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Self publishing

Per dirla in altri termini: editoria 2.0. 

No, non parliamod i ebook, ma dei cari vecchi libri di carta che possono attraversare vie di produzione innovative non solo nei processi, ma anche nella pratica. 

Il riferimento al web non è casuale, perché non potremmo scrivere questo articolo se non ci fosse la rete che, come ormai è abituata a fare (bontà sua) stravolge le pratiche che conosciamo. 

Parliamo allora di un gioco dove oggi possiamo essere indipendenti: la stampa. 

Parliamo di libri on demand e di Blurb, per fare un buon esempio.

Entriamo nel vivo dell’editoria 2.0.

 

Self publishing

Quando parliamo di self publishing siamo indipendenti nel creare un libro sotto due aspetti: non abbiamo più bisogno dell’editore ma, soprattutto, non abbiamo più bisogno del tipografo. 

Se il primo aspetto è infatti molto importante per gli scrittori emergenti che, fino a ieri, dovevavo trovare l’intermediario editoriale per poter entrare nel mercato, per noi è il secondo aspetto che davvero diventa rivoluzionario. 

 

Stampare è un’attività diffusa dal 1455, ma qui c’è qualcosa in più nel farlo da soli (e cioè senza tipografo): stampiamo un libro alla volta o mille insieme: non c’è differenza.

Per capire l’innovazione basti pensare che per vedere pubblicato un libro o c’è l’editore, oppure devi essere capace a fare i definitivi di stampa (competenza grafica) e poi inviarlo a un tipografo. Questo è il caso di Officine Einstein. 

Se vuoi stampare un basso numero di copie, vai in digitale, se la tiratura è alta (oltre mille copie) conviene la tecnica tipografica.

La logica è semplice: più copie stampi, meno paghi, in proporzione. E’ molto difficile, e quindi costa molto, stampare una sola copia. 

Ma c’è di più. Per ottimizzare i costi di stampa, si progetta normalmente con un numero di pagine che non faccia sprecare carta al tipografo, perché poi la pagherai tu.

Come vedremo, con il self publishig queste logiche si rompono.

 

Book on demand

Altro fenomeno strettamente connesso e che abbiamo anticipato già nel precedente paragrafo è il book on demand

Il book on demand, altrimenti indicato con l’acronimo bod, è un servizio di stampa che prevede la realizzazione di un libro dietro ordinazione anche di una singola copia.

Questo tipo di servizio è utilizzato soprattutto da piccole case editrici per pubblicazioni di nicchia, oppure da autori che realizzano direttamente una pubblicazione senza l’intermediazione di un editore (autopubblicazione o self publishing), rimanendo in tal modo titolari di tutti i diritti di sfruttamento commerciale sulla propria opera e sostenendo solo i costi di impaginazione.

 

Un esempio di print on demand: Blurb

Blurb stampa libri fotografici e prendiamo questo esempio anche per la qualità dei prodotti.

Con Blurb non ci sono le limitazioni che abbiamo visto quando coinvolgiamo un tipografo: scegli uno dei tanti formati disponibili (sono sette!), scrivi, fai il pdf, lo invii compri o fai comprare la prima copia entro quindici giorni e il gioco è fatto. 

 

Naturalmente per chi ha un’attenzione allagrafica che non si conclude in un mero arricchimento estetico, diventando invece elemento narrativo, un ostacolo importante è l’impagnazione professionae e cioè InDesign. 

 

Anche in questo caso Blurb dà una mano non da poco: scarichi il programma Blurb BookSmart e si potrà facilmente creare e inviare al sito il libro. 

 

Dulcis in fundo, Blurb offre una piattaforma di ecommerce da dove comprare il libro. il prezzo è composto da una base dipendente dalle caratteristiche fisiche del libro e definito da Blurb, a cui aggiungere la quota per l’autore. 

Ecco che allora si salta del tutto il ruolo dell’editore: l’autore del libro può infatti decidere e definire la propria presenza sul mercato.

 

27 scelte di vita

Un esempio della flessibilità del sistema è dato dalla pubblicazione della collana di 27 Scelte di vita. Un volume, edito da Officine Einstein, declinato con ben 29 copertine diverse perché personalizzate per i protagonisti della iniziativa di comunicazione che il volume racconta.

Con i tradizionali metodi di stampa questa declinazione per 29 volte sarebbe stata proibitiva, soprattutto per i costi, e quindi impossibile.

 

Implicazioni dell’editoria 2.0

Cosa significa però avere un libro on demand

Ad esempio rivoluzionare il concetto di edizioni. Poiché la prima edizione è sempre presente nella memoria del web, è possibile non creare una seconda edizioni che aggiorni di poco i contenuti della prima, ma scrivere una seconda versione che prenda lo spazio in più rispetto agli aggiornamenti per dare vita a un prodotto diverso. 

Naturalmente questi passi in avanti sono opzionali, ma è sicuramente un dato di fatto che se nell’editoria 1.0 una volta che un’edizione è fuori commercio difficilmente si riesce a recuperarla, nell’editoria 2.0 rimane tutto in memoria, e come è accaduto con l’invenzione della scrittura, questo cambia profondamente le pratiche della conoscenza. 

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Ofe4.1-ottimizzarsi

Reti e social network

Sembra più semplice iniziare dalla seconda locuzione di questa categoria:

"social network".

Probabilmente solamente alcuni anni fa non avremmo creduto quanto la forma matura del web 2.0 avrebbe modificato la vita personale e professionale; quanto la stessa vocazione alle relazioni pubbliche della comunicazione debba essere ripensata con l’acuirsi dell’importanza della nostra identità social. Insomma, altro che virali. Oseremmo dire genetici.

Reti pluraliste

Accanto alla diffusione dei social network, come paradigma e non solo come mezzo o canale, la moltiplicazione delle manifestazioni della rete, essa stessa paradigma della comunicazione, ben prima dell’avvento dell’attuale panorama. Per questo abbiamo scelto “reti” e non semplicemente “rete”: un plurale che ci consente di allargare lo sguardo a molteplici mondi fino a qualche tempo fa considerati paralleli ma che oggi rendono superata da distinzione tra off e on line.

A mo' di Leopardi

Ce n’è, per OfficineEinstein, da dire, da scrivere, da approfondire, da studiare, senza paura di perdersi, perchè “il naufragar m'è dolce in questo mare”.