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E la scatoletta di tonno

Forse sarà perchè è il primo giugno e io sono vestita come se fosse il primo gennaio. Forse è colpa della pioggia, ma quando ho ascoltato questa intervista a Evgeny Morozov, ho pensato che fosse un buon bagno nella realtà (anzi facciamo doccia), con uno sguardo a quello che sta accadendo a casa nostra.

Proprio ieri, il Corriere ha pubblicato questo breve intervento di Evgeny Morozov che presenta il suo nuovo libro sulla rete: "To Save Everything, Click Here".
Per una recensione approfondita del testo, non ancora uscito in Italia, rimandiamo a questo articolo apparso su Wired.

 

Morozov parla al Corriere

 

Tre sono gli aspetti interessanti dell'intervento del "critico di Internet": 

  • l'ideologia dela trasparenza;
  • il soluzionismo;
  • la "falsa" assenza di intermediari

 

Ci sono molti modi di parlare di Internet e, da un punto di vista culturale, oggi prevale quello "tecnocratico": il centro è la tecnologia che diventa messaggio. 

Morozov, a questo rpoposito, parla della trasparenza e dell'apertura dei dati che, nati come possibilità  e canale per dare ai cittadini il potere del controllo sul'attività delle istituzioni, sono oggi fini a se stessi. Non ci si chiede se i dati pubblicati servano a qualcosa o siano di buona qualità, basta renderli disponibili e tutte le attenzioni si concentrano sulla creazione di database agili e flessibili, in una impostazione che vede nella soluzione tecnologica il suo scopo. 

 

E proprio il soluzionismo, la tendenza cioè a risolvere qualsiasi cosa senza chiedersi il perchè quel problema sia nato, il secondo obiettivo delle critiche. Si vede bene in politica. 

C'è la crisi dei partiti? Niente paura, ora siamo tutti in rete e non abbiamo più bisogno di loro (aspetta dove l'ho sentita questa?). 

 

Altro punto di attacco di Morozov è la l'idea che non ci siano più intermediari. Google e Facebook tendono a minimizzare il loro ruolo di mediatori delle relazioni tra e con il pubblico. "I nostri algoritmi sono obiettivi", afferma Google. 

"Ne siamo proprio sicuri?" replica Morozov e suggerisce di pensare a un sistema di revisione di quegli stessi algoritmi che assicuri e provi la loro oggettività, come fanno le aziende per i loro dati contabili. 

 

Magari è davvero colpa della pioggia, ma il collegamento tra la revisione contabile e la gestione delle informazioni mi fa tornare in mente una definzione di conoscenza come ricchezza, più vicina all'accezione dell'euro che non a quella di "patrimonio culturale" che, di questi tempi, mi fa molto piacere. 

Ma sì, forse è colpa della pioggia. 

 

Post scriptum delle ore 17 e 36. Almeno da queste parti è uscito il sole, e per dargli il benvenuto aggiungiamo un piccolo tassello alla segnalazione di stamattiva, con questo articolo sempre del Corriere:  La tecnologia non risolve tutto. Costruiamo un’etica digitale

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Ofe4.1-ottimizzarsi

Reti e social network

Sembra più semplice iniziare dalla seconda locuzione di questa categoria:

"social network".

Probabilmente solamente alcuni anni fa non avremmo creduto quanto la forma matura del web 2.0 avrebbe modificato la vita personale e professionale; quanto la stessa vocazione alle relazioni pubbliche della comunicazione debba essere ripensata con l’acuirsi dell’importanza della nostra identità social. Insomma, altro che virali. Oseremmo dire genetici.

Reti pluraliste

Accanto alla diffusione dei social network, come paradigma e non solo come mezzo o canale, la moltiplicazione delle manifestazioni della rete, essa stessa paradigma della comunicazione, ben prima dell’avvento dell’attuale panorama. Per questo abbiamo scelto “reti” e non semplicemente “rete”: un plurale che ci consente di allargare lo sguardo a molteplici mondi fino a qualche tempo fa considerati paralleli ma che oggi rendono superata da distinzione tra off e on line.

A mo' di Leopardi

Ce n’è, per OfficineEinstein, da dire, da scrivere, da approfondire, da studiare, senza paura di perdersi, perchè “il naufragar m'è dolce in questo mare”.