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Comunicare «come i pellerossa»

La definizione "digital divide" racchiude in sé complesse problematiche che coinvolgono tutti gli aspetti della vita di una comunità: economici, culturali, sociali.
Digital divide è il termine tecnico utilizzato in riferimento alle disuguaglianze nell’accesso e nell’utilizzo delle tecnologie della società dell’informazione e della comunicazione (Information and communication technology).
Divario, disparità, disuguaglianza digitale significano in sostanza la difficoltà di alcune categorie sociali, o di interi Paesi, di usufruire di tecnologie che utilizzano una codifica dei dati di tipo digitale rispetto ad un altro tipo di codifica precedente, quella analogica.


Il digital divide, è il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell'informazione (in particolare personal computer e internet) e chi ne è escluso, in modo parziale o totale. I motivi di esclusione comprendono diverse variabili: condizioni economiche, livello d'istruzione, qualità delle infrastrutture, differenze di età o di sesso, appartenenza a diversi gruppi etnici, provenienza geografica.

 

mappa mondiale del digitalal-divide

 

Nel terzo millennio, in uno Paese come l'Italia, che figura tra gli industrializzati del pianeta, la situazione ha del paradossale: a Nughedu Santa Vittoria, piccolo paesino circondato dai boschi, al centro della Sardegna, si può comunicare solo da rete fissa.


E allora?

Allora, il sindaco Francesco Mura, armato di una coperta di lana, lancia il suo messaggio nell'etere, non da una tastiera o da uno smartphone, ma con segnali di fumo.

 

La singolare azione del primo cittadino ha così immediatamente e finalmente attirato l'attenzione dei media, anche internazionali.


Dopo appelli caduti nel vuoto, il giovane sindaco che ha una bella faccia simpatica, ai giornalisti incuriositi ed attratti dallo spirito d'iniziativa e la geniale trovata, spiega in poche parole, cosa significa il digital divide:


«Senza internet e senza segnale per i cellulari siamo condannati a morte, nessun imprenditore aprirebbe una qualsiasi attività senza poter contare su internet e nessun giovane resterà qui se non può neanche connettersi al sito della sua Università o inviare un curriculum per cercare lavoro».

 

«Il digital divide sta bloccando ogni tipo di sviluppo a Nughedu Santa Vittoria, perché anche l'imprenditore più vecchio stile non aprirebbe mai un’attività commerciale se non può usufruire delle connessioni internet; i giovani stanno progressivamente spopolando il paese perché non possono accedere ai siti delle università cui sono iscritti» e prosegue: «L’assenza di linee adsl, internet e cellulari pesa molto anche sul mercato interno del piccolo paese, impedendo ai commercianti il possesso dei Pos per bankomat e carte di credito».

 

L'esclusione delle aree interne

La presa d'atto delle imperfezioni del libero mercato tradottasi nella singolare protesta del sindaco di Nughedu contro le compagnie telefoniche che tendono ad escludere le zone più rurali e montagnose del Bel Paese, ha comunque riportato l'attenzione sul problema del digital divide anche in Italia.


Secondo l'ultimo rapporto sulle comunicazioni diffuso dall'Agcom, il problema dell'assenza di linee Internet mobili e fisse interessa il 4 percento della popolazione italiana, ovvero circa 2,4 milioni di persone.

Le zone più penalizzate da questa assenza sono concentrate soprattutto al sud come la Basilicata, il Molise e la Calabria, ed, ovviamente, nelle arre interne soggette a spopolamento.

Il Decreto Crescita 2.0 ha fissato come il 31 dicembre 2013 l'ultima data per la diffusione della connessione di base a banda larga (2Mb).

 

Bisognava ricorrere ad una delle forme più vecchie di trasmissione dei messaggi a distanza, i segnali di fumo, per ricordare a tutti che siamo, ancora una volta, in ritardo perché ciò avvenga!

 

Fonti

la Stampa
il Corriere della sera

 

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Ofe4.1-ottimizzarsi

Reti e social network

Sembra più semplice iniziare dalla seconda locuzione di questa categoria:

"social network".

Probabilmente solamente alcuni anni fa non avremmo creduto quanto la forma matura del web 2.0 avrebbe modificato la vita personale e professionale; quanto la stessa vocazione alle relazioni pubbliche della comunicazione debba essere ripensata con l’acuirsi dell’importanza della nostra identità social. Insomma, altro che virali. Oseremmo dire genetici.

Reti pluraliste

Accanto alla diffusione dei social network, come paradigma e non solo come mezzo o canale, la moltiplicazione delle manifestazioni della rete, essa stessa paradigma della comunicazione, ben prima dell’avvento dell’attuale panorama. Per questo abbiamo scelto “reti” e non semplicemente “rete”: un plurale che ci consente di allargare lo sguardo a molteplici mondi fino a qualche tempo fa considerati paralleli ma che oggi rendono superata da distinzione tra off e on line.

A mo' di Leopardi

Ce n’è, per OfficineEinstein, da dire, da scrivere, da approfondire, da studiare, senza paura di perdersi, perchè “il naufragar m'è dolce in questo mare”.