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Quando una parola fa la differenza

Da qualche ora Facebook ha deciso di sostituire il comando "condividi" dei post. Fin qui nulla di tanto strano...se non fosse che gli utenti si sono ritrovati  visualizzati comandi differenti l'uno dall'altro: c'è chi ha "fai circolare", chi ha "divulga" chi ha "diffondi" e infine chi visualizza "pubblicalo tu".
Una sola cosa accomuna i diversi comandi visualizzati: agli utenti non piacciono. 
Iniziano a girare i primi commenti a dir poco negative sulla decisione di sostituire il vecchio "condividi": 

 

«Da quando "condividi" è diventato "divulga" mi sento un pò meno bene. Divulgare mi fa pensare a propaganda, controllo, morte.»

 

«Capirei piuttosto la possibilità di scelta del termine che si preferisce. Capisco meno questa decisione arbitraria per cui alcuni hanno "fai circolare", altri "divulga", altri ancora "diffondi" o "ripubblica" o ancora "pubblica tu". Perché non posso scegliere?»

«Orribile la scelta di sostituire CONDIVIDI con DIFFONDI! Forse questa variazione ha senso per le "pagine", ma per i profili personali è svilente... Almeno per chi, come me e tutti i miei amici, amano condividere appunto, senza nessun intento divulgativo. Diffondi, mi fa pensare subito ad un virus letale... E di fatti, proprio per chi usa questo social per insultare, aggredire, pubblicare oscenità, sempre nel più stretto anonimato, ecco proprio per loro è più adatto... Per gli altri è un arretramento! Che sia una presa di posizione?!»

 

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Non è chiaro il motivo per cui Facebook ha deciso di cambiare il pulsante "condividi" con altri termini e soprattutto non è chiaro se il cambiamento sia solo temporaneo, per testare ad esempio la reazione degli utenti, o permanente.

 

 

 

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Ofe4.1-ottimizzarsi

Reti e social network

Sembra più semplice iniziare dalla seconda locuzione di questa categoria:

"social network".

Probabilmente solamente alcuni anni fa non avremmo creduto quanto la forma matura del web 2.0 avrebbe modificato la vita personale e professionale; quanto la stessa vocazione alle relazioni pubbliche della comunicazione debba essere ripensata con l’acuirsi dell’importanza della nostra identità social. Insomma, altro che virali. Oseremmo dire genetici.

Reti pluraliste

Accanto alla diffusione dei social network, come paradigma e non solo come mezzo o canale, la moltiplicazione delle manifestazioni della rete, essa stessa paradigma della comunicazione, ben prima dell’avvento dell’attuale panorama. Per questo abbiamo scelto “reti” e non semplicemente “rete”: un plurale che ci consente di allargare lo sguardo a molteplici mondi fino a qualche tempo fa considerati paralleli ma che oggi rendono superata da distinzione tra off e on line.

A mo' di Leopardi

Ce n’è, per OfficineEinstein, da dire, da scrivere, da approfondire, da studiare, senza paura di perdersi, perchè “il naufragar m'è dolce in questo mare”.