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36 regole dal nuovo Wired

Giorni intensi nel mondo della Rete italiana, anche grazie alla pubblicazione della nuova versione di Wired.it che è uno di più importanti punti di riferimento per capire cosa accade al di là del mondo offline

Accompagnata al rilascio della nuova versione, Federico Ferrazza, vicedirettore di Wired Italia, ha compilato 36 regole sui siti di informazione che vogliamo riprendere e commentare con brevi notazioni, nel nostro piccolo, perché sintomi di cambiamenti importanti. 

1.

Il mondo dell'informazione e quello dell'intrattenimento si stanno mescolando e non è il caso di farsi prendere dal panico, anzi è bene coglierne il meglio e pubblicare le gallery dei micini senza troppi scrupoli. 

2. 

Il lavoro delle redazioni online è misurabile, così come è necessaria autonomia d'azione a chi lavora perché le classiche "gerarchie" fanno da collo di bottiglia. 

3. 

Molte aziende comunicano e informano. Meglio dei giornali. 

4. 

Il mondo cartaceo dovrebbe imparare da quello online

5. 

La tecnologia ha un peso determinante. Per questo sarebbe bene che ci fosse uno sviluppatore in ogni redazione, magari anche cercando di capire cosa dice.

6.

Il tono schietto e anche un po' ruvido funziona su Internet. Così come i punti elenco.

 

Sebbene queste regole nascano all'interno del mondo dei siti di informazione (andate a dire a un cliente che si occupa di cessione del quinto che deve pubblicare le gallery dei micini) quello che è da tenere in mente, anzi in tasca e da tirare fuori alla prossima riunione, è un cambiamento che piano piano si sta spogliando del pregiudizio del tipico:

«Si vabbè, ma voi siete gggiovani, il mondo degli adulti (quello serio) è un'altra cosa».

 

Già, è davvero un'altra cosa. 

 

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Ofe4.1-ottimizzarsi

Reti e social network

Sembra più semplice iniziare dalla seconda locuzione di questa categoria:

"social network".

Probabilmente solamente alcuni anni fa non avremmo creduto quanto la forma matura del web 2.0 avrebbe modificato la vita personale e professionale; quanto la stessa vocazione alle relazioni pubbliche della comunicazione debba essere ripensata con l’acuirsi dell’importanza della nostra identità social. Insomma, altro che virali. Oseremmo dire genetici.

Reti pluraliste

Accanto alla diffusione dei social network, come paradigma e non solo come mezzo o canale, la moltiplicazione delle manifestazioni della rete, essa stessa paradigma della comunicazione, ben prima dell’avvento dell’attuale panorama. Per questo abbiamo scelto “reti” e non semplicemente “rete”: un plurale che ci consente di allargare lo sguardo a molteplici mondi fino a qualche tempo fa considerati paralleli ma che oggi rendono superata da distinzione tra off e on line.

A mo' di Leopardi

Ce n’è, per OfficineEinstein, da dire, da scrivere, da approfondire, da studiare, senza paura di perdersi, perchè “il naufragar m'è dolce in questo mare”.