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Amazon conia la propria valuta

Nuove nazioni si affacciano sul pianeta, se è vero che uno Stato si caratterizza per l'emettere valuta propria. Mancano, infatti, appena venti giorni dall'esordio di una nuova valuta sulla scena mondiale.

Dall'inizio di maggio Amazon metterà in circolazione i nuovi soldi digitali, battezzati Amazon "Coins", una valuta di proprietà che entrerà in vigore per tutti coloro che possiedono un dispositivo della linea Kindle Fire, il tablet supportato da Android, anche se, al momento, sembra solo negli Stati Uniti.

 

Amazon conia la propria moneta

Il cambio è fissato a un centesimo di dollaro per Coin. Ancora non si conoscono le modalità di acquisto dei nuovi soldi digitali, quel che è certo è che il cambio della valuta non sarà consentito tornando al dollaro o ad altre divise monetarie. Tuttavia all'inizio sarà possibile continuare a pagare i propri acquisti con carta di credito come avviene oggi.


L'iniziativa, già tentata peraltro con esiti fallimentari anche da Facebook (con i Credits) e Microsoft (con i Points), sembra essere un modo per fidelizzare clienti e programmatori di app.

Certo viene da chiedersi, perché mai l'utente debba cambiare i propri euro o dollari in Amazon Coin. Uno dei vantaggi dell'utilizzo sarebbe consentire agli utenti di "accumulare" i coins in vari modi. Quasi come una raccolta punti.

A quanto pare i vantaggi di un successo della nuova moneta sarebbero invece enormi per il gruppo con sede a Seattle.
Oltre al fatto che il nuovo conio permetterà di gestire meglio la psicologia dell’utente, in termini di peso che darà alle transazioni in valuta diversa da quella reale, si verrebbe a creare un economia proprietaria da cui sarebbe difficile uscire e da cui soprattutto non uscirebbero mai più i dollari immessi.

 

Veronica De Santis

 

Fonte

ilsole24ore

developer.amazon.com
digitaltrends.com

economist.com

 

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Ofe4.1-ottimizzarsi

Reti e social network

Sembra più semplice iniziare dalla seconda locuzione di questa categoria:

"social network".

Probabilmente solamente alcuni anni fa non avremmo creduto quanto la forma matura del web 2.0 avrebbe modificato la vita personale e professionale; quanto la stessa vocazione alle relazioni pubbliche della comunicazione debba essere ripensata con l’acuirsi dell’importanza della nostra identità social. Insomma, altro che virali. Oseremmo dire genetici.

Reti pluraliste

Accanto alla diffusione dei social network, come paradigma e non solo come mezzo o canale, la moltiplicazione delle manifestazioni della rete, essa stessa paradigma della comunicazione, ben prima dell’avvento dell’attuale panorama. Per questo abbiamo scelto “reti” e non semplicemente “rete”: un plurale che ci consente di allargare lo sguardo a molteplici mondi fino a qualche tempo fa considerati paralleli ma che oggi rendono superata da distinzione tra off e on line.

A mo' di Leopardi

Ce n’è, per OfficineEinstein, da dire, da scrivere, da approfondire, da studiare, senza paura di perdersi, perchè “il naufragar m'è dolce in questo mare”.