita, non ascoltati in patria) del riuso e del riciclo urbano.
Planimetrie Culturali e Senza filtro, hanno lanciato una petizione, rivolta alla regione Emilia Romagna e al Parlamento, per incentivare i nostri governanti ad approvare una legge che regolarizzi la gestione di spazi dismessi e abbandonati attraverso la bonifica culturale temporanea.

 

Una "Pensione per libri e riviste"

Ebbene, noi di OfficineEinstein vorremmo lanciare una petizione on line tramite Change.org.
Vorremmo cercare una spazio in disuso e proporre al Comune di Roma, o altrove, di manutenerlo e custodirlo, gratuitamente, per alcuni anni, per offrire uno spazio culturale aperto e rivolto a tutti i cittadini.

130303 TecaBiblio

 

Il progetto è quello di collocare all'interno di un'edificio, industriale o meno, abbandonato, il nostro mezzo chilometro lineare, tra ripiani, librerie, scaffali, tavole di legno, occupato da libri, riviste, video e cd musicali, come massa critica per l'apertura della prima "Pensione per libri e riviste": la TecaBiblio.

Un database, aperto sulla rete, catalogherà il "tutto", mettendolo a disposizione della comunità dei cibernauti e degli italiani.

 

La "Scuola di EcoArtDesign di Roma"

Lo spazio, opportunamente, corredato di tavoli e sedie, sarà di supporto al vero cuore dell'iniziativa: il laboratorio di "EcoArtDesign".

Un laboratorio dove si confronteranno i migliori designer internazionali con i giovani designer romani sul tema del riciclo e della riutilizzazione di mobili, elettrodomestici, accessori, rifiuti e scarti per produrre nuovi oggetti funzionali e di design.

 

130303 loft white

 

Un sito specifico informerà i cittadini delle varie iniziative culturali che verranno ospitate e promosse, mentre le scuole verranno informate attraverso l'attività della "Scuola di EcoArtDesign di Roma" che si appoggerà alla "TecaBiblio, una pensione per i nostri amici libri".


Un'iniziativa aperta a tutti coloro che con le loro donazioni vorranno arricchire il patrimonio librario e l'emeroteca, costituendo specifici "fondi" intestati ai singoli donatori.


130303 loft brick

 

Fonti

per le fotografie

Pinterest

 

per l'iniziativa

Planimetrie Culturali

Senza filtro

L'architetto contemporaneo

 

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Banner cittadini attivi

Etica e beni comuni

Dei beni comuni non se ne occupa nessuno. Solo i cittadini. E nel farlo si dimostrano culturalmente e politicamente più avanti della classe "dirigente", avendo capito che dalla cura dei beni comuni dipende la qualità delle loro vite. Dell'etica non se ne occupa nessuno. Nemmeno i cittadini.

Cosa sono i beni comuni?

Sono beni sia materiali (acqua, aria, paesaggio, spazi urbani, ambiente, territorio, beni culturali, strade, scuole, ospedali, biblioteche, musei), sia immateriali (riconoscimento del merito, etica,legalità, salute, conoscenza, cultura, lingua, memoria collettiva). Cos'é l'etica? Un bene comune

I beni comuni non sono nè pubblici (nel senso di beni dello Stato), nè privati. Nessuno può possedere i beni comuni, ma tutti li possono usare. Se vengono rispettati e utilizzati, si vive meglio.

Perché beni comuni e etica insieme?

Perché la cura dei primi e l'ossessiva regola personale della seconda sono le chiavi per un salto impressionante nella qualità della nostra vita, in particolare in Italia. E perché in entrambi i "casi" la situazione del nostro Paese è drammatica.