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Storie di ordinaria follia... o inettitudine

Venerdì 31 gennaio Roma viene colpita da un nubifragio (adesso le chiamano “bombe d’acqua”). La città si paralizza. Tra i numerosi smottamenti uno riguarda la vecchia strada consolare Cassia. Otto, dieci metri di fronte, di una scarpata che la sovrasta, scivola invadendo mezza carreggiata.

Si chiude un tratto di 300 metri della Cassia vecchia che, servendo un solo numero civico, con una rapida discesa, collega piazza Giochi Delfici con via Pareto.

 

Il primo febbraio vengono messi dei guardrail in cemento armato precompresso (chiamati anche New Jersey), non a contenere la frana, ma a chiudere la strada consolare nonché strada statale numero due.
140531 Marino in bici3Il nulla travestito da niente, il sindaco Ignazio Marino, va in bicicletta al Campidoglio dalla sua casa nel centro storico (un centesimo del territorio comunale).

 

Dopo un mesetto, per impedire il passaggio dei motorini, viene montata (incredibile) una cancellata con tanto di serratura (sic!). Intanto il nulla travestito da niente pedala verso il Campidoglio dalla sua casa nel centro storico. 

 

Quei trecento metri rappresentano il passaggio per raggiungere la città per alcuni quartieri di Roma nord abitati da circa centomila persone, una media città italiana. Per gli abitanti di quei quartieri, uscire di casa, con quei trecento metri inagibili, costa da trenta a novanta minuti in più per passaggio. Se va male e si esce e si rientra nei momenti di maggior traffico si perdono circa tre ore.

Il nulla travestito da niente cade dalla bicicletta a piazza del Collegio romano, un nuovo modo per omaggiare i Doria Pamphilj.

Gli esercizi commerciali della zona Cassia denunciano perdite di oltre il cinquanta per cento degli incassi. 
140531 Marino in bici4E, il nulla travestito da niente, va, scortato da tre vigili in bicicletta, al Campidoglio, dalla sua casa nel centro storico.

 

Mi viene a trovare un mio amico, responsabile tecnico per i lavori di manutenzione delle infrastrutture pubbliche di un cantone svizzero. Nel triste gioco che spesso ci vede attori per narcotizzare il nostro disagio di fronte alla scandalosa, maldestra, cialtrona e sciatta gestione della cosa pubblica, la buttiamo sul folcloristico e, con questo spirito, lo porto in visita guidata al nuovo rudere urbano, la Cassia vecchia chiusa al traffico.


La sua risposta: per protocollo di servizio, nella sua amministrazione, avrebbe dovuto restituire l’agibilità della strada entro sei, dodici ore dalla fine del nubifragio. Nella successiva settimana, esclusivamente con dei turni di notte, avrebbe consolidato la scarpata.

Il nulla travestito da niente, intanto pedala dalla sua casa nel centro storico al Campidoglio.

 

Cronaca di questi giorni

Oggi, 31 maggio, compro il Messaggero e leggo il titolo

«Via Cassia, a metà giugno riapre la prima corsia»

prosegue l’articolo

«L’annuncio è stato dato ieri dall’assessore ai lavori pubblici Paolo Masini e dal presidente del XV municipio Daniele Torquati nel corso di un incontro con i rappresentanti della Cna commercio e Assocommercio di Roma».

140531 frana  Cassia1 

Dò di conto:

  • febbraio, marzo, aprile, maggio, metà giugno!
  • uno piccolo smottamento con un fronte di nemmeno dieci metri, di una scarpata di una dozzina di metri di altezza.
  • Penso alle parole del mio amico svizzero.
  • Ricordo le scuse del governo giapponese che dopo il sisma di 9 gradi Richter, del marzo 2011, si scusa perché dopo sei giorni aveva reso agibile 813 chilometri di strade e autostrade su 870 danneggiate, e non era ancora riuscito a rendere agibili le stazioni di servizio.

 

Il palcoscenico dell'inenarrabile

Siamo già ampiamente nel teatro dell’assurdo, dell’inenarrabile, ma in questi casi i nostri politici possono raggiungere livelli di comicità inarrivabile.

