testata

Il social del vicino...

Questa è una di quelle storie che per Officine Einstein potrebbe andare quasi in tutte le nostre voci di menu, laddove infatti il social network è solo un mezzo.
Eppure abbiamo scelto di metterlo qui, proprio perché ci interessa il ruolo che le piazze digitali stanno svolgendo nella vita reale.
Lo scrive su twitter padre Antonio Spadaro e noi sottoscriviamo.

 

Un tweet di Padre Antonio Spadaro

 

La storia è quella di via Fondazza, Bologna, e di un suo residente Federico il 5 settembre scorso ha aperto in Facebook il gruppo chiuso “Residenti in via Fondazza” al quale, in due mesi, si sono iscritte oltre trecento persone.

 


Free Joomla Extensions

 

L'idea, promossa da semplici locandine A4 stampate e affisse lungo i portici bolognesi, ha avuto un grande successo e ora sta dilagando anche in altre città e nasce da una semplice e molto diffusa consapevolezza: non conoscere i propri vicini di casa.


Quando ero piccola mi colpiva sempre il fatto che, al paese natio dei miei genitori, la porta era sempre aperta. Con la chiave sulla toppa esterna, per di più. Poi tornavamo a Roma e tutto si chiudeva alle nostre spalle, nel privato dell'appartamento. Forse è anche questa sensazione di famiglia allargata che ormai si è persa ma che dava un sostegno ai singoli che l'iniziativa ha voluto riscoprire sotto un nome nuovo e uno spazio altrettanto nuovo (almeno per il suo utilizzo).


L'obiettivo del gruppo è elementare. Come ci dice il suo stesso fondatore: 

«Facebook, dal virtuale al reale: così in via Fondazza ci si dà una mano tra vicini di casa. Faccio un esempio, in via Fondazza vivono tanti studenti che si sono appena trasferiti qua e non conoscono la zona o persone con le quali interagire, hanno necessità tipo sapere dov’è una lavanderia a gettoni economica, un’estetista che faccia prezzi accessibili… Tutte necessità che vengono postate nel gruppo ed il gruppo (non io) trova le soluzioni dove possibile».

 

Fonti

Via Fondazza social street quando i vicini non sono più estranei

da bologna.repubblica.it

Facebook, dal virtuale al reale: così in via Fondazza ci si dà una mano tra vicini di casa

da www.bolognatoday.it

V come vicino

da www.lastampa.it

 

Curiosità

Il cortile di via Fondazza in un quadro di Giorgio Morandi.

131118 Morandi cortile viaFondazza

Nel 1933 Giorgio Morandi e la sua famiglia si trasferiscono al numero 36 di via Fondazza. Morandi sceglie per sé la stanza sul cortile, la più appartata e quella in cui la luce entra da sinistra attraverso la finestra che si apre sul giardinetto con l'aiuola e l'ulivo e sui tetti toccati dall'aria dei colli, vista che conosciamo da numerosi suoi quadri.

Share

Ofe4.1-ottimizzarsi

Reti e social network

Sembra più semplice iniziare dalla seconda locuzione di questa categoria:

"social network".

Probabilmente solamente alcuni anni fa non avremmo creduto quanto la forma matura del web 2.0 avrebbe modificato la vita personale e professionale; quanto la stessa vocazione alle relazioni pubbliche della comunicazione debba essere ripensata con l’acuirsi dell’importanza della nostra identità social. Insomma, altro che virali. Oseremmo dire genetici.

Reti pluraliste

Accanto alla diffusione dei social network, come paradigma e non solo come mezzo o canale, la moltiplicazione delle manifestazioni della rete, essa stessa paradigma della comunicazione, ben prima dell’avvento dell’attuale panorama. Per questo abbiamo scelto “reti” e non semplicemente “rete”: un plurale che ci consente di allargare lo sguardo a molteplici mondi fino a qualche tempo fa considerati paralleli ma che oggi rendono superata da distinzione tra off e on line.

A mo' di Leopardi

Ce n’è, per OfficineEinstein, da dire, da scrivere, da approfondire, da studiare, senza paura di perdersi, perchè “il naufragar m'è dolce in questo mare”.