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900 milioni di euro

Questa la cifra prevista dai bandi approvati per azzerare il digital divide e per accelerare lo sviluppo della banda ultralarga per circa il 40 per cento dei cittadni della Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Sicilia. 

Un'azione sinergica, presentata lo scorso 15 febbraio, tra il ministero dello Sviluppo economico e il ministero per la Coesione territoriale, che risponde a due punti centrali dell'agenda digitale europea, recepita dal Governo italiano.

 

I frutti attesi

Il primo dei risultati previsti dall'investimento è la presenza della banda larga per 2,8 milioni di cittadini residenti in ben 3.800 comuni italiani. 

Il secondo obiettivo riguarda la possibilità per quattro milioni di cittadini residenti in 180 comuni del sud Italia di usufruire della banda ultralarga. 

Ma oltre a questo gli interventi daranno spazio per cinque mila posti di lavoro nell'intera filiera delle telecomunicazioni, nell'impiantistica e nell'elettronica. 

Anche il Prodotto interno lordo risentirà dell'influsso benefico: è previsto l'incemento del Pil di circa 1,3 milioni di euro. 

 

Il Piano nazionale banda larga

Le azioni attuabili grazie all'approvazione di questi bandi rappresentano una concreta attuazione che si inserisce nel Piano nazionale banda larga, nato nel 2009 con l'obiettivo di raggiungere gli 8 milioni di cittadini esclusi dal servizio a banda larga poiché residenti nelle aree a fallimento di mercato. 

Più concretamente, finora, ha già portato internet di base a 4 milioni di euro, e si stanno realizzando le infrastrutture per connettere ulteriori 1,2 milioni di cittadini. Con questo ultimo bando la banda larga sarà portata anche ai residui 2,8 milioni di italiani sprovvisti di connettività.

 

Le dichiarazioni dei ministri

«Oggi facciamo un passo in avanti fondamentale per lo sviluppo del Paese, contribuendo ad azzerare il divario digitale e dotando il Mezzogiorno della banda ultralarga» hanno dichiarato il ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca e il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. «Era un impegno importante che abbiamo assunto con il recepimento dell’Agenda digitale europea e che siamo riusciti a mantenere grazie a una forte collaborazione tra Governo e Regioni. Presto ogni cittadino e impresa italiani potranno avere la possibilità di collegarsi ad internet veloce, accedendo a opportunità professionali e personali che erano loro preclusi. Per questo azzerare il digital divide era innanzitutto un dovere morale della politica oltre che un’opportunità di sviluppo».

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Reti e social network

Sembra più semplice iniziare dalla seconda locuzione di questa categoria:

"social network".

Probabilmente solamente alcuni anni fa non avremmo creduto quanto la forma matura del web 2.0 avrebbe modificato la vita personale e professionale; quanto la stessa vocazione alle relazioni pubbliche della comunicazione debba essere ripensata con l’acuirsi dell’importanza della nostra identità social. Insomma, altro che virali. Oseremmo dire genetici.

Reti pluraliste

Accanto alla diffusione dei social network, come paradigma e non solo come mezzo o canale, la moltiplicazione delle manifestazioni della rete, essa stessa paradigma della comunicazione, ben prima dell’avvento dell’attuale panorama. Per questo abbiamo scelto “reti” e non semplicemente “rete”: un plurale che ci consente di allargare lo sguardo a molteplici mondi fino a qualche tempo fa considerati paralleli ma che oggi rendono superata da distinzione tra off e on line.

A mo' di Leopardi

Ce n’è, per OfficineEinstein, da dire, da scrivere, da approfondire, da studiare, senza paura di perdersi, perchè “il naufragar m'è dolce in questo mare”.