«Grazie all’impegno, proseguono Masini e Torquati, dei nostri tecnici che hanno LAVORATO ANCHE DI NOTTE per coordinare gli interventi e grazie allo sforzo dell’impresa saremo in grado di ANTICIPARE IL CRONOGRAMMA, e dare respiro alla viabilità del quadrante, aprendo una corsia a senso unico di marcia a metà giugno»

 

Non ho parole!!!

Rimango, a fatica, combattendo contro i miei più bassi istinti, contrario alle pena di morte; ma in questo caso potrei accettare, per i nostri amministratori, l'un per l'altro, l’ergastolo. Giustizia sommaria? Si!

 

Non ho parole, io!

Purtroppo ce le ha il consigliere municipale all’opposizione, Fabrizio Ghera di Fratelli d’Italia che annuncia che:

«L’opposizione in assemblea capitolina vigilerà, affinché i lavori di messa in sicurezza e la riapertura delle strade avvenga in tempi rapidi e senza perdere altro tempo, come è stato fatto fino ad oggi».

 

Ecco i risultati della struttura che il mercato del lavoro del pubblico impiego ha assunto in Italia, e dell’abbraccio mefitico tra politica e amministrazione pubblica.

 

Perché non possiamo trovarci così spesso di fronte a una macchina pubblica inefficiente, inadeguata, incompetente e singole persone, funzionari, dirigenti o amministratori che sono delle brave persone (non sempre, perché ogni tanto di corruzione in questo Paese si sente parlare) ma che non possono farci nulla e che ci hanno messo tutto l'impegno possibile.

Se diventi un amministratore eletto e percepisci uno stipendio; se sei un funzionario o un dirigente dell'ente locale e percepisci, tutti i 27 del mese, puntuale uno stipendio, devi rispondere dei risultati, non solo della buona volontà.


Sinistra e destra, insieme e insieme al nulla travestito da niente (che sta continuando ad andare in bicicletta), vergognatevi!

Anzi: VERGOGNATEVI!

perché, da antica tradizione delle pasquinate, il popolo romano ha le idee chiare:

140531 frana  Cassia2

 

Fonti

ricerca su Google “Nubifragio roma 31 gennaio 2014”.

Marino cade dalla bici. Per il sindaco, nulla di grave, L’unità, 4 luglio 2013.

Paolo Salom, Giappone: sei giorni dopo la scossa già ricostruita un’autostrada, Corriere.it, 25 marzo 2011.

 

Leggi anche

Massacesi L. (2013), L'etica non è uno scherzo, Officine Einstein, gennaio 2013.

Massacesi L. (2014)Quando in un Paese non funziona più nullaOfficine Einstein, gennaio 2014.

Massacesi L. (2014)Una pubblica amministrazione vecchia è di destra o di sinistra?Officine Einstein, maggio 2014.

Massacesi L. (2013), Quando si dice far acqua da tutte le parti, OfficineEinstein, 2 febbraio 2013
Il Cara (2014), Quanno che piove a Roma, OfficineEinstein, 11 novembre 2014

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Etica e beni comuni

Dei beni comuni non se ne occupa nessuno. Solo i cittadini. E nel farlo si dimostrano culturalmente e politicamente più avanti della classe "dirigente", avendo capito che dalla cura dei beni comuni dipende la qualità delle loro vite. Dell'etica non se ne occupa nessuno. Nemmeno i cittadini.

Cosa sono i beni comuni?

Sono beni sia materiali (acqua, aria, paesaggio, spazi urbani, ambiente, territorio, beni culturali, strade, scuole, ospedali, biblioteche, musei), sia immateriali (riconoscimento del merito, etica,legalità, salute, conoscenza, cultura, lingua, memoria collettiva). Cos'é l'etica? Un bene comune

I beni comuni non sono nè pubblici (nel senso di beni dello Stato), nè privati. Nessuno può possedere i beni comuni, ma tutti li possono usare. Se vengono rispettati e utilizzati, si vive meglio.

Perché beni comuni e etica insieme?

Perché la cura dei primi e l'ossessiva regola personale della seconda sono le chiavi per un salto impressionante nella qualità della nostra vita, in particolare in Italia. E perché in entrambi i "casi" la situazione del nostro Paese è drammatica.