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Cassonetti, bidoni e muri imbrattati

Da più di tre anni, con la mia famiglia ci siamo spostati un pò fuori città, ancora a Roma, ma in campagna. Abbiamo quindi un piccolo giardino, con prato, arbusti, siepi e orto. Tutto è bellissimo, estremamente piacevole, ed apprezzato in particolare quando siamo obbligati ad entrare in città, vivere e affogare nel traffico, iniziare l caccia al parcheggio, subire i suoni, le attese, le puzze.
Dal prato all'orto, dall'orto alla composteria. E' iniziata, così la ricerca delle  "compostiere domestiche".
Il web è sempre ricco di molte informazioni, ma mai avrei creduto di trovare un sito inglese con così tante compostiere in vendita.

 

140504.compostiera UmbertoE questa, del 2011, me l'ero persa. Che figuraccia!

Dopo i bunga-bunga, a Londra arrivarono i bidoni della spazzatura con i nomi dei nostri ministri dell'epoca. Tipico esempio del sottile umorismo inglese: 

Mariastella, Umberto, Renato, Ignazio, Stefania, Giorgia, Giulio. Non sono solo i nostri ministri di un paio di anni fa, ma anche quelli dei bidoni per compost. Gli inglesi sogghignavano all'associazione con cui Primrose individuò i vari bidoni per il compost.


Bidoni nel vero senso della parola, con sottili distinzioni ben curate dalla scelta dei nomi.  Infatti Renato (Brunetta) è un mini recipiente controlla odori per lo stoccaggio dei rifiuti umidi. Mariastella (Gelmini) è la soluzione per raccogliere gli scarti organici di due settimane. Stessa funzione per il bidone Maurizio (Sacconi), differente da Mariastella nel colore. Umberto (Bossi, vi ricordate circolava ancora) è invece il mangia-rifiuti a cono di colore verde che vedete qui sopra. Un'inceneritore è il prodotto che porta il nome di Ignazio (LaRussa).
Stefania (Prestigiacomo) è una graziosa compostiera da giardino ad alveare mentre Mara (Carfagna) è una piccola ed elegante compostiera da cucina.

 

Ma oggi cerchiamo di essere più positivi

"ReTake Roma" si definisce un "grassroot", un movimento dal basso, un'organizzazione no profit che mira ad eliminare atti di vandalismo, in particolare le odiose scritte sui muri, gli adesivi e i rifiuti, tutti atti inutili o di non curanza del bene comune che sicuramente affliggono la città di Roma.
Alcuni "graffiti" potrebbero essere anche a livello di espressione artistica se fossero dipinti con il permesso del proprietario, mentre se vengono eseguiti senza autorizzazione del proprietario o dell'autorità pubblica è semplicemente vandalismo illegale e quindi giustamente punito (in linea teorica) dalla legge con sanzioni sia penali che civili.

 

ReTake Roma vuole promuovere la legittima espressione artistica, incoraggiando artisti di talento a promuovere il loro lavoro in luoghi pubblici e privati ​​previa autorizzazione.
Per raggiungere i propri obiettivi ripuliscono muri, tratti di strade o pezzetti di quartieri.
Lavorano inoltre per costruire una consapevolezza e un interesse tra i romani di tutte le età per prendersi cura della Città Eterna attraverso convenzioni, social media e collaborazioni con le organizzazioni orientate nella stessa direzione: l'AmaDecoro e le scuole.


La loro speranza è, attraverso azioni continue, di incentivare una coscienza collettiva tra i cittadini e i visitatori. Tutti noi come individui in primo luogo siamo responsabili della tutela, della conservazione e del miglioramento continuo della Città che tutto il mondo invidia.

 

20140504 cassonetti1

 

Le campagne contro il vandalismo

In una delle sue tante campagne contro il vandalismo, l'associazione ReTake Roma ha chiamato Christina Finley, artista internazionale, famosa non solo per i suoi dipinti geometrici, ma anche per il suo attivismo attraverso interventi urbani.

"Può un cassonetto della spazzatura far cambiare idea nei confronti della spazzatura?"

Forse si. I primi semi per trasformare gli ingombranti e sempre imbrattati di adesivi, cassonetti sono stati piantati anche a Roma.

Si all'arte, no al vandalismo!

La femminilizzazione degli sporchi cassonetti che imperano sulle strade della capitale, posso diventare graziosi recipienti e rivelare una inaspettata bellezza.

La Finley è stata a New York, Los Angeles, Parigi, Dublino, Vienna, Berlino e ora anche a Roma, con la sua attività nota nel mondo con il nome "Wallpapered Dumpsters".


Proprio ieri, a piazza Annibaliano un cassonetto, messo a disposizione dall'Ama, è stato coperto con una carta da parati decorata con i colori di Roma, giallo e rosso con piccoli particolari dorati.

 

20140504 cassonetti3  20140504 cassonetti2

 

Fonti

Primerose Italia

Sara Frangini (2011), Arrivano da Londra i bidoni della spazzatura con i nomi dei ministri (italiani), Il fatto quotidiano

Christina Finley

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Etica e beni comuni

Dei beni comuni non se ne occupa nessuno. Solo i cittadini. E nel farlo si dimostrano culturalmente e politicamente più avanti della classe "dirigente", avendo capito che dalla cura dei beni comuni dipende la qualità delle loro vite. Dell'etica non se ne occupa nessuno. Nemmeno i cittadini.

Cosa sono i beni comuni?

Sono beni sia materiali (acqua, aria, paesaggio, spazi urbani, ambiente, territorio, beni culturali, strade, scuole, ospedali, biblioteche, musei), sia immateriali (riconoscimento del merito, etica,legalità, salute, conoscenza, cultura, lingua, memoria collettiva). Cos'é l'etica? Un bene comune

I beni comuni non sono nè pubblici (nel senso di beni dello Stato), nè privati. Nessuno può possedere i beni comuni, ma tutti li possono usare. Se vengono rispettati e utilizzati, si vive meglio.

Perché beni comuni e etica insieme?

Perché la cura dei primi e l'ossessiva regola personale della seconda sono le chiavi per un salto impressionante nella qualità della nostra vita, in particolare in Italia. E perché in entrambi i "casi" la situazione del nostro Paese è drammatica.