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Cosa non si fa per la pubblicità

Notizia, anzi notizie di stamattina: novità sul fronte sociale con Facebook e Twitter che aggiungono due funzionalità diverse ma, in fondo, neanche tanto. 

 

Iniziamo dal mondo di Mark Zuckerberg che, come ci informa il Corriere, avrà un nuovo e insieme già conosciuto segno di "oganizzazione" dei contenuti: l'hashtag

Proprio come Twitter, anche Facebook prevederà la possibilità di inserire degli cancelletti  alle parole per convogliare e creare le discussioni intorno al tema. 

 

Una scelta che ha lo scopo di portare in primo piano le conversazioni tra gli utenti e che sembra essere una risposta alla possibile alle necessità degli inserzionisti di avere organizzazione intorno a un qualsiasi tema. Del resto Facebook, un social più chiuso dal cugino Twitter da cui ha "rubato" l'idea, non vuole perdere il treno dei ricavi che derivano proprio dall'entrata della pubblicità. 

Sarà allora interessante vedere come un elemento fondamentale come il "#" per Twitter (un social aperto) potrà essere riutilizzato per un ambiente indubbiamente più chiuso come quello di Facebook, perchè, azzardiamo un'ipotesi, è proprio questa caratteristica che rende più lontano questo social dal mondo degli inserzionisti.

 

A sua volta anche per Twitter dobbiamo rilevare una novità: la possibilità di avere delle statistiche sulla propria attività in 140 caratteri. 

Stavolta la notizia arriva da Pandemia che ci guida nella nuova funzionalità per conteggiare le menzioni, i retweet, i nuovi followers e chi ha lasciato il profilo. 

Ancora, le statistiche si dedicano ai followers che sono anche clusterizzati secondo interessi, età, localizzazione e sesso.

Altro dato interessante gli interessi: di cosa dovresti parlare?

 

Insomma, questi social network non stanno mai fermi e hanno capito un vecchio adagio che ripeteva sempre mia nonna:

«la pubblicità è l'anima del commercio».

Anche nel web 2.0, 3.0, 4.0 e via.

 

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Ofe4.1-ottimizzarsi

Reti e social network

Sembra più semplice iniziare dalla seconda locuzione di questa categoria:

"social network".

Probabilmente solamente alcuni anni fa non avremmo creduto quanto la forma matura del web 2.0 avrebbe modificato la vita personale e professionale; quanto la stessa vocazione alle relazioni pubbliche della comunicazione debba essere ripensata con l’acuirsi dell’importanza della nostra identità social. Insomma, altro che virali. Oseremmo dire genetici.

Reti pluraliste

Accanto alla diffusione dei social network, come paradigma e non solo come mezzo o canale, la moltiplicazione delle manifestazioni della rete, essa stessa paradigma della comunicazione, ben prima dell’avvento dell’attuale panorama. Per questo abbiamo scelto “reti” e non semplicemente “rete”: un plurale che ci consente di allargare lo sguardo a molteplici mondi fino a qualche tempo fa considerati paralleli ma che oggi rendono superata da distinzione tra off e on line.

A mo' di Leopardi

Ce n’è, per OfficineEinstein, da dire, da scrivere, da approfondire, da studiare, senza paura di perdersi, perchè “il naufragar m'è dolce in questo mare”.