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Ho visto cose che in Italia non possiamo neppure immaginare

Mio caro James, a Londra ho visto cose che in ltalia non possiamo neppure immaginare.

Ho visto viceministri scendere dal bus a Westminster e camminare senza scorta fino a Downing Street.

Ho visto leader politici in bicicletta, con la molletta in fondo ai pantaloni per tenerli fermi e il seggiolino vuoto del bambino appena accompagnato a scuola.
Ne ho visti che la moglie gli aveva dato uno strappo in macchina.

Li ho visti attraversare la cancellata e le barriere antiterrorismo mostrando il tesserino, come impiegati qualsiasi.

Ho visto anche ministri aspettare il taxi, in piedi e in fila, con la borsa di pelle o lo zainetto sulle spalle. E l'ombrello, quando piove.

 

Poi una sera alla Bbc ho visto dove lavorano.

Era un documentario sulla vita dentro i palazzi. Li avevano filmati come nutrie nel loro habitat naturale. Pero qui i parlamentari parlavano. E si lamentavano delle condizioni di lavoro. Stanno troppo stretti, in spazi angusti e vecchi. In una stanza dove ce ne sarebbero state comodamente due erano stipate quattro scrivanie, stracolme di fascicoli e carte.

 

Ho visto anche il servizio sulla casa dove vive il Primo ministro, dietro il famoso portoncino nero del 10 di Downing Street. E ho capito perché le mogli degli ultimi premier, tutti giovani con famiglie numerose e figli piccoli, si lamentano e avrebbero preferito restare a casa propria invece che essere costrette a trasferirsi “a palazzo” per gli impegni istituzionali. Casa loro era sicuramente più moderna e confortevole.

 

E poi ho visto George Osborne, il ministro del Tesoro, messo alla berlina sui giornali perché aveva parcheggiato nel posto riservato ai disabili. Di ritorno da una visita ufficiale a Cardiff si era fermato in un'area di servizio per prendere un panino da McDonald's e la sua Land Rover era stata immortalata in divieto di sosta. Una figuraccia che ha scatenato l'indignazione popolare. Coil il ministro ha dovuto scusarsi pubblicamente, anche se poi aveva ragione lui: non aveva infranto nessuna regola, perché la macchina era guidata da un poliziotto e quindi legalmente autorizzato a parcheggiare ovunque, in questo caso nel posto più, vicino all'ingresso, per tutelare l'incolumità del ministro. Aveva ragione, non aveva fatto niente di illegale.
Ma si era scusato.

 

E poi ho visto iI Primo ministro Cameron beccato a parcheggiare per tre ore nello spazio dove la sosta è permessa solo per trenta minuti. Badate bene, non in seconda fila, o con il lampeggiante e la scorta in contromano, come siamo abituati a vederli da noi. No. Era nelle strisce, ma senza aver fatto scattare il parchimetro. Apriti cielo. Messo alla gogna sul giornale, e di corredo alla foto c'era anche I'intervista all'immancabile testimone oculare:

«Nello stesso posto io mi sono beccato una multa per aver superato i 30 minuti. So quanto è controllato in genere qui. Strano che oggi non sia passata nemmeno una pattuglia».

Sospetto che ha portato il vicepresidente dei laburisti della circoscrizione dove era avvenuto il “fattaccio” a commentare:

«Siamo alle solite, con Cameron e Osborne c'è una regola per loro e una per tutti gli altri».

 

Mi verrebbe da dire che gli presterei Berlusconi e la sua gang per una settimana, tanto per capire cosa vuol dire che la legge non è uguale per tutti.

Però mi sono ripromessa di non citare mai Berlusconi, perché sennò vinco troppo facile. Sarebbe una partita truccata, sarei troppo avvantaggiata.

 

A James Ia cartelletta dei "Confronti" piace molto.
Sfogliamo altre storie che ho raccolto. E mentre le passiamo in rassegna, viste così tutte insieme, mi appare chiara una delle differenze principali tra l'antica democrazia britannica e la nostra, così giovane e traballante. Che in Gran Bretagna il palazzo della politica è una casa di vetro e l'etica pubblica è un valore bipartisan.

Tutto deve essere trasparente e accessibile.

 

Ogni nota spese dei parlamentari è scannerizzata e messa in rete, così i cittadini possono monitorare il comportamento del proprio deputato.
Con un semplice clic sul sito di Westminster è possibile sapere ogni uscita nel dettaglio.

Pesco a caso sul web: il deputato conservatore Peter Atkinson ha speso 40,40 sterline di taxi e ha comprato 84,55 sterline di carta termica e inchiostro per il fax.
Pesco ancora: il laburista Graham Allen ha speso 394,43 sterline di Royal Mail (posta e affini), 457,45 di British Telecom (spese telefoniche e affini) e 99,50 di taxi.

Idem per la dichiarazione dei redditi: guadagni e interessi finanziari sono pubbiici. Sia la Camera dei Comuni che quella dei Lord tengono un registro in ordine alfabetico consultabile online con i redditi da impieghi remunerati o da professioni, proprietà immobiliari, terreni, rendite e partecipazioni finanziarie, azioni possedute e fondi d'investimento. Un modo per monitorare le attività e gli eventuali conflitti d'interesse

Su questo tema James è più sensibile:

«Perché da voi non è così?»

 

Fonte

Caterina Soffici (2014), Italia yes, Italia no. Cosa capisci del nostro paese quando vai a vivere a Londra. Feltrinelli, serie bianca, febbraio 2014.

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Etica e beni comuni

Dei beni comuni non se ne occupa nessuno. Solo i cittadini. E nel farlo si dimostrano culturalmente e politicamente più avanti della classe "dirigente", avendo capito che dalla cura dei beni comuni dipende la qualità delle loro vite. Dell'etica non se ne occupa nessuno. Nemmeno i cittadini.

Cosa sono i beni comuni?

Sono beni sia materiali (acqua, aria, paesaggio, spazi urbani, ambiente, territorio, beni culturali, strade, scuole, ospedali, biblioteche, musei), sia immateriali (riconoscimento del merito, etica,legalità, salute, conoscenza, cultura, lingua, memoria collettiva). Cos'é l'etica? Un bene comune

I beni comuni non sono nè pubblici (nel senso di beni dello Stato), nè privati. Nessuno può possedere i beni comuni, ma tutti li possono usare. Se vengono rispettati e utilizzati, si vive meglio.

Perché beni comuni e etica insieme?

Perché la cura dei primi e l'ossessiva regola personale della seconda sono le chiavi per un salto impressionante nella qualità della nostra vita, in particolare in Italia. E perché in entrambi i "casi" la situazione del nostro Paese è drammatica.