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A tutto LinkedIn

In Italia sono, anzi siamo, quattro milioni. Nel mondo 225 milioni. Divide il mondo in oltre 400 “regioni economiche” organizzandolo su, circa, 150 comparti economici.

Secondo uno studio del 2012 di HubSpot, compiuto su più di cinquemila aziende nel settore B2B (business to business) e B2C (business to customer), è il social network che risulta il 277 per cento, cioé quasi tre volte più efficace dei classici Facebook e Twitter nell’acquisire clienti.

Stiamo parlando di LinkedIn il più grande social network professionale esistente oggi al mondo.

 

Ci siamo iscritti a Linkedin... bene, ora dobbiamo incominciare a pedalare. Come per tutti i social network, iscriversi non serve a niente se poi non ci si dedica tempo, attenzione e tecnica.

 

Possiamo esserci iscritti solo per seguire l'attività professionale di amici o conoscenti; o solo per partecipare a delle discussioni, anche se virtuali; o per aggiornare le nostre competenze; oppure, ed è la maggior parte dei casi, per tutti questi motivi e per crearci una rete di competenti con cui confrontarci per sviluppare la nostra attività e aumentare i nostri clienti o le nostre opportunità di carriera (se non siamo professionisti "liberi" ma ancora schiavi moderni inquadrati da un contratto di "dipendenza", dal verbo dipendere, e per aggiunta, "sub ordinato", cioé che deve "eseguire" quanto gli viene "ordinato").

Quale che sia il motivo dopo esserci iscritti dobbiamo "posizionarci": far sapere a chi ci interessa che ci siamo, chi siamo e cosa sappiamo fare.

 

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Il decalogo per... bucare il video

Come possiamo utilizzare al meglio il nostro ingresso in LinkedIn per trovare nuovi clienti e per sviluppare la nostra attività, competenza e curiosità professionale?

 

Vediamo di seguito alcuni suggerimenti (da manualetto americano) da tenere presenti per trovare nuovi clienti e sviluppare le proprie attività e curiosità professionali attraverso Linkedin.


1.
Creare una headline accattivante

La prima cosa che gli altri Linkediani vedono è l’headline, un riquadro con il tuo nome, la foto ed il titolo. Se è vero, come, spesso è vero che “la prima impressione è quella che conta” è buona cosa dotarsi di una headline  accattivante con un titolo che crei interesse agli occhi dei pubblici ai quali ci si rivolge. Per elaborare una qualifica efficace occorre andare oltre il proprio ruolo e concentrarsi sui vantaggi che gli altri, i clienti, appunto, o i professionisti che vorremmo attirare nella nostra rete, possono ottenere affidandosi alle tue competenze e ai tuoi "servizi".


2.
Ordinare il profilo in base ai pubblici selezionati

Scrivi nella sezione “riepilogo” un’introduzione efficace che riassuma le competenze e capacità e, se si ha una società,  i vantaggi dei stuoi servizi e le caratteristiche del suo brand.
Nella parte successiva è opportuno focalizzare l’attenzione sugli aspetti (competenze, esperienze, capacità etc) che possono creare valore aggiunto all’attività per la quale ti stai proponendo.
Aggiungi al tuo profilo anche delle informazioni personali: ti rendono più “dinamico” e meno formale; oltre a raccontare molto di come si è


3.
Creare collegamenti e ricercare contatti in modo puntuale

Per prima cosa fai sapere di esserci, quindi ricerca colleghi, amici, compagni di Università, clienti. Successivamente aggiungi contatti mirati, cioé su quei pubblici che, a seconda dell'interesse specifico per cui sei entrato in LinkedIn interesse, pensi possano soddisfarlo maggiormente.

 

4.
Stilare una strategia comunicativa

Qualsiasi social media necessita di una strategia comunicativa. Occorre chiarirsi il motivo per cui ci si è iscritti a Linkedin, più sopra ne abbiamo indicati alcuni, e, conseguentemente, scegliere le azioni da fare. Ad esempio:

  • ricercare i propri pubblici e interlocutori,
  • aggiungere collegamenti,
  • inserire un aggiornamento,entrare in un gruppo,
  • leggere e commentare i post nei gruppi,

azioni che diovrebbero essere guidate e corenti con la strategie disegnate e adottata.

 

5.
Creare un'arena di influenzamento

Questa fase è più strategica della strategia. E' quella in cui si scelgono tra i 4milioni di italiani o i 255 milioni di iscritti del mondo color che ci indicheranno il futuro, i decision maker. In questa fase è cosa buona e giusta evitare di inoltrare messaggi standard di invito; meglio personalizzarli per cercare un contatto più caldo.  Sfrutta anche le introduzioni: generano interesse e propensione ad un riscontro positivo.

