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E zio Bill disse: “Content is the king”

Una delle definizioni più superficiali di cosa sia il content marketing è spiazzante: "Produrre contenuti di qualità". Come se al mondo ci fosse qualcuno che dica il contrario. 

 

Eppure il mondo digitale porta numeri impressionanti su come si sta trasformando il mondo della comunicazione aziendale e non solo grazie all'avvento di questa "pratica" di comunicazione: 

  • 118,4 miliardi di dollari spesi nel 2013;
  • l'86 per cento degli operatori nel mercato b2c (business to clients) hanno scelto questa strada;
  • il 78 per cento dei clienti si fidano di più di chi produce buoni contenuti;

e via dicendo. 

 

Allora ci dobbiamo, per dovere e per passione, fermare un attimo a capire il mondo che si svela dietro questa nuova forma del marketing e cercare di capirci meglio. 

Prima di tutto, quando si parla di content marketing non ci si ferma solo ai testi. 

Foto, video, audio, webinar, eventi, avvisi di comunicazione interna, segnaletica aziendale... Tutto è contenuto e siccome "content is the king" (se fate un viaggetto per Google scoprirete che questa famosa definizione di Bill Gates è un po' il mantra di questa disciplina), in ogni sua forma la qualità diventa l'elemento distintivo. 

 

Ma perchè una cosa così scontata, lo ripeto qui si parla di qualità dei contenuti, è responsabile addirittura di aver affossato l'advertising tradizionale? 

Dobbiamo, per rispondere, entrare nella definizione di qualità

Quando un contenuto è ben fatto? 

Vai con l'elenco.

Il contenuto deve: 

  • essere pensato per il proprio pubblico;
  • rispondente alle esigenze di chi viene a farci visita;
  • raccontare una storia;
  • spingere a prendere una decisione;
  • invogliare a fare un'azione;
  • alimentare la vera identità del brand

 

Quello che appare evidente è che nel content marketing al centro non si pone in prima battuta il prodotto, ma il pubblico. Si sposta il punto di vista e, come vedremo parlando di strategia, il segreto è nell'ascolto e nella risposta quanto più personalizzata possibile. 

Se infatti dietro alla strategia si pongono questi tre obiettivi: 

  • aumentare il bacino di potenziali clienti;
  • far crescere il business;
  • fidelizzare

questo avviene secondo una dinamica di corteggiamento dei nostri interlocutori e non secondo la presentazione unidirezionali di quanto siamo belli e bravi. 

Un gioco emozionale, dove il brand mostra i suoi sentimenti e la sua empatia. Un gioco dove siamo tutti un po' più umani. 

 

131011 Infographic content marketing 

 

Fonti

What is Content Marketing? 11 Definitions

su socialmediatoday.com

[Infographic] The State of Content Marketing 2013

su blog.wishpond.com

L’importanza della content strategy per i profili social

su www.webinfermento.it

 

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Reti e social network

Sembra più semplice iniziare dalla seconda locuzione di questa categoria:

"social network".

Probabilmente solamente alcuni anni fa non avremmo creduto quanto la forma matura del web 2.0 avrebbe modificato la vita personale e professionale; quanto la stessa vocazione alle relazioni pubbliche della comunicazione debba essere ripensata con l’acuirsi dell’importanza della nostra identità social. Insomma, altro che virali. Oseremmo dire genetici.

Reti pluraliste

Accanto alla diffusione dei social network, come paradigma e non solo come mezzo o canale, la moltiplicazione delle manifestazioni della rete, essa stessa paradigma della comunicazione, ben prima dell’avvento dell’attuale panorama. Per questo abbiamo scelto “reti” e non semplicemente “rete”: un plurale che ci consente di allargare lo sguardo a molteplici mondi fino a qualche tempo fa considerati paralleli ma che oggi rendono superata da distinzione tra off e on line.

A mo' di Leopardi

Ce n’è, per OfficineEinstein, da dire, da scrivere, da approfondire, da studiare, senza paura di perdersi, perchè “il naufragar m'è dolce in questo mare”.