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Scriviamo per il web

Questo punto non è solamente un fatto, ma modifica sostanzialmente le pratiche di scrittura e lo stile.

Le due letture: parallele e convergenti

Dobbiamo, infatti, considerare che, come redattori, quanto sia necessario curare due letture parallele e contemporaneamente convergenti del testo: la prima che possiamo chiamare “umana”, quella più vicina alla pratica di scrittura per la carta stampata.

La seconda “ingegneristica” che, al contrario, richiama le tecniche vicine al mondo dell’ottimizzazione seo.

Queste due letture sono parallele perché in alcuni punti non si incontrano: ad esempio è quello che accade con l’inserimento dei metatag.

Allo stesso tempo sono convergenti, perché si influenzano a vicenda, determinando l’una sull’altra modifiche rispetto alla redazione esclusivamente pensata per l’uomo.

Qui non si tratta più solamente di pensare che scriviamo per una lettura per lo schermo (che a volte sarebbe già sufficiente per aderire meglio alla scrittura per il web), ma è necessario fare un passo in avanti. 

Quello che non si vede

Quando abbiamo parlato di redazione finalizzata all'ottimizzazione seo dei contenuti, abbiamo incontrato molti elementi che non si mostrano immediatamente agli occhi del nostro ospite "umano", pur essendoci: l'alias, i diversi title, le meta descrizioni, gli alternative text delle immagini, la costruzione del testo sulla base delle parole chiave, il peso dei marcatori testuali (come il bold e il corsivo). 

Tutti questi elementi tuttavia modificano sostanzialmente anche la redazione che possiamo immaginare essere pensata per le persone che ci leggono perché spostano gli equilibri. Quello che non si vede influenza, come se fosse un tono nella conversazione o un'atmosfera.

Da un lato infatti abbiamo la necessità di declinare gli stessi concetti in più espressioni, dall'altro al redattore è richiesta la capacità di scrivere per una lettura che si svolge in contemporaneità su più livelli. 

Non solo una sequenza, allora, cose se fosse un libro, ma parallelismi. 

Dalla scaletta alla rete

Ecco che il modello della "scaletta" che abbiamo incontrato durante le scuole elementari, è sostituito da una costruzione a rete del testo, che si genera fuori dalla stesura finale e che entra in relazione con gli aspetti più tecnici del supporto che stiamo utilizzando. 

Per. E non nel o sul.

Ritorniamo all'inizio dell'articolo. Come redattori scriviamo per il web e non solamente sul o nel. 

Non so come andrà a finire anche se, personalmente, credo che le due letture alla fine convergeranno fino a identificarsi l'una sull'altra (e questo perché Google si sta velocemente avvicinando all'uomo).

E' tuttavia indubbio che le cose si complicano e il modello della rete governa sempre in maggiore misura anche la sequenzialità del testo. 

 

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Ofe4.1-ottimizzarsi

Reti e social network

Sembra più semplice iniziare dalla seconda locuzione di questa categoria:

"social network".

Probabilmente solamente alcuni anni fa non avremmo creduto quanto la forma matura del web 2.0 avrebbe modificato la vita personale e professionale; quanto la stessa vocazione alle relazioni pubbliche della comunicazione debba essere ripensata con l’acuirsi dell’importanza della nostra identità social. Insomma, altro che virali. Oseremmo dire genetici.

Reti pluraliste

Accanto alla diffusione dei social network, come paradigma e non solo come mezzo o canale, la moltiplicazione delle manifestazioni della rete, essa stessa paradigma della comunicazione, ben prima dell’avvento dell’attuale panorama. Per questo abbiamo scelto “reti” e non semplicemente “rete”: un plurale che ci consente di allargare lo sguardo a molteplici mondi fino a qualche tempo fa considerati paralleli ma che oggi rendono superata da distinzione tra off e on line.

A mo' di Leopardi

Ce n’è, per OfficineEinstein, da dire, da scrivere, da approfondire, da studiare, senza paura di perdersi, perchè “il naufragar m'è dolce in questo mare”.