 
6.
Scrivere suggerimenti in modo da ottenerli

Su Linkedin è possibile “suggerire” le persone con le quali hai lavorato o collaborato: una sorta di recensione di colleghi, partner, fornitori etc.

Questo è molto nord americano, una cultura dove la "raccomandazione" è una responsabilità che chi raccomanda si assume verso chi riceve la raccomandazione. Quindi un suggerimento non è cosa banale, sopratutto se lo fate sulla rete internazionale, perché chi lo scrive si assume la responsabilità verso chi lo legge che i comportamenti futuri del "suggerito" saranno coerenti con il suggerimento. Se così non fosse la colpa ricadrà sul suggeritore e non sul suggerito.

Secondo Linkedin per ottenere un suggerimento, il metodo migliore è scrivere quello degli altri; scrivi  suggerimenti positivi e se dopo qualche giorno non ricevi riscontro, richiedi con l’apposita funzione di essere “suggerito”. Tieni presente che la cultura italiana influenza molto questa metodologia, deformandola.


7.
Iscriversi ai gruppi ed interagire

E’ consigliabile essere iscritti a due tipi di gruppo:

  • i primi sulla propria attività (per rimanere aggiornato sulle ultime novità del settore nel quale lavori e sull'evoluzione della concorrenza)
  • i secondi sul mercato al quale si mira per espandere la propria attività (per ricercare i contatti con i decision maker).

Nei gruppi è importante essere attivi, senza però sfociare nello spam: inizia discussioni, commenta, consiglia, chiedi e mettiti in evidenza. Meglio far parte di pochi gruppi, dedicargli tempo ed essere presenti.


8.
Inserire aggiornamenti nel profilo

Oltre agli aggiornamenti che compariranno in automatico nel proprio profilo (ad esempio una discussione aperta in un gruppo o un aggiornamento che hai consigliato), è cosa buona e giusta inserire manualmente e periodicamente aggiornamenti: articoli, news, citazioni, studi; per fare ciò è consigliabile seguire (ad esempio con google reader) siti e blog  dedicati al “mondo” ed al settore inerente alla tua attività. Sarai più interessante e professionale agli occhi del rete di consulenti e competenti che ti sei costruito e con la quale sei connesso.

 

9.
Organizzati con periodicità

In tutti i social network la discontinuità viene penalizzata, LinkedIn non è da meno, anzi la tua precisione e puntualità viene valutata come una capacità professionale.

Valuta il tempo che puoi dedicare a LinkedIn e distribuiscilo, con regolarità, nel tempo. Ad esempio nel week end; o, meglio, venti minuti tutte le mattine o le sere; o una sera alla settimana (il mercoledì, ad esempio). Insomma cerca di essere presente con regolarità, meglio poco tempo spesso che viceversa. L'importante è essere attivi, proattivi e costanti; dedicagli un momento prestabilito della settimana, in base al tuo tempo.

 

10.

Beh, il decimo consiglio, per ora, non mi viene ma come faccio a promettere un decalogo di nove punti. Quindi predispongo il decimo punto vuoto, sapendo che, nelle prossime settimane, mi verrà sicuramente in mente la cosa più importante di tutte e che mi sono dimenticato in questo novecalogo.

 

Fonti

Bodhi Marketing

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Ofe4.1-ottimizzarsi

Reti e social network

Sembra più semplice iniziare dalla seconda locuzione di questa categoria:

"social network".

Probabilmente solamente alcuni anni fa non avremmo creduto quanto la forma matura del web 2.0 avrebbe modificato la vita personale e professionale; quanto la stessa vocazione alle relazioni pubbliche della comunicazione debba essere ripensata con l’acuirsi dell’importanza della nostra identità social. Insomma, altro che virali. Oseremmo dire genetici.

Reti pluraliste

Accanto alla diffusione dei social network, come paradigma e non solo come mezzo o canale, la moltiplicazione delle manifestazioni della rete, essa stessa paradigma della comunicazione, ben prima dell’avvento dell’attuale panorama. Per questo abbiamo scelto “reti” e non semplicemente “rete”: un plurale che ci consente di allargare lo sguardo a molteplici mondi fino a qualche tempo fa considerati paralleli ma che oggi rendono superata da distinzione tra off e on line.

A mo' di Leopardi

Ce n’è, per OfficineEinstein, da dire, da scrivere, da approfondire, da studiare, senza paura di perdersi, perchè “il naufragar m'è dolce in questo mare”.